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Leon Czolgosz

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Leon Czolgosz
Leon Czolgosz (Alpena, USA, 1873 - Auburn, USA, 29 ottobre 1901) è stato un individualista anarchico fautore della propaganda col fatto, che mise in pratica assassinando il Presidente degli USA William Mckinley.

Biografia[modifica]

Leon Czolgosz nasce nel maggio del 1873 ad Alpena (nel Michigan, Stati Uniti) in una modesta e numerosa famiglia di emigranti polacchi (Leon ha sette fratelli). Dopo aver compiuto cinque anni, Leon con la sua famiglia si trasferisce a Detroit in cerca di maggiori fortune. Ben presto, poco più che bambino, a causa delle difficoltà  familiari (a cui si aggiunge anche la prematura morte della madre) entra nel mondo del lavoro: trova occupazione, insieme a due suoi fratelli, in una vetreria della Pennsylvania e più tardi in una fabbrica di Cleveland. Qui si segnala per la partecipazione attiva ad uno sciopero sindacale.

Schedato come "scioperante", utilizza il falso nome di Fred C. Nieman per poter trovare una nuova occupazione. La sua situazione economica non è però semplicissima, infatti, dopo essere stato licenziato a Cleveland (Ohio), ritorna a lavorare nela piccola azienda agricola famigliare sempre nell'Ohio. Stessa scelta faranno anche i suoi fratelli.

Contatti con Emma Goldman[modifica]

Inizia ad interessarsi alle pubblicazioni anarchiche e ad assistere alle riunioni socialiste ed anarchiche. Nel 1901 assiste al Fraklin Liberal Club ad una conferenza di Emma Goldman, con la quale riesce anche brevemente a discutere, chiedendole consigli su libri e riviste da leggere. Tre mesi dopo, Leon incontra casualmente Emma Goldman in una strada di Rochester e si ferma a chiacchierare brevemente con lei. Le rivela la sua disillusione sul socialismo, chiedendo di poter conoscere altri compagni anarchici, cosa che effettivamente poi accade.

Nella sue frequentazioni, Leon Czolgosz esprime pensieri esplicitamente radicali, forse anche un pò ingenue, tanto che i compagni a cui si è avvicinato lo giudicano un pò ambiguo. Infatti, una settimana dopo l'incontro con Emma Goldman, il giornale Free Society di Chicago pubblica un articolo in cui il polacco viene indicato come possibile spia. Quest'articolo manderà  su tutte le furie Emma Goldman, assolutamente certa della sincerità  di Czolgosz. [1]

Attentato, processo ed esecuzione[modifica]

Il 31 agosto 1901, l'anarchico polacco si sposta a Buffalo (Stato di New York), dove deve svolgersi la grande Esposizione Panamericana. Il 6 settembre, mentre il presidente di Stati Uniti William Mckinley (venuto per l' inaugurazione), va a salutare la folla, Leon gli spara contro due colpi di rivoltella, comperata appositamente per l’occasione. Mckinley, gravemente ferito, morirà  poi il 14 settembre.

Leon Czolgosz, immediatamente fermato, si dichiara «anarchico individualista» e non appartenente a nessuna organizzazione. Riconosce di aver assistito al comizio di Emma Goldman, ma dice anche che da lei non ha ricevuto alcun sostegno morale o materiale. Processato a Buffalo, a partire dal 23 settembre 1901, dichiara avere colpito nella persona del presidente «un nemico della gente buona, i buoni lavoratori. Non sento alcun rimorso per il mio crimine […] Credo che non dovremmo avere dirigenti. Ucciderli è giusto. Sono anarchico. Non credo nel matrimonio ma solo nell'amore libero [...] mi dispiace solo non poter rivedere mio padre» [2].

Emma Goldman, nonostante le accuse di complicità , sarà  praticamente l’unica esponente dell'anarchismo statunitense a difendere e sostenere Leon fino alla fine. Il governo statunitense approfittò dell'arresto di Czolgosz per scatenare un'ondata repressiva contro tutto il movimento anarchico e socialista americano. La stessa Emma Goldman fu per un periodo trattenuta in stato d'arresto.

Leon Czolgosz si presenta nell'aula di tribunale con la testa fasciata e delle ferite sul viso, segno evidente che in carcere aveva subito violenze [3]. Il processo si tiene il 26 settembre, dura solo 8 ore e 25 minuti. La sentenza è di condanna a morte mediante sedia elettrica e viene eseguita il 29 ottobre seguente ad Auburn.

La presidenza McKinley e reazioni all'attentato[modifica]

Il governo repubblicano McKinley, eletto nel 1896, si caratterizzò per una politica apertamente razzista e colonialista, annettendo Cuba e trovando nuovi possedimenti nelle Filippine (Mckinley dirà  che era stato Dio in persona a spingerlo all'invasione delle Filippine [4]), Porto Rico e in altri territori, in modo da aumentare i benefici dei capitalisti locali, che costarono però sofferenze e morte a migliaia e migliaia di esseri umani, e far uscire così il paese dalla crisi che da anni lo attanagliava.

Le autorità  americane rifiutano di concedere il corpo ai familiari, pretendendo la distruzione del corpo nell’acido, con la speranza di sradicare il "virus" dell'anarchia. Il nuovo presidente T. Roosevelt ne approfitterà  inoltre per fare passare una legge che proibiva l' entrata negli Stati Uniti degli emigranti sospettati di essere anarchici e di espellere quelli già  presenti sul territorio americano.

Emma Goldman disse di Leon:

«Leon Czolgosz, ed altri uomini del suo tipo, lontano dall'essere creature depravate e dai bassi istinti, sono in realtà  esseri super-sensibili incapaci di resistere alle grandi pressioni sociali. Ciò porta loro a reagire in forme violente, anche sacrificando le proprie vite, perché non possono essere testimoni pacifici della miseria e della sofferenza degli esseri umani. Per tali atti si deve incolpare i responsabili delle ingiustizie e l'umanità  che domina il mondo» [5].

In ricordo di Leon[modifica]

In Cile esiste un gruppo anarchico denominato Fracción Autónoma de Ataque León Czolgosz, responsabile di diverse azioni dirette, tra cui una all'Ambasciata della Gran Bretagna in Cile[6].

Note[modifica]

  1. Biografia Di Leon Czolgosz
  2. da "flag.blackened.net"
  3. León Czolgosz Torturado y Ejecutado
  4. «In verità , io non volevo le Filippine e, nel momento in cui sono venute a noi come un regalo degli dei, non sapevo cosa farne. [.] Io percorrevo tutte le sere su e giù i corridoi della Casa Bianca fino a mezzanotte, e non provo vergogna nel confidarvi, signori miei, che più di una notte mi sono inginocchiato e ho pregato Dio onnipotente di darmi luce e sostegno. È così che una notte mi è apparsa la soluzione; non so come, ma è arrivata. Non si poteva restituire le Filippine agli spagnoli: sarebbe stato vile e disonorevole. Non potevano consegnarle alla Francia o alla Germania che sono nostri concorrenti in Oriente: sarebbe stato commercialmente un errore e avremmo perso credito. Non potevamo abbandonarli alla loro sorte (sono incapaci di governarsi da soli): ci sarebbe stata rapidamente l'anarchia e la situazione sarebbe stata peggiore che sotto l'autorità  spagnola. Non ci restava dunque altro che prenderle e educare i filippini, elevarli, civilizzarli e cristianizzarli. In breve, con l'aiuto di Dio, a fare del meglio per loro che sono nostri simili, per i quali Cristo è egualmente morto. Allora io sono andato a coricarmi e ho dormito. D'un sonno profondo». (Dichiarazione del Presidente McKinley, tratta da da "storain.net")
  5. da "keikai.blogspot.com"
  6. www.chile.com


Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]