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Jean Grave

Da Anarcopedia.

Jean Grave (Le Breuil-sur-Couze, Francia, 16 ottobre 1854 - Vienne-en-Val, Francia, 8 dicembre 1939), anarchico francese e storica figura di primo piano della stampa libertaria.

Indice

[modifica] La vita

Jean Grave

Jean Grave nasce il 16 ottobre 1854 a Le Breuil-sur-Couze (Francia centro meridonale). Quando suo padre, di professione mugnaio e contadino, decide di emigrare con la moglie a Parigi in cerca di maggiori fortune, Jean Grave viene affidato agli austeri e "bonapartisti" nonni materni.

Inizialmente è attratto dal socialismo e si abbona al “Proletarie” di Paul Brousse e a ”L’Egalité” di Jules Guesde. Il 30 gennaio 1879 entra nel Parti Ouvrier di Guesde e nel consiglio di amministrazione del giornale. Contemporaneamente inizia ad interessarsi all’anarchismo: si unisce al “Gruppo di studi sociali di Vème e del XII° arrondisments” e si interessa a Malatesta, Cafiero e Warlaam Tcherkesoff.

Grave, consapevole che la rivoluzione non fosse dietro l’angolo, riteneva che fosse di primaria importanza “cacciare delle idee nella testa degli individui”, e per questo inizia a scrivere articoli che poi vengono pubblicati in “Le droit social” (rivista lionese nata nel febbraio 1882) e in "Révolté", di Kropotkin, a cui col tempo lo legherà un’intensa amicizia; scrive anche una serie di opuscoli pubblicati con lo pseudonimo di Jehan Levare.

Nel 1883, a Ginevra, Élisée Reclus gli chiede proprio di prendere la direzione di Révolté. Al rientro in Francia Grave accetta la proposta con riserva, e per soli due mesi, di "prendere in mano" il giornale, che dal 1887 assumerà il titolo di Le Révolté. Nonostante le perplessità iniziali, lentamente Grave si accorge che l’ambito della stampa libertaria è quello a lui più congeniale, e per questo alla fine vi rimarrà legato per ben 30 anni.

Nel 1892 pubblica “La società morente e l’anarchia ” (prefazione di Octave Mirbeau) che, nel 1894 gli costerà un processo e la condanna a 2 anni di carcere (nonostante le testimonianze di Élisée Reclus, Paul Adam e Bernard Lazare), per “induzione al saccheggio, alla morte, alla rapina, all’incendio ecc.”. Nello stesso anno è implicato anche nel cosiddetto Processo dei trenta"[1] ma questa volta viene assolto.

Il posto lasciato vacante da Le Révolté, che sospende le pubblicazioni nel marzo del 1894, viene preso l’anno seguente, a partire dal 4 maggio, da Les Temps Nouveaux (pubblicato sino all’8 agosto 1914), in cui Jean Grave assume un ruolo di primaria importanza, avvalendosi anche della collaborazione di Kropotkin, Élisée Reclus, André Ginard, Marc Pierrot, Octave Mirbeau e di numerosissimi artisti : Paul Signac, Aristide Delannoy, Maximilien Luce, Camille Pissarro ecc..

Da sempre attento alla questione educativa, e per questo interessato all’apertura di una scuola libertaria, il 15 giugno 1900 fa uscire quello che diverrà l’organo ufficiale delle biblioteche libertarie, “L’education libertarie”. A questo scopo scrive anche “Le avventure di Nono" , una storia di utopia libertaria rivolta ai bambini e che sarà utilizzato nelle scuole moderne spagnole, grazie in particolare alla traduzione di Anselmo Lorenzo ma che avrà meno fortuna in Francia.

In seguito si rifugia in Gran Bretagna, successivamente raggiunto dall’amico Kropotkin, dove è tra i firmatari del cosiddetto “manifesto dei 16” (manifesto dei favorevoli all’intervento alla prima guerra mondiale), che segnerà una dolorosa, ma momentanea, frattura con il movimento anarchico. Al suo ritorno in Francia pubblica “Movimento libertario sotto la II Repubblica”, riallacciando gli antichi rapporti con il movimento anarchico internazionale.

Muore l’8 dicembre 1939 a Vienne-en-Val (dipartimento del Loiret nella regione del Centro di Francia).

[modifica] Rapporti con il movimento anarchico

Il rapporto di Jean Grave con il movimento anarchico è spesso stato accompagnato da conflittualità più o meno accentuate.

Il momento di maggior rottura lo si ebbe nel momento in cui Grave, firmando il cosiddetto “Manifesto dei sedici”, si schierò in favore degli interventisti alla prima guerra mondiale. Egli spesso si scagliò veementemente contro gli individualisti, gli illegalisti e i naturisti, i quali a loro volta lo ripagavano con altrettanto disprezzo, mal tollerando quel che Victor Serge definiva “anarchismo accademico”. Addirittura Grave accusò deliberatamente Albert Libertad, allora vera e propria icona dell'anarco-individualismo, di essere un informatore della polizia. (Gli archivi della polizia hanno però dimostrato che ciò non è mai corrisposto al vero).

[modifica] Voci correlate

Kropotkin

stampa libertaria

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. Il cosiddetto "Processo dei trenta" non dev'essere confuso con il "Processo dei sessantasei" che ebbe inizio l'8 gennaio 1883, a Lione, e che vedeva coinvolti anche Kropotkin, Felix Tressaud, Emile Gautier e altri, accusati di aver dato vita alla "propaganda col fatto"
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