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Lorenzo Kom'boa Ervin

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Lorenzo Kom'boa Ervin
Lorenzo Kom'boa Ervin (1947 , Chattanooga, Tennessee, USA -) è uno scrittore, attivista per i diritti umani e anarchico afroamericano. È stato prima un membro del Black Panther Party e poi un’esponente di spicco del cosiddetto anarchismo nero.

Biografia[modifica]

Lorenzo Kom'boa Ervin nasce nel 1947in una cittadina del profondo sud statunitense, Chattanooga (Tennessee), dove la segregazione razziale era un fatto legale che tutti i neri quotidianamente subivano sulla propria pelle .

Le prime attività  politiche[modifica]

A soli 12 anni Lorenzo si unisce al gruppo National Association for the Advancement of Colored People («Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore») e partecipa a Chattanooga a numerose manifestazioni contro il razzismo. Arruolato per la guerra in Vietnam, rimane nell'esercito per due anni, durante il quale diviene un convinto antimilitarista. Nel 1967 inizia la militanza nel Student Nonviolent Coordinating Committee («Comitato Coordinatore degli Studenti Nonviolenti») e successivamente nel Black Panther Party, organizzazione rivoluzionaria afroamericana.

Il carcere[modifica]

Accusato di aver progettato un attentato contro un leader razzista del Ku Klux Klan, Ervin nel 1969 dirotta un aereo a Cuba per evitare la procedura d'arresto. Durante il suo soggiorno a Cuba e in Cecoslovacchia, si rende conto che il socialismo reale è cosa ben diversa dal socialismo idealistico dei suoi sogni.

Dopo vari tentativi caduti nel vuoto, il governo americano riesce ad ottenerne l’estradizione negli Stati Uniti. Processato da un giudice e una giuria di bianchi, è riconosciuto colpevole e condannato all'ergastolo.

Simbolo della Croce Nera Anarchica

L'anarchia[modifica]

Le prime nozioni sull'anarchismo Ervin le apprende proprio in carcere, quando durante gli anni '70 entra in contatto con i militanti della Croce Nera Anarchica (CNA), un'organizzazione anarchica che si batte per l'abolizione del carcere e in favore dei prigionieri. Durante il periodo detentivo legge molti testi sull'anarchismo, prosegue i contatti con i militanti di CNA e scrive anche alcuni opuscoli anarchici, tra cui L'anarchismo e la rivoluzione nera, sua opera più conosciuta.

Dopo una lunga campagna internazionale (portata avanti principalmente dal movimento anarchico) che ne chiede il rilascio, Ervin riacquista finalmente la libertà . Sono passati 15 anni da quando fu arrestato.

L'attività  di conferenziere e il caso australiano[modifica]

Tornato a Chattanooga, Ervin si impegna nel Concerned Citizens for Justice, un gruppo in lotta per i diritti civili, contro la brutalità  della polizia e la violenza del Ku Klux Klan. Nel 1987 sostiene il movimento che contesta i risultati elettorali comunali di Chattanooga, grazie al quale numerosi neri riusciranno ad entrare nel Consiglio comunale.

Nel luglio 1997, dopo un tour di conferenze che lo aveva portato in 20 paesi diversi, Ervin giunge in Australia accogliendo un invito dell'gruppo anarchico Angry People [1]. L'organizzazione di estrema destra australiana, Australians Against Further Immigration, non lo accoglie certo con affetto e solleva un caso mediatico dipingendolo come un estremista pericoloso, rimettendo inoltre la questione al Ministro dell'Immigrazione Amanda Vanstone. In tutto il paese scoppiano numerose polemiche: Pauline Hanson, leader di un partito xenofobo, lo definisce un «noto terrorista» [2]; il primo ministro John Howard si dichiara inorridito dalla presenza nel "suo" paese dell'anarchico afroamericano [3], invitando i ministeri preposti ad intraprendere un urgente investigazione, finalizzata al ritiro del suo visto [4] e persino all' arresto [5].

Dopo tutto questo can-can mediatico e politico, Lorenzo Kom'boa Ervin viene incredibilmente fermato dalla polizia locale e gli viene ritirato il visto. Dopo quattro giorni di carcere l'Alta Corte d Australia ordina però l'immediato rilascio e il ripristino del visto, intimando il governo federale di pagare le spese legali [6][7]. Durante il breve periodo detentivo proteste s'erano levate in Sud Africa, Grecia, Italia, Svezia, Irlanda, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Stati Uniti.[8]

Subito dopo il suo rilascio, Ervin partecipa alle celebrazioni indette dal National Aboriginal Islander Day Observance Committee a Brisbane, in qualità  di ospite degli indigeni australiani ai quali tiene anche un breve discorso. Nel frattempo che Ervin prosegue il suo giro di conferenze in Australia, i funzionari dell'immigrazione provano in tutti i modi un cavillo che lo fermi, visto anche il grande successo ottenuto in ogni sua tappa.

Durante il suo giro per l'Australia ad Ervin viene negata la visita a Denis Walker, leader del Black Panther Party australiano detenuto nel carcere di Cessnock. Tutti gli ostacoli che il governo australiano gli pone di fronte non fanno altro che aumentare la sua fama ed incrementare la partecipazione alle conferenze in giro per l’Australia. Il 24 luglio 1997 Ervin decide però di lasciare il paese, visto che i funzionari non smettevano di minacciarlo e temeva seriamente di essere espulso forzatamente.

Attualità [modifica]

A partire dal dicembre 2006 Lorenzo Kom'boa Ervin risiede con la moglie a Nashville, in Tennessee. È una figura di riferimento per tutta la comunità  nera, e non solo, per la quale si batte sempre con lo stesso vigore.

Note[modifica]

  1. Deportation of Ervin an act of white supremacism: Sponsors ABC online, 9 Luglio, 1997
  2. A Win for the Panther, «Sydney Morning Herald», 11 luglio 1997
  3. Howard orders Panther visa probe, «The Age», 7 luglio 1997
  4. Visa review for visiting black activist, «Sydney Morning Herald», 7 luglio 1997
  5. Minister Cancels Lorenzo Ervin's Visa. Media Release from Acting Minister for Immigration and Multicultural Affairs, Senator the Hon. Amanda Vanstone, 8 luglio 1997. Accessed May 8, 1997
  6. Judge decides today if Panther stays caged, «Sydney Morning Herald», 10 luglio 1997
  7. Legal Argument in the High Court of Australia Luglio 1997 Transcript. Legal Judgement High Court of Australia Re: The Minister for Immigration and Multicultural Affairs Ex parte Ervin B29/1997
  8. «The Australian», 9-10 Luglio 1997

Bibliografia[modifica]

  • Lorenzo Kom'boa Ervin, Anarchism and the Black Revolution, 1979.

Collegamenti esterni[modifica]