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Gerrard Winstanley

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Gerrard Winstanley
Gerrard Winstanley (Wigan, Gran Bretagna, 10 ottobre 1609 - Londra, 10 settembre 1676) fu un riformatore protestante inglese e attivista politico dell’epoca del Protettorato di Oliver Cromwell. Considerato un precursore dell'anarchismo, Winstanley fu uno dei fondatori del gruppo inglese True Levellers (Vero Egualitarismo), che basava i propri principi su una sorta di comunitarismo cristiano. Conosciuti anche come Diggers (zappatori, scavatori, ecc.), erano soliti occupare i fondi pubblici per impedirne la privatizzazione (l' Inclosure Act permetteva la chiusura privatistica dei fondi pubblici) e potervi così installare comunità  agricole.
«Il potere reale è come un grande albero frondoso; se gli spunti la cima o gli tagli i rami più grossi, e gli lasci stare gli altri rami e la radice, crescerà  ancora e riprenderà  nuova forza.» (da A new year's gift for the parliament and army, 1649)


Biografia[modifica]

Gerrard Winstanley nasce in una nobile e facoltosa famiglia di Wigan, nel Lancaster, il 10 ottobre 1609. Figlio di Edward Winstanley, un piccolo commerciante, nel 1630 si trasferisce a Londra dove viene assunto come apprendista. Qualche anno dopo, nel 1638, entra a far parte della Merchant Tailor's Company.

L'egualitarismo di Winstanley[modifica]

Sposatosi con Susan King nel 1639, lo scoppio della guerra civile inglese (1642-1646) gli fa perdere ogni avere. Durante quel periodo erano sorti numerosi gruppi politici radicali, tra i quali spiccavano i Levellers (Egualitari) guidati da John Lilburne. Anche Winstanley era un "egualitarista", ma ben presto se ne allontanerà  per assumere posizioni più radicali: il suo nuovo movimento prenderà  il nome di True Levellers (Egualitari Autentici o Veri Egualitari) per evidenziare il distacco dai gruppi moderati. Così come Lilburne, Winstanley metteva l'uguaglianza davanti alla legge, però mentre il primo intendeva mantenere il diritto e la proprietà  privata, il secondo propugnava la collettivizzazione e quindi l'abolizione della proprietà .

Nel 1649 Winstanley trascrive le proprie idee sul libello intitolato The New Law of Righteousness (La Nuova Legge di Giustizia), in cui propugna una sorta di comunismo libertario fondato sui principi cristiani, che a suo dire erano esplicitamente presenti nella Bibbia. In particolare gli Atti degli Apostoli, capitolo 2, versetti 44 e 45, recitano quanto segue:

«Ma tutti coloro che credevano erano insieme e avevano ogni lor cosa in comune. Essi vendevano le loro proprietà  e i loro beni, e ne distribuivano il ricavato fra tutti, secondo il bisogno di ciascuno».

Nel suo testo, afferma Winstanley: «In principio, Dio creò la terra. Nulla fu detto circa la parte dell’umanità  che dovrebbe dominare sulle altre, però l'egoismo condusse un uomo a dominare sugli altri.» Come detto, egli prese come sua fonte i testi sacri della Bibbia in cui si afferma che tutti gli uomini sono uguali e tutti discendono dallo stesso ramo. Più volte espliciterà  il proprio scetticismo di fronte alla tesi secondo cui il potere dei re avrebbe un’origine divina. Egli riteneva che nel Nuovo Testamento Dio è chiaro nel negare ogni forma di dominio tra gli esseri umani o dell’uomo sulla natura. Per questo la sua interpretazione del cristianesimo si basa sul suo senso più “primitivo”: comunitario, egualitario e solidale; di conseguenza Winstanley si professerà  profondamente contrario alla proprietà  privata e all’aristocrazia.

La comunità  di Cobham: i Diggers[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Diggers.
Xilografia dell’incontro fra Fairfax ed Everard

Nel suo The New Law of Righteousness, Gerrard Winstanley riferisce che qualche tempo prima, durante una trance mistica, aveva sentito la voce di Dio dirgli: «Lavorate insieme. Mangiate il pane insieme».

Così, Winstanley decide di dedicare la propria vita alla diffusione del messaggio ricevuto e per farlo userà  la stampa, la parola e l’azione diretta. Il 1º aprile 1649, insieme ad alcuni uomini dei dintorni e ad un ex soldato di nome William Everard, Winstanley si mette a coltivare in comune le terre di Saint George’s Hill (a Cobham, nella contea del Surrey). Nasce così la comunità  dei Diggers (zappatori).

La notizia dell’occupazione giunge al Generale Fairfax, al quale i suoi informatori fanno sapere che alla testa degli occupanti c'è Gerrard Winstanley, che descrivono come una sorta di pazzo fanatico. Egli però non era per nulla pazzo, al contrario era molto convinto di quel che faceva. Ciò susciterà  ben presto le vive preoccupazioni dei possidenti terrieri che sentivano minacciate le loro proprietà  e ricchezze.

Il 20 aprile Everard e Winstanley decidono di presentarsi di fronte al generale per sostenere la causa degli zappatori. In base al loro principio egualitaristico cristiano (tutti gli uomini sono fratelli in quanto figli di Dio) i due rifiutano di togliersi il cappello in segno di deferenza verso l'autorità  che incarnava Fairfax, al quale poi spiegheranno ampiamente le ragioni delle loro azioni.


Fine dei Diggers e periodo seguente[modifica]

Ovviamente i Diggers non erano ben visti dai ricchi possidenti, che li consideravano una minaccia per il loro status privilegiato e per questo faranno di tutto pur di impedirne le attività : oltre alle minacce verbali, essi subiranno molti attacchi vandalici e soprattutto giudiziari per essersi introdotti abusivamente in fondi di non loro proprietà . Alla fine, a causa delle persecuzioni, nell'aprile 1650, nonostante l'appassionante e coraggiosa resistenza di Winstanley, i Diggers gettano la spugna e decidono di abbandonare l'area del Surrey.

Altre comunità  erano sorte, su iniziativa di Winstanley e compagni, a Wellingborough, Iver, Cox Hall, Barnet, Enfield, Dunstable e Bosworth. Anche queste, più o meno nello stesso periodo, decideranno di cessare ogni attività .

Per guadagnarsi da vivere, Winstanley nel 1650 si trasferisce a Pirton (Hertfordshire), dove trova lavoro come maggiordomo di Lady Eleanor Davies. Purtroppo per lui dopo meno di un anno sarà  licenziato con l'accusa di scarso impegno. A questo punto Winstanley decide di tornare a Cobham, dove prosegue imperterrito nei suoi studi biblici e nella lotta per una più equa distribuzione delle terre. Nel 1652 pubblica il suo saggio forse più conosciuto: The Law of Freedom (La legge della libertà ), nel quale sostiene che il cristianesimo si compierà  pienamente solo quando la proprietà  e gli stipendi saranno aboliti.

Da questo momento le notizie su Gerrard Winstanley si fanno più incerte: parrebbe che dal 1654, assistendo Edward Burrough, uno dei primi leader dei Quaccheri, sia entrato a far parte di questa comunità  religiosa. Sembrerebbe che sia rimasto quacchero sino alla fine della vita, giacché alla sua morte fu inserito nel registro dei morti appartenenti a quella religione.

Nonostante tutto, probabilmente, le sue convinzioni religiose quacchere non erano molto forti, infatti, sembrerebbe che sia stato coinvolto nella gestione della chiesa parrocchiale, senza però tralasciare contatti con altre comunità  religiose. È stato anche vicino all’Universalismo Cristiano ed ha poi scritto e pubblicato The Mysterie of God (Il Mistero di Dio), la sua opera teologica più importante.

L'ultimo periodo[modifica]

Nel 1657 suo suocero gli regala una proprietà  a Ham Manor, vicino a Cobham. Questo fatto dimostra l’allontanamento dagli antichi ideali, anche se a partire dal 1660 si impegna in alcune attività  filantropiche in favore dei poveri.

Quando sua moglie Susan muore nel 1664, Gerrard Winstanley restituisce le terre al suocero ricevendo in cambio una somma di denaro. Rientrato a Londra, intraprende alcune attività  commerciali, pur mantenendo stabili contatti col Surrey. Intorno al 1665 sposa la sua seconda moglie, Elisabetta Stanley, ed in seguito, nel 1677, diviene guardiano della Chiesa. Viene inoltre eletto come Chief Constable di Elmbridge nell’ottobre 1671.

Gerrard Winstanley, quando era impelagato in alcune dispute legali su alcune sue proprietà , muore a Londra il 10 settembre 1676.

Bibliografia[modifica]

  • George H. Sabine, Storia delle dottrine politiche, Milano : Edizioni di Comunità , 1953 (tit. orig.: A History of Political Theory, New York : Holt, 1951), pp.393-397.
  • Christopher Hill, Il mondo alla rovescia, Torino: Einaudi, 1981 (tit. orig.: The world turned upside down, London: Maurice Temple Smith, 1972), pp.97-140.
  • Giuseppe Schiavone, Winstanley, Bari: Dedalo, 1991.
  • Giuseppe Gagliano , Utopia e antagonismo politico Nella riflessione di Gerrard Winstanley e William Godwin , Roma: Aracne, 2013.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]