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Louis Lecoin

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Louis Lecoin (1931)
Louis Lecoin (Saint-Amand-Montrond, Francia, 30 settembre 1888Francia, giugno 1971) è stato un militante pacifista e libertario responsabile della fondazione della pacifista francese dell' Union pacifiste de France. Trascorse circa dodici anni della sua vita in carcere a causa delle sue idee anarchiche.

Durante la sua vita collaborerà  e fonderà  diverse pubblicazioni - Ce qu'il faut dire, Le Libertaire, Défense de l’Homme et Liberté - ed avrà  a che fare con numerosissimi anarchici, tra cui: Emma Goldman, Errico Malatesta, Henry Poulaille, Germaine Berton, Robert Proix, Nicolas Faucier, Pierre Le Meillour, Roger Paon, Rirette Maitrejean, Marc Pierrot, Pierre Martin e tanti altri.

Biografia[modifica]

«L'odio è possente e talvolta sano. E spesso non manca affatto di una certa bellezza. Ma se è bene che gli svergognati capitalisti siano in apprensione, dobbiamo temere noi, di cedervi troppo spesso. Odiare per distruggere, sì: per distruggere tutto ciò che genera l'odio. Ma bisogna soprattutto pensare a costruire. A costruire mediante la solidarietà  e l'amore.»( da Louis Lecoin, Il corso di una vita)

Nato in una famiglia molto povera, figlio di genitori analfabeti, Louis Lecoin non otterrà  mai alcun titolo di studio oltre ai normali certificati della scuola dell'obbligo. Diviene un correttore di bozze subito dopo aver esercitato anche molte altre professioni (manovratore, giardiniere e persino il mendicante). Si lega ad una lavoratrice delle poste, Marie Morand, fino alla morte della donna avvenuta nel 1958.

Attività  antimilitarista prima e durante la Grande Guerra[modifica]

Nell'ottobre del 1908, da giovane recluta qual era, gli viene ordinato con il suo reggimento di andare a reprimere uno sciopero di ferrovieri, ma si rifiuta e questo gli costerà  sei mesi di carcere per «insubordinazione all'interno dell'esercito». Congedato nel 1912, si reca a Parigi, entra in contatto con gli ambienti libertari, e diviene immediatamente nominato segretario della Fédération anarchiste communiste. Nella capitale fonda il "Soccorso agli obiettori di coscienza" e poi il mensile Liberté, dedicato alla difesa degli obiettori di coscienza.

Durante la guerra del 1914-18 vengono introdotte leggi speciali contro tutti coloro che si battevano contro la guerra. Lecoin, che in quegli anni era molto attivo su questo fronte ed aveva firmato il Manifesto degli anarchici contro la guerra (in opposizione al Manifesto dei Sedici firmarono anche Errico Malatesta, Domela Nieuwenhuis, Alexander Berkman, Emma Goldman, Alexander Schapiro, ecc.), viene condannato a 5 anni di carcere militare e 18 mesi di prigione per disturbo dell'ordine pubblico.

Tra le due guerre[modifica]

Nel 1921, alla convention della CGT di Lille, si fa notare per aver sparato in aria con la sua pistola onde permettere ai sindacalisti rivoluzionari di potersi esprimere durante il congresso. Durante la sua vita ha condotto enormi battaglie in difesa degli anarchici e dei diritti elementari dell'uomo:

  1. crea un Comité du droit d'asile e la Ligue des droits de l'homme in difesa di Buenaventura Durruti, Gregorio Jover e Francisco Ascaso, detenuti in Francia ed a rischio di essere estradati in Spagna. Grazie al suo impegno i tre saranno rilasciati
  2. compie un clamoroso gesto in difesa di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, infiltrandosi ad un convegno dell'American legion (raggruppamento di veterani americani della prima guerra mondiale) ed urlando dal palco: Viva Sacco e Vanzetti!

Durante la rivoluzione spagnola forma il Comité pour l'Espagne libre («Comitato per la Spagna libera») subito dopo la Solidarité Internationale Antifasciste.

Durante e dopo la seconda guerra mondiale[modifica]

Allo scoppio della seconda guerra mondiale scrive un articolo intitolato Paix immédiate che gli costa una nuova condanna. Dopo la guerra fonda il comitato in difesa di Garry Davis, fondatore del movimento Cittadini del mondo e nel 1958 dà  vita alla sua campagna in favore degli obiettori di coscienza (tra gli attivisti che sostenevano la sua lotta v'era pure Albert Camus). Dopo le vane promesse del governo sull'accettazione di tale status, Lecoin, quando ha 74 anni, inizia uno sciopero della fame, trovando il sostegno di giornali come Canard enchaîné. Fu così che il primo ministro Georges Pompidou gli promette che il disegno di legge sarà  presentato al Parlamento. Il giorno dopo Lecoin interrompe lo sciopero, ma poiché nell'agosto del 1963 il disegno di legge non era stato ancora votato, Louis Lecoin minaccia di iniziare un nuovo sciopero. A questo punto il governo cede e il 23 dicembre 1963 viene promulgata una legge che riconosce lo status di obiettori di coscienza. Tutti i detenuti obiettori vengono immediatamente rilasciati.

Nel 1964 viene proposto per il Premio Nobel per la Pace, ma è egli stesso a chiedere il ritiro della sua candidatura per consentire più possibilità  di vittoria a Martin Luther King. Il 21 giugno 1971, migliaia di persone assistono al suo funerale tenutosi al cimitero di Père-Lachaise, dove viene cremato.

Bibliografia[modifica]

  • Garel Sylvain, Louis Lecoin et le mouvement anarchiste (Volonté anarchiste, Fresnes), 1982.
  • Lemonnier Jean-Claude, Louis Lecoin combattant de la Paix (Anima, Saint-Amand-Montrond), 1991.
  • Le Silence des armes e Récits et essais, Bernard Clavel

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]