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Georgi Sheitanov

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Georgi Sheitanov
Georgi Sheitanov (Jambol, Bulgaria, 14 febbraio 1896 - Belovo, Bulgaria, 2 giugno 1925) è stato un anarchico bulgaro.[1]

Biografia[modifica]

Nato a Jambol il 14 febbraio 1896, Georgi Sheitanov (o Georgi Cheitanov) è il quinto figlio di una famiglia di commercianti moderatamente benestante. Jambol è una citta attiva e dalla forte tradizione combattiva nelle lotte contro il dominio turco, che contribuisce in maniera decisiva alla sua formazione e a forgiarne il carattere ribelle. Il poeta rivoluzionario Ivan Kolessov, amico di Rakovski, e come il capitano Nicolas Filipov, che guidò la rivolta di Tirnovo nel 1856, sono delle figure mitiche che lo indirizzeranno verso le idee libertarie.

Già  nel 1913, influenzato dalla rivoluzione russa del 1905, dallo studio approfondito della storia del movimento religioso dei Bogomili e dalla lettura dei giornali anarchici come Svobodno Obchtestvo (Società  libera) e Bezvlastié (Acrazia), è espulso dal liceo per indisciplina e subisce il primo arresto (in commissariato viene bastonato per essersi rifiutati di pulire i cessi).

Mariola Sirakova, compagna di Sheitanov

A 18 anni decide di fuggire dalla Bulgaria, dando inizio alla sua vita vorticosa di girovago tra Bucarest, Istanbul (dove viene nuova mente arrestato), Gerusalemme, Il Cairo, Marsiglia e finalmente Parigi, che allora era la capitale di tutti i rivoluzionari d'Europa. Qui, grazie La Ruche di Sébastien Faure e Temps Nouveaux di Jean Grave, approfondisce la conoscenza del pensiero anarchico contemporaneo.

Tornato clandestinamente in Bulgaria nel 1914, decide di ricontattare le sue vecchie conoscenze socialdemocratiche e anarchiche per dar vita a gruppi d'azione rivoluzionaria. Nel frattempo, con lo scoppio della prima guerra mondiale, si impegna nella propaganda contro la guerra. Arrestato, viene tradotto nel carcere di Plovdiv, dove è tra gli organizzatori della rivolta nel 1917. Nello stesso anno riesce a evadere e a raggiungere la Russia in piena rivoluzione. Allora i bolscevichi non avevano ancora iniziato la repressione degli anarchici, Sheitanov si convince che la rivoluzione sia esportabile anche nel suo paese e lancia una proposta d'unità  d'azione tra anarchici, socialisti e sindacalisti.

Rientrato nel 1919, organizza a Jambol un congresso clandestino anarchico nel quale si progetta l'organizzazione armata dei militanti in vista di una possibile insurrezione. Dopo la nascita della Federazione Anarco-Comunista di Bulgaria, Georgi Sheitanov ne diviene uno die militanti più attivi, inoltre pubblica una celebre Carta degli anarchici e un Manifesto dei rivoluzionari, nel quale vengono palesate le prime delusioni sulle attività  dei bolscevichi in Russia. Prende parte a numerose iniziative violente contro lo Stato ed è per questo nuovamente arrestato. Evaso dal carcere in cui è detenuto e passa alla lotta aperta tentando di organizzare il movimento bulgaro in una maniera più efficace. Partecipa alla liberazione del prigioniero anarchico Petar Maznev, collabora con le riviste Società  Libera (organo della federazione Anarco-Comunista) e Plamak.[2]

Il colpo di Stato del 1923, che causa la morte di almeno 35 mila persone, vede nascere la resistenza armata organizzata dagli anarchici, dai comunisti e dal movimento contadino, che però dopo l'attentato del Partito Comunista contro la cattedrale di Sofia subirà  una terribile repressione.

Individuato ed arrestato insieme alla sua compagna Mariola Sirakova, il 2 giugno del 1925 viene fucilato e decapitato nella stazione ferroviaria di Belovo insieme ad altri tredici compagni anarchici (tra cui la Sirakova). Si dice che la sua testa sia stata portata come macabro trofeo a re Boris III.

Note[modifica]

  1. Fonte principale: Testo di Dino Taddei, pubblicato sul bollettino del Centro studi libertari / Archivio Pinelli (Luglio 2002)
  2. Anarcoefemerides

Voci correlate[modifica]