Still working to recover. Please don't edit quite yet.

Joe Hill

From Anarchopedia
Jump to: navigation, search
Joe Hill
Joe Hill, alla nascita Joel Emmanuel Hägglund (Gävle, Svezia, 7 ottobre 1879 – Salt Lake City, 19 novembre 1915), è stato un sindacalista, un musicista e un anarchico statunitense di origine svedese.

Biografia[modifica]

Joel Emmanuel Hägglund nasce a Gävle (città  a nord di Stoccolma), in Svezia, il 7 ottobre 1879 presso un’umile famiglia (il padre, Olof, era un ferroviere) dalle forti tradizioni luterane, ma che gli trasmette anche l'amore per la musica (sin da bambino apprende anche a suonare l’organo, il piano, la chitarra ecc.). Dopo la morte del padre (1887) e della madre (1902), Joel decide di emigrare negli USA insieme ad un fratello.

La difficile vita negli USA[modifica]

Come molti migranti ha un’immagine idealizzata degli USA, ma ben presto si accorge delle difficoltà  e dell’emarginazione in cui vengono relegati molti statunitensi. La sua avventura americana parte da New York, da qui si sposta a Cleveland (Ohio) e infine nel 1906 giunge a San Francisco. In California, a San Pedro, lavora come portuale e inizia la militanza nell’IWW (i cosiddetti Wobblies), storico sindacato rivoluzionario che in quel periodo sta muovendo i suoi primi passi.

Negli USA, tra il 1906 e il 1910, Joel Emmanuel Hägglund cambia nome in "Joseph Hillström" (nome del tutto inventato, pur mantenendo l'assonanza svedese); non è ben chiaro perché lo abbia fatto, ma non è improbabile che sia stato un modo per sfuggire ad una qualche persecuzione giudiziaria. In seguito "Joseph Hillström" sarà  abbreviato in Joe Hill [1]. Inizia anche a scrivere canzoni e poesie impegnate e di protesta, nel frattempo lavora in diversi stati facendo il "vagabondo" (hobo) e fermandosi dove trova lavoro, principalmente seguendo i percorsi dei treni merci.[2]

La musica e gli Wobblies[modifica]

Copertina di Rebel Girl, canzone scritta da Joe Hill

Il termine Wobblies, la cui origine è assai incerta [3], si riferisce sia nel senso di "itineranti" (coloro che, come Joe Hill, attraversavano l'America in cerca di lavoro e per diffondere la propaganda sindacalista ai lavoratori e alle lavoratrici) e sia in quello di militanti dell'IWW. Joe era uno wobblie: durante la sua militanza nello storico nell’IWW, questo sindacato rivoluzionario inizia ad utilizzare la musica come mezzo di lotta e di propaganda della cultura sindacalista. Joe Hill è proprio la persona adatta per questo genere di “lavoro” [4].: tredici sue canzoni vengono pubblicate nell' IWW Little Red Songbook, tra queste famosissime divennero Rebel Girl, The Preacher and the Slave e, soprattutto, Casey Jones; tutte sono frequentemente utilizzare durante le manifestazioni di protesta. Queste canzoni diverranno di straordinaria importanza per chi, come gli immigrati in suolo statunitense, a mala appena conoscevano qualche frase di inglese, ma che si sentivano rappresentati dai testi scritti da Joe Hill. Non è un caso che nel 1912, durante uno sciopero a Lorenzo (Massachusetts), i capitalisti proprietari proveranno ad usare proprio l’arma dei diversi idiomi linguistici per dividere e confondere gli scioperanti. Questo tentativo però fallirà  proprio grazie alla “strategia” adoperata dall’IWW: la musica e le canzoni come fattore di unità  e solidarietà  tra gli sfruttati e i lavoratori [5].

Vicissitudini, accusa di omicidio e condanna a morte[modifica]

Joe Hill arriva nello Utah nel 1913 e trova lavoro presso le miniere di Park City, in cui vi è anche una cospicua comunità  svedese. All'inizio del 1914 lavora sui tram al Silver King Mine e a Park City (Utah), non lontano da Salt Lake[2].

Il 10 gennaio 1914, John G. Morrison e suo figlio Arling sono uccisi nella loro macelleria di Salt Lake City da due persone mascherate con fazzoletti rossi. La stessa sera Joe Hill si presenta alla guardia medica con una ferita da arma da fuoco, immediatamente la polizia, che l'ha catalogato come “sovversivo” anarchico, lo accusa dell’omicidio dei Morrison (John Morrison è un ex-ufficiale di polizia). Condannato alla pena di morte per omicidio, Hill respingerà  sempre ogni accusa a suo carico e con la stessa tenacia negherà  qualsiasi diritto allo Stato dell'Utah di sapere l'origine della sua ferita, che considerava un affare esclusivamente personale. Questo rifiuto sarà  reiterato dettagliatamente attraverso una lettera spedita ai magistrati della Corte suprema dell'Utah che nel frattempo avevano respinto il suo appello.

Prima dell’esecuzione della sentenza scrive a Bill Haywood, suo amico e importante responsabile dell'IWW: «Non perdete tempo nel lutto. Organizzatevi !». L'ultima parola di fronte al plotone d’esecuzione, il 19 novembre 1915, è semplicemente «Fire!» («Fuoco!»)[2]

Nel suo testamento, messo in musica da Ethel Raim, Hill dichiara :
My will is easy to decide,
For there is nothing to divide,
My kin don't need to fuss and moan-
"Moss does not cling to a rolling stone."
My body? Ah, If I could choose,
I would to ashes it reduce,
And let the merry breezes blow
My dust to where some flowers grow.
Perhaps some fading flower then
Would come to life and bloom again.
This is my last and final will,
Good luck to all of you, Joe Hill
Il mio testamento è facile da stabilire,
Perché non ho nulla da dividere,
La mia famiglia non ha bisogno di lamentarsi e piangere
«Il muschio non attecchisce alla pietra rotolante» [6]
Il mio corpo?Ah, se potessi scegliere,
Io lo lascerei ridurre in ceneri,
E le brezze leggere trasportare
La mia polvere là  dove qualche fiore germoglierebbe.
Così che un fiore appassito
Ritornerebbe alla vita e fiorirebbe di nuovo.
Questa è la mia ultima e finale volontà ,
Buona fortuna a tutti, Joe Hill.

Note[modifica]

  1. da "il deposito.org"
  2. 2.0 2.1 2.2 da fr.Wikipedia
  3. da "iww.org"
  4. da "antorcha.org"
  5. da "antorcha.org"
  6. A rolling stone gathers no moss”, proverbio inglese. Si legga: en.wikipedia.org

In ricordo di Joe Hill[modifica]

In ricordo di Joe Hill, nel corso degli anni, sono stati scritti molti articoli, libri, canzoni e opere teatrali, sempre e comunque con l'intenzione di ricordare e commemorare la sua drammatica esistenza e il suo impegno sindacale:

Il testamento è stato inoltre ripreso nella canzone Good Evening Mr. Q dei The 3rd And The Mortal nel loro album Memoirs.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]