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Jules Allix

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Jules Allix, 1871

Jules Allix (Fontenay-le-Comte, 9 settembre 1818 - Parigi, 1897) fu un rivoluzionario francese, comunardo, socialista e sostenitore del femminismo.

Biografia[modifica]

Jules Allix, figlio di un commerciante e laureato in legge, dopo la rivoluzione che a Parigi, nel febbraio 1848, aveva rovesciato la monarchia di Luigi Filippo e proclamato la II Repubblica, si presentò candidato alle elezioni politiche del 23 aprile nel dipartimento della Vandea, con l'originale slogan elettorale di essere un comunista che difendeva non solo il diritto al lavoro, ma anche la religione e la famiglia.

Non fu eletto, ma la sua fama di comunista lo costrinse a nascondersi dopo la sanguinosa repressione della rivolta operaia di giugno. L'anno dopo fu coinvolto nel cosiddetto « affare del Conservatorio », ossia nelle proteste, avvenute il 13 giugno 1849, contro la spedizione militare a Roma, voluta dal presidente Luigi Bonaparte – il prossimo Napoleone III – per ingraziarsi l'elettorato cattolico portando soccorso al governo papalino rovesciato dai mazziniani. La manifestazione, facilmente repressa perché priva dell'appoggio operaio, diede pretesto al futuro dittatore di perseguitare la sinistra repubblicana e di chiudere gli ultimi giornali di opposizione.

Daumier: Les Escargots non sympathiques

Anche Allix fu arrestato ma fu presto rilasciato. L'anno dopo, il 25 ottobre del 1850, presentò su La Presse una sua bizzarra invenzione, la « boussole pasilalinique sympathique », un presunto sistema di trasmissione telegrafica basata sulle proprietà  delle lumache durante l'accoppiamento, con la quale Allix si rese a lungo oggetto di derisione nei fogli satirici del tempo.

Jules Allix nel 1855

Nel giugno del 1853 venne nuovamente arrestato per la partecipazione al complotto – detto « dell'Ippodromo » - che avrebbe dovuto portare all'uccisione di Napoleone III e alla restaurazione della Repubblica. Condannato il 17 novembre a un esilio di otto anni, Allix, con la moglie e la figlia, raggiunse l'isola di Jersey, ospite del fratello Émile, medico e amico di Victor Hugo, anch'egli in esilio volontario fin dal colpo di Stato napoleonico del 1851. In casa Hugo assistettero spesso alle sedute « spiritiche » che appassionavano allora lo scrittore. A Jersey Allix mise anche a punto un suo sistema di apprendimento della lettura della lingua francese in sole 15 ore.

Tornato a Parigi nel 1860, pubblicò nel 1863 il periodico La Phalange nouvelle, preconizzando un'organizzazione sociale fondata sulle idee di Charles Fourier. Cominciò a manifestare segni di squilibrio psichico e il 10 luglio 1865 fu ricoverato nell'ospedale psichiatrico di Charenton: sembra che ritenesse di possedere poteri soprannaturali. Fu comunque rilasciato su richiesta del fratello il 2 settembre 1866. Spiegherà  poi che la follia esiste anche perché esistono i manicomi e che si può curare « attraverso la parola ».

La pedagogia continuò a interessarlo, forse perché vedeva in essa la possibilità  di una generale riforma morale e sociale. Frequentò le associazioni operaie e nel 1869 fece parte del Comitato democratico-socialista, presentandosi alle elezioni, ma non venne eletto. Il suo attivismo e la partecipazione a diverse riunioni pubbliche gli costò, il 9 novembre, quindici giorni di prigione per « radunata sediziosa ». Un altro giorno di arresto gli fu provocato, il 12 gennaio 1870, dalla partecipazione alle proteste durante i funerali del giornalista Victor Noir, assassinato impunemente da Pierre Bonaparte, cugino dell'imperatore.

Il 1° settembre 1870 Napoleone III è disfatto a Sedan e fatto prigioniero dei prussiani, e il 4 settembre, a Parigi, l'Assemlea nazionale vota la fine dell'Impero e proclama la Repubblica. Il nuovo governo capeggiato da Jules Favre decide la continuazione della guerra, mentre i prussiani, il 18 settembre, circondano e assediano la capitale.

Elisabeth Dmitrieff

Allix, preoccupato delle possibile violenze che la soldatesca prussiana potrebbe usare contro le parigine una volta che la città  fosse caduta, inventò il dito prussico: un ditale con un piccolo ago all'estremità  di una fiala nascosta contenente acido prussico avrebbe potuto, secondo lui, mettere fuori combattimento il molestatore. Fondò anche, con la moglie, una Unione delle donne, strutturata in comitati di quartiere, alle quali spiegò i suoi progetti sui futuri Ateliers, gestiti dal Comune, dove le donne disoccupate avrebbero poturo lavorare, secondo l'esempio degli Ateliers nationaux creati nel 1848 e poi eliminati dalla reazione moderata.

Una seconda Unione delle Donne fu successivamente fondata sotto la Comune, senza che Allix ne avesse alcuna parte, l'8 aprile 1871.[1] Allo stesso nome e all'eguale struttura organizzativa corrispondevano però contenuti diversi, militari e politici: la difesa della Comune e lo sviluppo della sua esperienza rivoluzionaria. Ne furono animatrici, tra le altre, Nathalie Lemel ed Elisabeth Dmitrieff, che aveva anche fatto parte della Unione di Allix.

Durante l'assedio, Parigi si era data con libere elezioni un governo popolare, chiamato Delegazione dei venti arrondissements, che aveva auspicato la necessità  del mantenimento della Repubblica che desse « agli operai i propri strumenti di lavoro, la terra ai contadini, e realizzi la libertà  politica mediante l'eguaglianza sociale ». Thiers aveva firmato con la Prussia, il 28 gennaio 1871, un armistizio che rappresentava una capitolazione che Parigi non intendeva accettare: il tentativo del governo di Versailles di occupare militarmente la capitale « per finirla con un comitato insurrezionale i cui membri sostengono le dottrine comuniste »[2] era stato facilmente respinto dai parigini il 18 marzo: dopo questo episodio, la Comune era costituita di fatto.

Le elezioni per il Consiglio comunale di Parigi furono fissate al 26 marzo: ogni arrondissement [3] avrebbe eletto da due a sette delegati. Il 20 marzo Allix destituì di sua iniziativa il sindaco dell'VIII arrondissement che si rifiutava di preparare le elezioni e s'insediò al suo posto. Venne poi eletto tra i delegati al Consiglio insieme con Arthur Arnould, Raoul Rigault ed Édouard Vaillant.

Nell'VIII arrondissement si comportò senza tener conto delle opinioni altrui, scegliendosi suoi propri collaboratori e cercando di gestire sia gli affari militari che civili del quartiere, suscitando così malumori e proteste, finché il 2 maggio un gruppo di cittadini denunciò la situazione al Consiglio della Comune, chiedendo che fosse messo fine al suo comportamento, definito « capriccioso ». Tenuto conto della situazione delicata della città , investita dalle truppe di Thiers, non lontane dall'VIII arrondissement, gli venne tolta ogni competenza sulla VIII legione della Guardia: Allix protestò, tacciando di inesperienza o peggio i suoi detrattori. Forse diede in escandescenze, poiché il 9 maggio fu rinchiuso nell'Hôtel de Ville per ordine del Comitato di Salute pubblica, e al suo ufficio municipale furono apposti i sigilli.

Rilasciato già  l'11 maggio, Allix volle riprendere possesso dei suoi uffici, rompendo i sigilli, e fu arrestato e affidato ai medici. Non ci fu tempo per prendere decisioni sul suo conto: gli eventi precipitavano e il 28 maggio la Comune fu disfatta dalle truppe di Versailles. Arrestato, Allix fu rinchiuso nell'ospedale psichiatrico di Charenton e poi, il 17 luglio 1872, condannato alla deportazione. Restò tuttavia a Charenton, da dove uscì nel 1876 senza subire successive restrizioni finché, nel 1879, fu amnistiato.

Passò in povertà  gli ultimi anni della vecchiaia, mantenuto da due sorelle: nonostante tutto, era sorvegliato dalla polizia che, nei suoi rapporti, scriveva che egli era « segretario di un'associazione di donne intellettuali[4] che sognano l'assoluta eguaglianza tra l'uomo e la donna ».

Note[modifica]

  1. L'atto di fondazione della «Union des Femmes pour la Defense de Paris et les Soins aux Blessés» (Unione delle donne per la difesa di Parigi e i soccorsi ai feriti) sarebbe rappresentato da un manifesto dell'8 aprile 1871 che chiamava le donne alla difesa della Comune, firmato «Un gruppo di cittadine»: cfr. La Comune del 1871, a cura di J. Bruhat, J. Dautry ed É. Tersen, p. 191. Secondo altri, l'Unione sarebbe stata formalmente fondata da Elisabeth Dmitrieff e Nathalie Lemel il successivo 11 aprile: cfr. Ch. Fauré, Political and historical encyclopedia of women, p. 243.
  2. Appello del generale Louis d'Aurelle de Paladines, messo da Thiers a capo delle Guardia nazionali di Parigi e fuggito a Versailles dopo il fallimento del colpo di mano del 18 marzo.
  3. Nome francese che indica il quartiere cittadino.
  4. Nell'originale francese, bas-bleus, « calzette blu », erudita espressione sprezzante per « donne che si danno arie da intellettuali »: a quanto pare, i questurini si permettevano, nei loro grigi rapporti, anche simili finezze.

Bibliografia[modifica]

  • La Comune di Parigi del 1871, a cura di J. Bruhat, J. Dautry ed É. Tersen, Roma, Editori Riuniti, 1971
  • Bernard Noël, Dictionnaire de la Commune de Paris, Paris, Flammarion, 1978
  • Christine Faure, Political and historical Encyclopedia of Women, New York, Routledge Taylor & Francis Group, 2003

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]