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Jacques Ellul

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Jacques Ellul
Jacques Ellul (Bordeaux, 6 gennaio 1912- Bordeaux, 19 maggio 1994), è stato un intellettuale, uno storico, un sociologo francese con idee assimilabili a quelle anarchiche. Insieme al suo amico Ivan Illich può essere considerato uno dei padri dell'idea di decrescita ragionata e di semplicità  volontaria.

Biografia[modifica]

Jacques Ellul nasce a Bordeaux il 6 gennaio 1912 in una famiglia cosmopolita: il nonno paterno era italiano abitante a Malta, la nonna serba, il padre Joseph era di cittadinanza inglese, seppur nato a Trieste, mentre la madre Marthe Mendes era una francese di origini portoghesi.

La madre gli impartisce un’educazione cristiana-ortodossa ma lui era più prossimo alla laicità  del padre. Tuttavia l’influsso materno non tarderà  a palesarsi ed infatti, il 10 agosto 1930, Jacques Ellul si converte al cristianesimo dopo aver avuto quella che chiama la «rivelazione di Dio».

La fede religiosa non gli impedisce però di proseguire nell'assidua lettura di Marx. Jacques Ellul studiò diritto, poi condusse la sua vita in una ricerca di coerenza e cercando di capire e pensare, avvalendosi dell'aiuto dell'amico Bernard Charbonneau, l'evoluzione della società  moderna, constatando la sparizione del mondo rurale, la tecnicizzazione e normalizzazione dell'uomo come del suo ambiente e prevedendo, sia da un punto di vista ecologico che sociale, l'ampiezza di questa "grande mutazione".

Nel 1936 ottiene il dottorato con una tesi intitolata Histoire et nature juridique du mancipium. L'anno seguente inizia la carriera accademica (Università  di Montpellier e Strasburgo) e collabora alle riviste protestanti «Le Semeur» e «Foi et Vie». Nel 1939 inizia l'insegnamento all'Università  di Clermont-Ferrand, prima che l'anno seguente il governo di Vichy gli revochi la cattedra perché il padre mai aveva rinunciato alla cittadinanza inglese e la nuova normativa del governo collaborazionista dei nazisti vietava l’insegnamento agli stranieri. Intanto, in quello stesso anno, s'era unito in matrimonio con Yvette Lensvelt, con cui avrà  quattro figli: Jean, Simon, Yves e Dominique.

Per poter sopravvivere si trasferisce con la famiglia a Martres, dove mantiene la famiglia facendo l'agricoltore, partecipando inoltre attivamente alla Resistenza. Con la caduta del fascismo in Francia, nel 1944, viene nominato professore di Diritto prima e Scienze Politiche poi, sempre all'Università  di Bordeaux, dove insegnerà  sino al pensionamento (1980).

Dopo la liberazione, tra il 31 ottobre 1944 e il 29 aprile 1945 farà  all'assessore nel 1945 e sarà  incluso nella lista elettorale dell'«Unione democratica e Socialista della Resistenza» (UDSR) che si rivelerà  un fallimento. Dopo quest'esperienza rifiuterà  la democrazia parlamentare, avvicinandosi alle idee prossime a quelle della teologia della liberazione e facendo parte di una ristretta cerchia della chiesa riformata.

La scoperta da parte di Aldous Huxley del suo libro La technique ou l'enjeu du siècle («La sfida tecnologica del secolo») gli conferirà  notevole autorevolezza negli ambienti accademici. Tra il 1958 e il 1977 viene nominato presidente del «Club di Prevenzione della Delinquenza Giovanile» e prende parte attiva alle lotte ecologiste del «Comitato di Difesa della Costa Aquitana». Prolifico scrittore, nel corso della sua vita ha pubblicato una cinquantina di libri, molti dei quali sono da ritenersi indispensabili per comprendere l'attuale società .

Jacques Ellul muore a Bordeaux il 19 maggio 1994 dopo lunga malattia.

Il pensiero[modifica]

Condusse uno studio critico molto completo di quel che egli chiamava "la società  tecnologica" - la tecnica essendo secondo lui il fattore determinante della società  moderna - soprattutto in una trilogia sulla tecnica, in cui egli sviluppava la sua tesi, con l'appoggio di esempi e seguendo l'evoluzione del fenomeno tecnico; tesi secondo la quale la tecnica autocrescerebbe, imponendo i suoi valori di efficacia e di progresso tecnico, negando l'uomo, i suoi bisogni, la sua cultura, così come la natura. La sociologia non era il solo campo di indagine, la sua opera è suddivisa tra i lavori che condusse in quanto teologo, storico e sociologo, alcuni lo direbbero anche filosofo benché egli non si definisse come tale.

Militante anarchico vicino al situazionismo, ma anche sottile commentatore del pensiero e delle derive marxiste, egli contribuì alla messa a punto dell'ecologismo politico, così come a delle riflessioni su un anarchismo cristiano. Insieme al suo amico Ivan Illich può inoltre essere considerato come uno dei padri dell'idea di decrescita ragionata e di semplicità  volontaria. Gli si devono anche numerosi lavori teologici sugli aspetti sovversivi e liberatori del Vangelo, così come sulla "perversione" che la rivelazione cristiana avrebbe subito, come per esempio una interpretazione dell'Apocalisse ed una riflessione sull'etica e la speranza.

Sui media e la propaganda[modifica]

Copertina ellul.JPG

Ellul ha visto il potere dei media come un altro esempio dell'esercizio di controllo della tecnologia sul destino umano. Come meccanismo di cambiamento, i media sono quasi immancabilmente manipolati da interessi speciali, sia dal mercato sia dallo Stato. Utilizzando il termine propaganda per parlare di comunicazione politica e commerciale, Ellul ha scritto:

«È l'emergere dei mass-media che rende possibile l'utilizzazione di tecniche di propaganda su scala sociale. L'orchestrazione della stampa, della radio e della televisone per creare un ambiente totale, durevole e continuo rende l'influenza della propaganda virtualmente impercettibile proprio perché crea un ambiente costante. I mass-media forniscono il legame essenziale tra l'individuo e le domande della società  tecnologica».

Citazioni[modifica]

  • «È ora la tecnica che opera la scelta ipso facto, senza remissione, senza discussione possibile tra i mezzi da utilizzare... L'uomo (né il gruppo) non può decidere di seguire tale via piuttosto che la via tecnica... o decide di usare il mezzo tradizionale o personale... e allora i suoi mezzi non sono efficaci, saranno soffocati o eliminati o decide di accettare l anecessità  tecnica, vincerà ... sottomesso in modo irrimediabile alla schiavitù tecnica. Non vi è dunque nessuna possibilità  di scelta». [Le système technique, Calmann-Lévy, 1977, pp. 245 e sgg. (Il sistema tecnico)].
  • «Non è la tecnica ad asservirci ma la sacralità  trasferita nella tecnica (...) Non è lo Stato che ci asservisce (...). è la sua trasfigurazione sacrale (...)». [Les nouveaux possédés, Paris, Fayard, 1973, p. 259, (I nuovi posseduti)].
  • «Ho mostrato incessantemente la tecnica come autonoma, non ho mai detto che non poteva essere padroneggiata». [Changer de révolution, Paris, Seuil, 1982, p. 224. (Cambiare rivoluzione)].
  • «Per convinzione spirituale, non sono soltanto non violento ma sono per la non-potenza. Non è di certo una tecnica efficace (...). Ma è qui che interviene la fede (...). Non si può creare una società  giusta con mezzi ingiusti. Non si può creare una società  libera con mezzi schiavizzanti. È per me il centro del mio pensiero». [In: Patrick Chastenet, Entretient avec Jacques Ellul, Paris, La table Ronde, 1994, p. 52, (Colloqui con Jacques Ellul)].
  • «Più studiavo e più capivo seriamente il messaggio biblico (e interamente biblico, non il "dolce" messaggio di Gesù!) più incontravo l'impossibilità  che un'obbedienza serve allo Stato, e più percepivo in questa Bibbia gli orientamenti verso un certo anarchismo. [...] L'anarchismo mi sembrava, nel suo campo politico la convinzione più vicina al pensiero biblico». [Anarchie e Christianisme, Atelier de Création Libertaire, 1998, (Anarchia e cristianesimo, ed.eleuthera)].
  • «Quando avremo veramente preso sul serio la situazione concreta degli uomini e delle donne del nostro tempo, che avremo udito il loro grido di angoscia e che avremo compreso perché non vogliono che il nostro Vangelo disincarnato; quando saremo diventati solidari con i nostri compatrioti e la nostra Chiesa universale, come Mosè e Geremia per il loro popolo, come Gesù delle masse erranti, gregge senza pastore, allora la nostra voce potrà  annunciare l parola di Dio. Non prima però! [...] Non è la parola che deve cambiare e apportar loro altre cose, è la loro situazione. [...] Necessità  della rivoluzione in un mondo in cui essa è diventata impossibile e di una rivoluzione che attacca le strutture profonde di una civiltà  di cui tutti gli sforzi tendono verso questo unico scopo: trasformare in brandelli tutti gli esseri umani, che non possono più attraverso questo evento ricevere le perle della Scrittura. Necessità  di una riscoperta del senso dell'attività  umana, della situazione dei mezzi e dei fini, del loro posto vero in un mondo intero abbandonato allo spirito di potenza, alla mancanza di regole, all'orgoglio di mezzi senza limiti e che ci assorbono senza riserva possibile. [...] Finché la solidarietà  tra cristiani non si tradurrà  in un aiuto per permettere ad ognuno di trovare un equilibrio di vita, di ricercare uno stile di vita in cui si incarna veramente la sua fede (non per evitare di crepare di fame), non sarà  che una parola. E ciò soltanto mostra sino a qual punto questa ricerca può condurre in sentieri sgradevoli alle nostre care abitudini. [...] Ma è a questo prezzo che la buona novella della salvezza in Cristo sarà  altra cosa da una parola umana tra altre parole umane...» [Presence au monde moderne, 1948, (Presenza nel mondo moderno)].

Aneddoti[modifica]

Il film di Godfrey Reggio, Koyaanisqatsi, gli rende omaggio nei titoli di coda come uno dei cinque ispiratori del film. Guy Debord e Ivan Illich sono altri due degli altri nomi citati.

Stranamente, Jacques Ellul sembra esser stato ben più popolare negli Stati Uniti che nella sua Università  di Bordeaux. Una strada porta tuttavia il suo nome nel quartiere Sainte-Croix, che ospita diversi dipartimenti di insegnamento superiore.

Ivan Illich lo considera come uno dei "padri" del suo pensiero, vedere il suo Hommage à  Jacques Ellul.

Bibliografia[modifica]

  • Étude sur l'évolution et la nature juridique du Mancipium, Bordeaux, Delmas, 1936.
  • Le fondement théologique du droit, Neuchâtel, Delachaux & Niestlé, 1946.
  • Présence au monde moderne: Problèmes de la civilisation post-chrétienne, Geneva, Roulet, 1948; Lausanne: Presses Bibliques Universitaires, 1988.
  • Le livre de Jonas, Paris, Cahiers Bibliques de Foi et Vie, 1952.
  • L'homme et l'argent (Nova et vetera), Neuchâtel, Delachaux & Niestlé, 1954; Lausanne, Presses Bibliques Universitaires, 1979. Tr.it.: L'uomo e il denaro, AVE, Roma, 1969.
  • La technique ou l'enjeu du siècle, Paris, Armand Colin, 1954; Paris: Économica, 1990. Tr.it.: La tecnica rischio del secolo, Giuffrèe, Milano, 1969.
  • Histoire des institutions, Paris, Presses Universitaires de France, diverse edizioni.
    • Tomes 1-2, L'Antiquité (1955);
    • Tome 3, Le Moyen Age (1956);
    • Tome 4, Les XVIe-XVIIIe siècle (1956);
    • Tome 5, Le XIXe siècle (1789-1914) (1956).
      • Tr. it.: Storia delle istituzioni, vol. 1: L'antichità , Mursia, Milano, 1972; vol. 2: Il medioevo, 1976; vol.3: Età  moderna e contemporanea dal 16° al 19° secolo, 1976.
  • Propagandes, Paris, Armand Colin, 1962; Paris, Économica, 1990
  • Fausse présence au monde moderne, Paris, Les Bergers et Les Mages, 1963.
  • Le vouloir et le faire, Recherches éthiques pour les chrétiens, Introduzione (prima parte, Geneva, Labor et Fides, 1964.
  • L'illusion politique, Paris, Robert Laffont, 1965; edizione riveduta: Paris, Librairie Générale Française, 1977.
  • Exégèse des nouveaux lieux communs, Paris, Calmann-Lévy, 1966; Paris, La Table Ronde, 1994.
  • Politique de Dieu, politiques de l'homme, Paris, Éditions Universitaires, 1966
  • Histoire de la propagande, Paris, Presses Universitaires de France, 1967, 1976. Tr. it.: Storia della propaganda, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1983.
  • Métamorphose du bourgeois, Paris, Calmann-Lévy, 1967; Paris: La Table Ronde, 1998. Tr. it.: Metamorfosi del borghese, Giuffrè, Milano, 1967.
  • Autopsie de la révolution, Paris, Calmann-Lévy, 1969. Tr. it.: Autopsia della rivoluzione, SEI, Torino, 1974.
  • Contre les violents, Paris, Centurion, 1972.
  • Sans feu ni lieu: Signification biblique de la Grande Ville, Paris, Gallimard, 1975.
  • L'impossible prière, Paris, Centurion, 1971, 1977.
  • Jeunesse délinquante: Une expérience en province, con Yves Charrier, Paris, Mercure de France, 1971; Seconda edizione: Jeunesse délinquante: Des blousons noirs aux hippies, Nantes, Éditions de l'AREFPPI, 1985.
  • De la révolution aux révoltes, Paris, Calmann-Lévy, 1972.
  • L'espérance oubliée, Paris, Gallimard, 1972. Tr. it.: La speranza dimenticata, Queriniana, Brescia, 1975.
  • Éthique de la liberté, 2 voll., Geneva, Labor et Fides, I:1973, II:1974.
  • Les nouveaux possédés, Paris, Arthème Fayard, 1973.
  • L'Apocalypse: Architecture en mouvement, Paris, Desclée, 1975.
  • Trahison de l'Occident, Paris, Calmann-Lévy, 1975. Tr. it.: Il tradimento dell'Occidente, Giuffrè, Milano, 1975.
  • Le système technicien, Paris, Calmann-Lévy, 1977.
  • L'idéologie marxiste chrétienne, Paris, Centurion, 1979.
  • L'empire du non-sens: L'art et la société technicienne, Paris, Press Universitaires de France, 1980.
  • La foi au prix du doute. "Encore quarante jours . . .", Paris, Hachette, 1980.
  • La Parole humiliée, Paris, Seuil, 1981.
  • Changer de révolution, L'inéluctable prolétariat, Paris, Seuil, 1982.
  • Les combats de la liberté, (volume 3, L'Ethique de la Liberté), Geneva, Labor et Fides, 1984; Paris: Centurion, 1984.
  • La subversion du christianisme, Paris, Seuil, 1984, 1994.
  • Conférence sur l'Apocalypse de Jean, Nantes, AREFPPI, 1985.
  • Un chrétien pour Israël, Monaco, Éditions du Rocher, 1986.
  • Ce que je crois, Paris, Grasset and Fasquelle, 1987.
  • La Genèse aujourd'hui, Avec François Tosquelles, Ligné: AREFPPI, 1987.
  • La raison d'être, Méditation sur l'Ecclésiaste, Paris, Seuil, 1987
  • Anarchie et christianisme, Lyon, Atelier de Création Libertaire, 1988; Paris, La Table Ronde, 1998. Tr. it.: Anarchia e cristianesimo, Eleuthera, Milano, 2008.
  • Le bluff technologique, Paris, Hachette, 1988.
  • Ce Dieu injuste . . .?, Théologie chrétienne pour le peuple d'Israël, Paris: Arléa, 1991, 1999.
  • Si tu es le Fils de Dieu: Souffrances et tentations de Jésus, Paris, Centurion, 1991.
  • Déviances et déviants dans notre société intolérante, Toulouse, Érés, 1992.
  • Silences: Poèmes, Bordeaux, Opales, 1995.
  • Oratorio, Les quatre cavaliers de l'Apocalypse, Bordeaux, Opales, 1997.
  • Islam et judéo-christianisme, Paris, Presses universitaires de France, 2004.
  • La pensée marxiste, Cours professé à  l’Institut d’études politiques de Bordeaux de 1947 à  1979, a cura di Michel Hourcade, Jean-Pierre Jézéquel e Gérard Paul, Paris, La Table Ronde, 2003.
  • Les successeurs de Marx, Cours professé à  l’Institut d’études politiques de Bordeaux, a cura di Michel Hourcade, Jean-Pierre Jézéquel e Gérard Paul, Paris, La Table Ronde, 2007.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]