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Gregorio Jover

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Gregorio Jover
Gregorio Jover Cortés (Teruel, 25 ottobre?[1] 1891 - Messico, 22 marzo 1964), è stato anarchico e rivoluzionario spagnolo comandante della 28a Divisione o Colonna Ascaso (in seguito la brigata italiana prenderà  il nome di Colonna Rosselli [2]), impegnata nella lotta ai franchisti sul fronte di Aragona, ed intimo amico di Buenaventura Durruti e Francisco Ascaso.

Biografia[modifica]

Gregorio Jover Cortés, detto el Chino, nasce nel 1891 (25 ottobre?[1]) a Teruel, in Spagna.

L'anarchismo e l'attività  espropriatrice[modifica]

Poco più che bambino emigra a Valencia, dove nel tempo comincerà  la sua militanza nelle organizzazioni giovanili socialiste e poi in quelle anarchiche. Intorno al 1911 emigra a Barcellona, dove svolge la professione di falegname e aderisce alla corrispondente sezione sindacale della CNT. Perseguitato per il suo attivismo, si rifugia a Valencia per un breve periodo, poi, ritornato nella città  catalana, è nominato delegato del sindacato falegnami nel Comitato Regionale Catalano nonostante sia anche membro del gruppo Los Valencianos (insieme a Manuel Bermelo, José Claramonte Gomez[3] ed altri). Il 12 agosto 1923 partecipa al congresso regionale della CNT svoltosi a Manresa, rifiutando il posto di segretario che gli viene offerto poiché si dichiara analfabeta. È nel corso di questo congresso che si produsse il "colpo di Stato di Primo de Rivera".

Con la dittatura di Primo de Rivera aumentano le repressioni a danno dei gruppi antagonisti e si costituiscono bande di pistoleros, veri e propri gruppi paramilitari che intendono colpire mortalmente gli attivisti sindacali più esposti. Come mezzo di difesa dalle aggressioni fasciste, Jover partecipa alla fondazione del gruppo illegalista e d'azione diretta Los Solidarios, organizzato in cellule indipendenti a difesa e sostegno armato dei gruppi anarchici spagnoli della FAI-CNT. Con Buenaventura Durruti partecipa all'organizzazione dell'attentato contro il Primo Ministro Eduardo Dato, 8 Marzo 1921, ma non sarà  presente nell'azione militare conseguente. È nel corso di una di queste "operazioni" che il 24 marzo 1924 Jover viene fermato a Barcellona, ma riuscirà  a scappare verso Parigi insieme a Francisco Ascaso, Buenaventura Durruti e la maggior parte dei miliziani del Los Solidarios. Jover è anche tra gli organizzatori della spedizione mancata di Vera del Bidassoa (7 novembre 1924) e del tentativo d'assalto alle caserme Atarazanas (24 novembre 1924). (Nel frattempo, nel 1923 e nel 1924, la sua compagna, Nieves Castella, dà  alla luce due figli, prima Emma e poi Liberto).

A questo punto, sottoposto ad una misura di espulsione, Jover, in seguito raggiunto da Buenaventura Durruti e Francisco Ascaso, emigra verso l'America Latina (Messico, Argentina, Cuba, Perù e Cile), dove fonda il gruppo Los Errantes, che intendeva ricalcare le orme dei Los Solidarios e divenne famoso in Cile per aver messo in atto la prima rapina espropriatrice della storia del paese [4]. Il gruppo ritornerà  in Europa dopo circa due anni, nel 1926. L’anno seguente Jover è tra gli organizzatori di un attentato contro il re spagnolo Alfonso XIII [5], riuscendo però a sfuggire all’arresto nonostante venga immediatamente ricercato. Nel 1931, con la proclamazione della Repubblica, ritorna finalmente a Barcellona e può attivarsi in favore della CNT.

Dal novembre 1932 diviene membro del Comitato sindacale dei metallurgici di Barcellona. Membro del gruppo d'azione Nosotros (Buenaventura Durruti, Francisco Ascaso, Juan Garcia Oliver, ecc.) , è protagonista di numerose azioni dirette anticapitaliste e insurrezioni varie, che gli costano diversi periodi di detenzione in carcere.

La rivoluzione spagnola[modifica]

Allo scoppio della rivoluzione spagnola, nel luglio 1936, Jover è presidente del settore tessile della CNT e membro del Comitato di difesa di Barcellona. Dopo aver partecipato a numerose insurrezioni, con Garcia Vivancos diviene il responsabile della colonna Los Aguiluchos.

Nel maggio del 1937 Jover, insieme a anarchici e comunisti antistalinisti (vi erano anarchici del calibro di Liberto Callejas, Ada Martí e Maximo Franco, comandante della Columna Roja y Negra), partecipa all’insurrezione di Barcellona contro la militarizzazione delle formazioni anarchiche e del POUM, voluta in primis dagli stalinisti spagnoli. Durante questa rivolta tutta interna al fronte antifascista spagnolo, si distingue il gruppo de Los Amigos de Durruti (forte di circa 5000 miliziani) tra i più restii ad accettare la mediazione della FAI-CNT con gli stalinisti spagnoli [6]. In seguito Jover sarà  nominato tenente colonnello della 28° Divisione (Colonna Ascaso), che combatterà  in Aragona, a Teruel, a Levante e in Estremadura, e poi anche del X° corpo dell'esercito dell'est.

Esiliato in Francia in occasione della drammatica Retirada (l'esodo di circa cinquecentomila spagnoli verso la Francia - gennaio\febbraio 1939 - per sfuggire alle truppe franchiste) [7], è arrestato il 10 febbraio 1939 a Bourg Madame col pretesto di essere stato già  espulso dalla Francia dodici anni prima. Viene internato per 41 giorni nella prigione di Perpignano, da cui poi è liberato il 4 aprile dopo ver ricevuto una nuova condanna ad altri 15 giorni di prigione.

In seguito è trattenuto presso il campo di Vernet-les-Bains fino al 10 luglio 1939 ma grazie all'autorizzazione del sotto-prefetto di Prades gli viene concesso il permesso di risiedere a Ria (Pirenei orientali), dove si sostiene grazie alle sovvenzioni mensili di 2.000 franchi che gli vengono inviate dal Servicio di Evacuacion di los Republicanos Españoles (SERE). Nell'ottobre 1939 la polizia lo identifica come Gregorio Jover espulso nel 1925 e lo interna nuovamente, il 18 ottobre, presso il campo di Saint Cyprien.

L'esilio in Messico[modifica]

Jover a questo punto capisce che è in atto una vera e propria persecuzione politica che gli renderà  impossibile la vita in Europa. Sceglie quindi di trasferirsi nel continente americano, imbarcandosi prima verso Santo Domingo e poi verso il Messico. Proprio in questa nazione partecipa insieme a Juan Garcia Oliver alla fondazione del Partido Obrero del Trabajo (POT).

Jover è anche segretario della sotto-delegazione della CNT in Messico, quindi del Comitato di relazioni e d'aiuto, in nome del quale nel 1945 a Giral chiede l'entrata della CNT nel governo repubblicano in esilio. Deluso dall'evoluzione del movimento libertario, agli inizi del 1950 si avvicina al Partito Comunista, partecipando con Manuel Rivas alle attività  del gruppo Unidad (escluso dalla CNT) e pubblicando anche un giornale, apertamente schierato con la linea politica del partito. Dopo questa apertura al Partito Comunista, sembra che al termine della sua vita si sia riconciliato pienamente con le idee anarco-sindacaliste.

Gregorio Jover Cortés muore in Messico il 22 marzo 1964.

Note[modifica]

  1. 1.0 1.1 La maggior parte delle fonti non riportano la data di nascita, solamente il sito militants-anarchistes.fr riporta la data di nascita: 25 ottobre.
  2. Formazione facente parte della Colonna Ascaso, le cui basi di fondazione sono messe in atto il 2 agosto 1936, durante una riunione alla quale partecipa anche Camillo Berneri. La Colonna italiana o “colonna Rosselli” è formata ufficialmente il 17 agosto 1936 grazie al contributo determinante di Carlo Rosselli e Mario Angeloni. È composta da 150 fra anarchici, giellisti, socialisti massimalisti, comunisti e repubblicani. Sono tantissimi anche gli italiani presenti nella rivoluzione spagnola e militanti nelle varie colonne: Le Colonne anarchiche e la militanza italiana
  3. [1] da dizionario anarchici in francese
  4. AteneoVirtual
  5. " La Catalogna, nonostante fosse altamente industrializzata, soffriva un forte sfruttamento della classe operaia, che andava ad alimentare un grande odio nei confronti delle autorità . Tra la fine dell'800 e l'inizio del 900 si rafforzarono i socialisti, i repubblicani e tutti i gruppi di sinistra, i quali desideravano in primis una riforma agraria per un nuovo sistema democratico. Con l'appoggio di Alfonso XIII (1886-1931) i dirigenti dei partiti suscritti [reazionari, N.d.R], riuscirono a bloccare ogni sviluppo e ad imporre la feroce dittatura del generale Miguel Primo de Riviera.". Si legga anche: Storia-contemporanea
  6. Verso una nuova rivoluzione, Introduzione di Pier Francesco Zarcone
  7. "La retirada", saggio di Pietro Ramella

Bibliografia[modifica]

  • Hans M. Enzensberger, La breve estate dell'anarchia. Vita e morte di Buenaventura Durruti, Feltrinelli, 1997,
  • José Peirats, Breve storia del sindacalismo libertario spagnolo, Edizioni RL, 1962
  • Abel Paz, José Luis Gutiérrez Molina, Chuck Morse, Durruti in the Spanish revolution, AK Press, 2007
  • Claudio Silingardi, Rivoluzio Gilioli: un anarchico nella lotta antifascista (1903-1937), Istituto storico della Resistenza, 1984
  • Emma Goldman, David Porter, Vision on Fire: Emma Goldman on the Spanish Revolution, AK Press, 2007,
  • Osvaldo Bayer, Los Anarquistas Expropiadores"
  • Abel Paz, Durruti En La Revolución Española,

Voci correlate[modifica]