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Giovanni Dettori

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Giovanni Dettori (Orgosolo, Nuoro, 29 gennaio 1899 - Teruel, Spagna, 15 gennaio 1937), è stato un anarchico italiano e antifascista. Morì in Spagna durante la rivoluzione dove era partito volontario [1].

Biografia[modifica]

Giovanni Dettori nasce il 29 gennaio 1899 ad Orgosolo (Nuoro), nel cuore della Sardegna: la Barbagia. Giovanni Dettori questa un'epoca in cui le istituzioni vogliono a tutti i costi il banditismo con la cieca violenza delle armi dei carabinieri [2]. Talvolta (ma non sempre) il banditismo è una vera e propria forma istintiva di ribellione alle ingiustizie sociali [3] e forse per questo Giovanni Dettori sin da ragazzo manifesta una chiara e intransigente ostilità  verso l’autoritarismo dello Stato. Chiamato giovanissimo sotto le armi, partecipa alla Prima guerra mondiale ma nel 1921 viene condannato a quindici giorni di prigione per «oltraggio». L'anno seguente emigra clandestinamente a Marsiglia dove intrattiene relazioni con l'anarchico siciliano Paolo Schicchi. Si ferma a Saint Cassin (Savoia), dove viene assunto in un’azienda adibita alla lavorazione delle pietre. È proprio per colpa di questo lavoro che perderà  una mano in seguito all'esplosione di una cartuccia di dinamite.

Perseguitato dal fascismo, nel novembre 1926 emigra in Tunisia, mantenendosi sempre in contatto con Schicchi e trovando appoggio nel gruppo libertario italiano di Tunisi, di cui facevano parte anche i sardi Emilio Atzori, Raimondo Mereu, Francesco e Antonio Piras. Le autorità  fasciste italiane sospettano che egli abbia partecipato con Atzori, Giovanni Curti e Alberto Tarchiani agli attentati contro il consolato italiano di Tunisi (il 28 dicembre 1928) e contro il giornale fascista «Unione» (18 aprile 1929).

Dettori, sentendosi braccato, lascia la Tunisia e nel luglio 1931 viene fermato a Ventimiglia e condannato ad un mese e mezzo di prigione per «porto illegale d'arma». In seguito gli viene assegnato il domicilio e la deportazione a Ponza, dove nel giugno 1933 riceve una nuova condanna a cinque mesi per avere partecipato ad un movimento di protesta dei deportati.

Dopo la sua liberazione, nell'agosto 1934, ritorna in Sardegna, a Nuoro, per ottenere un nuovo passaporto e raggiungere così la sua famiglia rimasta in Tunisia. Giunto a Tunisi, nell'ottobre dello stesso anno lavora come rappresentante ambulante e partecipa ad uno sciopero dei tagliatori di pietre a Djebell Alloud. Nel luglio 1936 è oggetto di una misura d'espulsione dalla Tunisia in seguito alla sua partecipazione ad una manifestazione antifascista. In autunno parte per Marsiglia con Mazzone, Puggioni, Giovanni Fontana e Mario Giudice. Di lì decide allora di partire come volontario in Spagna in cui è in atto la rivoluzione. Il 25 ottobre giunge a Perpignano (Francia) poi attraversa il confine e arriva in Spagna dove si arruola come miliziano sul fronte di Aragona.

Ferito una prima volta in combattimento, Giovanni Dettori muore in battaglia il 15 gennaio 1937 a Teruel.

Giovanni Dettori era sposato con Giuseppina Puggionni, con cui aveva avuto tre figli - Giuseppe, Marius e Jean - che durante la seconda guerra mondiale si arruoleranno tutti nella Forces Françaises libres.[4]

Note[modifica]

  1. Fonte principale: militants-anarchistes.info.
  2. Il 10 giugno 1899, tra Orgosolo e Oliena, 3 banditi e 2 carabinieri muoiono durante un agguato teso dai carabinieri ad alcuni banditi che bivaccavano nelle montagne. In seguito, soprattutto con l’accusa di favoreggiamento, furono processate ben 682 persone, che però andranno nella maggior parte dei casi assolti. Per approfondimenti si legga Caccia grossa di Giulio Bechi, tenente dei carabinieri spedito in Sardegna nel 1899 per reprimere e letteralmente sopprimere il fenomeno
  3. I banditi in alcuni casi arrivarono ad affiggere dei veri e propri bandi: i fratelli Elia e Giacamo Serra autorizzarono la popolazione a raccogliere le olive nei campi di alcuni possidenti; G. Serrittu proibì a Gavoi di pagare le imposte ai fratelli esattori Daddi ecc. (Il cammino dei sardi, Natale Sanna pag 415, 416)
  4. France libre

Voci correlate[modifica]