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Legione Proletaria Filippo Corridoni

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La Legione Proletaria Filippo Corridoni, i cui miliziani erano conosciuti anche come Corridoniani, fu una Formazione di difesa proletaria antifascista che affiancò gli Arditi del Popolo nella difesa di Parma del 1922.

Storia[modifica]

Durante le 5 giornate di Parma essa era posto sotto il comando di Vittorio Picelli, fratello di Guido, in quanto Alceste De Ambris, che ne era il comandante riconosciuto, si era recato, insieme a Luigi Campolonghi ed a Giulietti (del sindacato lavoratori marittimi), nella cittadina di Gardone nel tentativo di convincere Gabriele D'Annunzio (rifugiatosi nella villa di Cargnacco «in residenza dorata ma coatta e ben vigilata») ad assumere la guida di un blocco antifascista che si opponesse militarmente all'avanzata dei fascisti.

Alceste De Ambris era molto amico di D'Annunzio, cosa che mandava su tutte le furie i fascisti, tant'è che nella sede di Parma della Legione Proletaria Filippo Corridoni era in bella mostra una foto di D'Annunzio con tanto di dedica autografa. Infatti, appena iniziarono gli scontri di Parma, De Ambris andò a Gardone dal "comandante" Gabriele D'annunzio per convincerlo a guidare le forze antifasciste, assumere la guida dello Stato ed emanare una costituzione simile alla Carta del Carnaro nata dall'Impresa di Fiume. D'Annunzio, che più che rivoluzionario fu un esteta, non seppe però cogliere l'occasione anche per colpa del veto dei socialisti.

L'anno successivo Alceste De Ambris, che fra l'altro era presidente dell'associazione Legionari Fiumani, fu aggredito da squadristi fascisti a Genova e poi costretto a trovare riparo in Francia. Durante le 5 giornate di Parma anche il fratello di Alceste, Amilcare, si batté contro i fascisti a fianco del fratello.

Voci correlate[modifica]

Bibliografia[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]