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Giuseppe Mariani

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Giuseppe Mariani
Giuseppe Mariani (Castellucchio, Mantova, 30 marzo 1898 - Sestri Levante, 25 marzo 1974) è stato un anarco-individualista italiano. Insieme ad Ettore Aguggini e Giuseppe Boldrini fu coinvolto nella Strage del Teatro Diana di Milano del 23 marzo 1921.

Biografia[modifica]

Giuseppe Mariani nasce a Castellucchio (prov. di Mantova) il 30 marzo 1898. Introdotto negli ambienti libertari del paese dagli stessi fratelli, nel 1913 segue la famiglia a Mantova, dove trova lavoro come sarto. Dopo un periodo di disoccupazione, lavora come ferroviere.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, viene chiamato alle armi nella primavera del 1917 ma dopo essersi ammalato di malaria ed aver trascorso due mesi di convalescenza decide di disertare. Processato, viene assolto per "infermità  mentale" dopo aver simulato uno stato di follia. Si ritrova però disoccupato ed in stato d'indigenza, frequentando comunque i circoli anarchici mantovani e dei ferrovieri.

Prima pagina de «La Stampa» che riporta la notizia della strage del Diana

Nei primi mesi del 1919 si reca a Milano, città  in cui trova lavora come meccanico e dove frequenta gli ambienti anarco-individualisti del capoluogo lombardo. In questo periodo viene arrestato con l'accusa di aver partecipato ad una serie di attentati firmati dal gruppo di Bruno Filippi. Partecipa alle prime manifestazioni antifasciste e a quelle del biennio rosso, costituendo con Giuseppe Boldrini ed Ettore Aguggini un gruppo anarco-individualista che organizza e mette in atto due attentati al ristorante Cova di Milano (26 giugno ed 8 agosto). Pochi giorni dopo, sempre con i suoi due fidati compagni ed amici, oltrepassa la frontiera ed entra clandestinamente in Svizzera per sfuggire ad un possibile arresto. Dopo un periodo trascorso a Zurigo, i tre ritornano a Milano nel settembre 1920 con l'intento di dare il proprio contributo alle rivolte del biennio rosso. Il 14 ottobre, Mariani e compagni mettono a segno un'azione diretta contro l'albergo Cavour che doveva ospitare la delegazione inglese partecipante al congresso della Società  delle Nazioni.

Si stabilizza preferibilmente a Mantova, frequenta un Circolo di Studi Sociali e si occupa tra l'altro di recuperare armi ed esplosivi da utilizzare per un «necessario movimento insurrezionale». Dopo l'arresto di Malatesta, Borghi e Quaglino (ottobre 1920) e il loro sciopero della fame contro l'ingiusta detenzione (marzo 1921), Mariani e compagni il 23 marzo 1921 fanno esplodere un ordigno al teatro Diana provocando una strage: 21 morti e 80 feriti. L'obiettivo non era il teatro ma l'albergo, dove si pensava risiedesse il questore Giovanni Gasti. Casualità  e approssimazione trasformarono un gesto di solidarietà  verso altri compagni in una drammatica strage che susciterà  orrore anche nel movimento anarchico (l'attentato al Diana faceva parte di una terna di azioni, le altre due sarebbero dovute essere compiute contro la centrale elettrica di via Gladio ed alla sede del giornale socialista «l'Avanti»).

Arrestato nel mese di aprile a Mantova, Giuseppe Mariani che ha confessato il suo coinvolgimento viene condannato all'ergastolo (Aguggini viene condannato a 30 anni, Boldrini all'ergastolo). Detenuto al carcere di San Vittore, viene trasferito il 20 giugno 1922 al penitenziario di Santo Stefano, dove per 10 anni rimarrà  in isolamento. Ritornato allo stato di detenzione ordinaria, lavora in carcere come sarto e insegna francese e italiano agli altri detenuti. Il 15 novembre 1943 è tra i leader di una sanguinosa rivolta dei detenuti del carcere di San Stefano (con lui anche Sante Pollastri).

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, Mariani viene amnistiato e rilasciato il 1° luglio 1946. Aderisce alla neonata Federazione Anarchica Italiana (FAI) e partecipa al suo secondo congresso tenutosi a Bologna il 29-30 settembre 1946. Il 20 maggio 1951 è delegato al congresso del Comitato Nazionale per le vittime politiche a Bologna. Dopo il congresso della FAI tenutosi a Livorno il -2 maggio 1954 assume l'incarico di responsabile della biblioteca della FAI, incarico rinnovato al congresso di Senigallia (1-4 novembre 1957). In seguito inizia a scrivere le sue memorie, stabilendosi a La Spezia, Carrara e infine a Sestri Levante. Nel 1953 pubblica la sua autobiografia: Memorie di un ex-terrorista; testo nel quale ammette l'errore compiuto, seppur compiuto in buona fede, rispetto all'uso della violenza, che denuncia come inutile e controproducente. 1956 si sposa con l'anarchica francese Suzanne Saunnier.

Giuseppe Mariani muore a causa di una broncopolmonite il 25 marzo 1974 a Sestri Levante.

Bibliografia[modifica]

  • Giuseppe Mariani, Memorie di un ex-terrorista, Torino, 1953
  • Vincenzo Mantovani, Mazurka blu. La strage del Diana, Rusconi, Milano, 1978
  • Pier Carlo Masini, Storia degli anarchici italiani nell'epoca degli attentati, Ed. Rizzoli, Milano 1981
  • Vincenzo Mantovani, Anarchici alla sbarra. La strage del Diana tra primo dopoguerra..., Net editore, 2007

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]