Still working to recover. Please don't edit quite yet.

La Spigolatrice di Sapri

From Anarchopedia
Jump to: navigation, search
Carlo Pisacane, anarchico

La Spigolatrice di Sapri è una poesia scritta da Luigi Mercantini nel 1857. Narra le vicende di Carlo Pisacane e dei suoi trecento uomini sbarcati a Sapri nella speranza di accendere i fuochi rivoluzionari durante il Risorgimento.

Brevi considerazioni[modifica]

La poesia, scritta alla fine del 1857 dal poeta italiano Luigi Mercantini, racconta la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie. L’autore è tuttavia sembrato non in grado di cogliere lo spirito libertario e socialisteggiante che animava Pisacane, spesso erroneamente accomunato ai beceri patrioti, e i “suoi” uomini.

Testo[modifica]

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.

All'isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco e poi si è ritornata;
s'è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra,
ma s'inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.

Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
Siam venuti a morir pel nostro lido.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano, gli chiesi: - dove vai, bel capitano? -
Guardommi e mi rispose: - O mia sorella, vado a morir per la mia patria bella. -
Io mi sentii tremare tutto il core,
né potei dirgli: - V'aiuti 'l Signore! -

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontraron con li gendarmi,
e l'una e l'altra li spogliar dell'armi.

Ma quando fur della Certosa ai muri,
s'udiron a suonar trombe e tamburi,
e tra 'l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Eran trecento non voller fuggire,
parean tremila e vollero morire;
ma vollero morir col ferro in mano,
e avanti a lor correa sangue il piano;
fin che pugnar vid'io per lor pregai,

ma un tratto venni men, né più guardai;
io non vedeva più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d'oro.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Voci correlate[modifica]