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Ida Mett

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Ida Mett
Ida Gilman (Smorgon, Russia, 20 luglio 1901 – Parigi, 27 giugno 1973), detta Ida Mett, è stata una comunista anarchica russa e una dei redattori della Piattaforma d'Organizzazione dell'Unione Generale degli Anarchici [1].

Biografia[modifica]

Ida Gilman nasce in una famiglia ebrea di commercianti il 20 luglio 1901 a Smorgon (Russia). Studentessa in medicina, inizia gli studi a Kharkov ma in seguito, per sfuggire dalle “attenzioni” dei bolscevichi, si trasferisce a Mosca dove entra in contatto con gli ambienti anarchici della città . Nella capitale sovietica prosegue gli studi in medicina, ma alcune settimane prima del conseguimento della laurea è nuovamente fermata dai bolscevichi. È costretta ad una nuova fuga, questa volta verso la Polonia.

L'esilio in Francia e la "piattaforma anarchica"[modifica]

Nell'autunno del 1925 giunge a Parigi dove collabora attivamente al giornale Dielo Trouda, pubblicato dal gruppo degli anarchici russi esiliati in Francia (tra questi c'é anche Nestor Makhno). Fino al 1927 svolge il ruolo di segretaria di Nestor Makhno e della redazione del giornale. In questo periodo incontra Nicolas Lazarevitch e ne diviene la compagna di vita e di ideali.

Ida Mett si schiera apertamente con la corrente comunista-anarchica, collaborando attivamente, insieme agli altri anarchici russi in esilio in Francia, alla stesura della Piattaforma comunista anarchica, pubblicata a partire dal giugno 1926 in Dielo Trouda, che sarà  seguita da una vivace polemica nell'ambito del movimento libertario internazionale: nell'aprile 1927 una risposta alla piattaforma è infatti firmata da Sobol, Fléchine, Voline, Schwartz, Mollie Steimer e altri. Tutti accuseranno gli anarchici piattaformisti di introdurre germi bolscevichi nell’ambito del pensiero anarchico.

Nel 1928 è esclusa dal gruppo degli anarchici esiliati; secondo Maitron ciò sarebbe dovuto a «pratica religiosa»: la sua colpa (!!!) sarebbe quella di aver acceso una candela alla morte del padre, seguendo l'abitudine e la tradizione ebrea. Nello stesso anni è espulsa anche dalla Francia insieme al suo compagno di vita Nicolas. Entrambi si fermano allora a Liegi, in Belgio, dove Ida riprende ancora gli studi in medicina, pur continuando la frequentazione dei circoli anarchici locali nei quali incontra numerosi anarchici spagnoli che si trovavano in Belgio in quel periodo: tra questi, Francisco Ascaso e Buenaventura Durruti. Terminati gli studi in medicina nel 1930, l'anno seguente, in occasione della proclamazione della repubblica spagnola, la coppia Mett-Lazarevitch parte per la penisola iberica, assistendo e partecipando a diverse manifestazioni e sommosse, di cui Nicolas farà  resoconto e analisi nel giornale «La Révolution Prolétarienne» (La Rivoluzione Proletaria). Di ritorno in Belgio, Mett inizia a lavorare presso una ditta farmaceutica, proseguendo al contempo l'attivismo anarchico: dopo la sua partecipazione ad una manifestazione contro la guerra a Bruxelles viene perseguita dalla "giustizia" belga insieme al compagno e a due militanti comunisti belgi. Il 10 novembre 1934 il tribunale correttivo di Bruxelles la condanna a 15 giorni di prigione con la condizionale e ad una multa di 420 franchi.

La denuncia dello stalinismo[modifica]

Dopo la condanna viene però anche licenziata e quindi si ritrova a vivere in gravi difficoltà  economiche. Tutto ciò però non le impedisce di sostenere Francesco Ghezzi, Victor Serge e tutti gli antistalinisti imprigionati in URSS. Giunta nuovamente in Francia, Ida Mett nel 1936 ricomincia la vita di coppia con Nicolas Lazarevitch che nel frattempo aveva scontato un anno di carcere.

Copertina del libro di Nestor McNab sulla Piattaforma Organizzativa degli Anarchici

In Francia Ida diviene allora attiva nell’ambito sindacale presso la Borsa del Lavoro, collaborando anche con la rivista «La Révolution Prolétarienne», di cui era stata corrispondente in Belgio insieme al marito. Collabora inoltre con il periodico Libertarie scrivendo articoli a commento in particolare dei processi di Mosca contro i libertari e i comunisti non allineati. Il 28 agosto 1936 pubblica un articolo intitolato Stalin stermina la generazione d'ottobre dove descrive «ciò che avviene in Russia non è che la conclusione logica di un regime assolutista che domina in tutti i settori della vita sociale». Nel numero dell'11 settembre ritorna ad analizzare la "questione stalinismo" attraverso un articolo intitolato Mosca centro di liquidazione della rivoluzione proletaria ed allargando la visione sugli accadimenti spagnoli scrive «…ne risulta che la rivoluzione operaia non vuole perire in contraddizioni interne, se i sindacalisti, gli anarchici, i membri del POUM e in generale gli operai non vogliono, dopo la vittoria contro i fascisti, essere distrutti dagli sforzi combinati della borghesia e degli agenti di Stalin in Spagna, devono d'ora in poi comprendere che hanno di fronte a loro Franco e a Llano, nemici veri, ma anche Hernandez e La Pasionaria [2], nemici non meno temibili per la causa operaia».

L'8 giugno 1940 é fermata col figlio Marc di 8 anni ed internata presso il campo di Rieucros (Lozère). Stessa sorte era toccata al marito Nicolas, che da prima di lei era stato rinchiuso in quello di Vernet [3]. Liberata nell'aprile 1941, si rifugia inizialmente a Marsiglia quindi, nel gennaio 1942, a Garde-Freinet e poi a Draguignan (Var).

L'attività  medica e propagandatrice[modifica]

Nel 1946 finalmente la famiglia Mett-Lazarevitch si ritrova a Parigi e due anni dopo, nel 1948, pubblica l'opuscolo La Comune di Kronstadt, redatto prima della guerra e contnente una dura condanna del bolscevismo. Dal 1948 al 1951 lavora come medico in un sanatorio per bambini ebrei a Brunoy, mentre Nicolas Lazarevitch si dà  da fare come correttore. Successivamente Ida Mett lavora per conto dell’industria chimica, proseguendo al contempo la pubblicazione di molti testi e articoli sulla medicina e pedagogia in URSS. Scrive le memorie su Nestor Makhno - scritti persi durante la guerra – dove scagiona Makhno dalle accuse infamanti e infondate di antisemitismo cadute su di lui [4] e nel 1957, insieme a Boris Souvarine, Lucien Laurat, Branko Lazitch, Ronald Wright e altri, collabora al numero speciale della rivista Est et Ouest contenente il testo Le Communisme européen depuis la mort de Staline (Il comunismo europeo dopo la morte di Stalin).

Ida Mett è poi deceduta a Parigi il 27 giugno 1973. I suoi archivi sono stati donati dal figlio Marc all'Istituto Internazionale di storia sociale di Amsterdam.

Note[modifica]

  1. Fonte principale dell'articolo: militants-anarchistes.info
  2. Dolores Ibárruri Gómez, detta la Pasionaria, fu un'esponente comunista del PCE (Partito Comunista Spagnolo) e quindi fedele alla linea stalinista sovietica
  3. Campo di internamento di Le Vernet
  4. da latradizionelibertaria.over-blog.it

Bibliografia[modifica]

Opere non in italiano[modifica]

  • Souvenirs sur Nestor Makhno («Racconti su Nestor Makhno»), Allia, 1983 (postuma)
  • Le Paysan russe dans la Révolution («I contadini russi nella Rivoluzione»), Spartacus, 1968
  • L’École soviétique («La scuola sovietica»), Les Îles d’Or, 1954
  • La Médecine en URSS («La medicina in Urss»), Les Îles d’Or, 1953
  • La Commune de Cronstadt («La Comune di Kronstadt»), Spartacus, 1948

Opere in italiano[modifica]

Voci correlate[modifica]