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La Cooperativa Tipolitografica

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All'ingresso de «La Cooperativa Tipolitografica», la targa recante il nome originario della tipografia: «Il Seme». Impresse tra i suggestivi affreschi, le rosse iniziali di «Umanità  Nova».

La tipografia degli anarchici[modifica]

«La Cooperativa Tipolitografica» di Carrara è una (rectius: la) tipografia libertaria autogestita (le decisoni inerenti la stampa e lo svolgimento del lavoro vengono prese, in ultima istanza, dai soci lavoratori), il cui scopo sociale è quello di diffondere il pensiero libertario ed egualitario.
Unica nel suo genere (esistono in Italia altre tipografie gestite da anarchici, ma prive di uno statuto che le caratterizzi come strumenti di comunicazione degli ideali libertari), rappresenta per il movimento anarchico una risorsa importante, in quanto, oltre a ricevere commissioni (da ogni parte d'Italia: specialmente dai gruppi anarchici del nord e del centro) relative alla propaganda anarchica, garantisce la stampa e la diffusione di alcune tra le più importanti voci dell'anarchismo, quali «Umanità  Nova», «Lotta di Classe» e «Seme Anarchico» (in passato, anche «A - Rivista Anarchica»); edita e stampa libri e opuscoli propri come casa editrice indipendente («La Cooperativa Tipolitografica Editrice»); stampa e si occupa della distribuzione per l'Italia delle pubblicazioni delle «Edizioni La Baronata» di Lugano; stampa «Voce Libertaria» e «Bollettino del Libero Pensiero», destinati alla Svizzera italiana.

Manifesto dell'USI-AIT stampato presso La Cooperativa Tipolitografica

La storia[modifica]

Nei primi anni '70, le pubblicazioni del movimento anarchico erano molte, il movimento era in gran fermento e la mancanza di un luogo che fosse patrimonio del movimento e in cui gli anarchici potessero stampare autonomamente si faceva sentire: «Umanità  Nova» - settimanale degli anarchici gestito dalla F.A.I. sia dal punto di vista economico che redazionale - veniva stampato dalla stessa società  (la GATE di Amedeo Terenzi, editore di sinistra molto vicino al PCI) che pubblicava «l'Unità », «Rinascita» e «Paese Sera».

Due anarchici, Alfonso Nicolazzi e Dino Mosca, ex lavoratori «Alitalia» molto attivi nella lotta sindacale, ebbero l'idea di impiegare il corrispettivo della loro buona uscita per acquistare quelle macchine che avrebbero soddisfatto l'esigenza del movimento di avere rotative proprie. Nel '74 venne aperta a Carrara «Il Seme», impresa artigiana in cui avveniva la stampa delle pagine di «Umanità  Nova», ma non la loro piegatura; i disagi erano tali che si rese necessaria la costituzione anche di una legatoria in loco. Successivamente, la tipografia si trasformò in società  cooperativa (la coop. tipolitografica), forma necessaria da un punto di vista "legale", ma che al contempo garantiva e garantisce una pluralità  e un minor accentramento. La legatoria venne chiusa e le macchine lasciate in gestione alla Cooperativa, che continua ad utilizzarle tutt'ora.

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