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Il primo gradino

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Lev Tolstoj nel suo studio (1908)
Il primo gradino” è un articolo di Lev Tolstoj che si può ritrovare in alcuni volumi tolstojani: es. "L.Tolstoi. Il primo Gradino e altri scritti", che contiene altri scritti dell’anarcopacifista russo di argomento "ecologista" e Perché la gente si droga?. La parte estrapolata è quella che più da vicino affronta il tema del vegetarismo; altre tematiche comprese in “Il primo gradino” sono le relazioni tra alimentazione, vegetarismo, virtù ed etica di vita.

Breve storia dello scritto[modifica]

Nel giugno 1890 in Tolstoj comincia a delinearsi l’idea di scrivere un lbro su virtù e alimentazione. Nell’aprile del 1891 inizia a scrivere la prefazione di The Ethics of Diet di Howard Williams (che le figlie di Tolstoj si erano incaricate di tradurre in russo). Ben presto questa prefazione si trasforma in un articolo a sé stante (arricchito anche dalla sua drammatica visita al mattatoio di Tula il 6 giugno 1881), che inviò a «Voprosy filosofii, psichologii» (Questioni di filosofia e psicologia). Nel maggio 1892 la rivista lo pubblica con grandi tagli, comparendo in versione integrale nella prefazione russa del volume di Williams. Nello stesso anno è ripubblicato nella 9° edizione (Tomo XII) delle Opere Complete di Tolstoj.

Attraverso questo scritto Tolstoj intende denunciare l'ipocrisia della ragione «sempre pronta a trovare qualche giustificazione ad ogni sozzura», come per esempio, ma non solo, il cibarsi dei cadaveri degli animali. E’ questa è una confessione del tormento di Lev Tolstoj, ex cacciatore, che comprese «per mezzo del cuore» e la pietà , sentimento comune a tutti i viventi, l'unità  di tutti gli esseri viventi e l'appartenenza alla medesima famiglia.

Brano tratto da "Il primo gradino" di Lev Tolstoj[modifica]

«In tutte le dottrine morali vien definita quella scala che …conduce dalla terra al cielo, e ascendere la quale è impossibile se non partendo dal suo gradino più basso [...] Era il giovedì santo. Io viaggiavo stando seduto sulla telega davanti, accanto al carrettiere, un muzik forte, rosso, grossolano, che ad ogni evidenza era anche un gran bevitore. Passando per un villaggio, vedemmo che dall'ultima casa stavano trascinando fuori un maiale, ben ingrassato, nudo, roseo, per ucciderlo. Urlava con una voce disperata, simile a un grido umano. E proprio mentre stavamo passando noi, si misero a sgozzarlo. Uno degli uomini gli fece un lungo taglio sulla gola, con un coltello. Il maiale mandò un urlo ancora più forte e penetrante, si divincolò e corse via, inondandosi di sangue. Io sono miope e non vidi tutto nei dettagli, vidi soltanto il corpo del maiale, un corpo roseo come un corpo umano, e udii quello strillo disperato; ma il carrettiere - che per il giovedì santo si era astenuto dal bere - vide tutti i dettagli, e continuava a guardare senza mai distogliere gli occhi. Acchiapparono il maiale, lo rovesciarono a terra e si misero a finirlo. Quando il suo strillo tacque, il carrettiere fece un sospiro profondo: "Possibile che un giorno non dovranno rispondere di questo?" borbottò.» (da Il primo gradino)

L'opera on-line[modifica]

Voci correlate[modifica]