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Georgette Kokoczinski

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Georgette Kokoczinski
Georgette Kokoczinski (Francia, 17 ottobre 1908 - Perdiguera, Spagna, 16 ottobre 1936) è stata un’infermiera e anarchica francese.

Biografia[modifica]

Nata in una famiglia della classe media francese, Georgette Kokoczinski all'età  di 16 anni lascia il paese natio per trasferirsi a Parigi, trovando accoglienza nella casa di André Colomer e della compagna Magdalena. Sarà  proprio questa ad introdurla alle idee libertarie.

A partire dal 1925 inizia un rapporto di unione libera con Fernand Fortin, diviene attiva militante del gruppo Education Sociale (fondato a Loches proprio da Fortin) e comincia a partecipare e ad intervenire a vari meeting e festival libertari. Ritornata a Parigi nel 1928, entra a far parte di un gruppo teatrale che era solito esibirsi durante ritrovi libertari. In questo contesto assumerà  il nome d’arte di Mimosa. L'attività  teatrale non le impedisce di continuare nel suo attivismo anarchico, infatti secondo la sindacalista anarchica Lola Iturbe «quando finiva di recitare, scendeva in sala e vendeva «La Revue Anarchiste» [1], il cui gerente della rivista era proprio il suo compagno Fortin.

Ottenuto il diploma di infermiera, Georgette contrae matrimonio con il socialista francese Kokoczinski, un militante aderente al XIV° Settore parigino della sezione Francese della Internazionale Operaia (SFIO), assumendone anche il cognome (quello familiare è rimasto sconosciuto). Da questo momento inizia anche a frequentare «i circoli socialisti di estrema sinistra, quelli che non le impediscono di mantenere relazioni stabili con i suoi vecchi compagni» [2].

Dopo aver partecipato il 28 agosto 1936 ad un convegno nella sala Wagram di Parigi, in supporto alla rivoluzione spagnola, decide di impegnarsi in prima persona a fianco dei repubblicani. Il 18 settembre Georgette parte per la Spagna e si arruola nella Colonna Durruti. Inviata sul fronte di Aragona, si occupa dell'infermeria e della mensa insieme ad altre compagne tedesche, tra cui Augusta Marx e Madeleine Gierth.

Gerogette Kokoczinski muore il 16 ottobre 1936 [3] durante la battaglia di Perdiguera (Saragozza) in circostanze non del tutto chiare.

Nel maggio del 1937, in suo omaggio, un gruppo francofono della Federazione Anarchica Iberica (FAI) del quartiere barcellonese di Gracia, di cui faceva parte Fortin, prenderà  il nome di «Mimosa». Georgette Kokoczinski scrisse un diario durante la sua permanenza nella Penisola che fu ritrovato dopo la sua morte e poi ricopiato da Fortin. Lo scritot viene conservato nell' International Institute of Social History (IISH) de Amsterdam.

Dettagli sulla sua morte[modifica]

I dettagli della sua morte non sono chiari, ma secondo alcune testimonianze sembrerebbe che prima sia stata catturata dai franchisti e poi fucilata insieme ad altri compagni. Il suo corpo sarebbe stato bruciato in un fienile. Secondo la testimonianza di Antoine Gimenez,[4] fu probabilmente catturata con Augusta Marx, un'altra infermiera, poi le due donne furono spogliate e sventrate e ancora vive gettate in prima linea, dove un compagno le avrebbe finite.

Nella battaglia di Perdiguera morirono moltissimi volontari stranieri e francesi, tra cui Roger e Juliette Baudard, Yves Vitrac, Bernard Meller, Jean Delalain, Suzanne Girbe, Louis Recoulis, René Galissot, Jean Albertini, Jean Giralt, Raymond Bergé ed Henri Delaruelle.

Note[modifica]

  1. Parigi, 25 numeri: dicembre 1929-giugno 1936
  2. cf. L. Iturbe
  3. Secondo il sito web anarcoefemerides.balewerd.net la morte sarebbe avvenuta il 17.
  4. «La testimonianza di Antoine Gimenez, miliziano/guerrigliero dall'agosto 1936 del Gruppo Internazionale della Colonna Durruti, è stata scritta in francese negli anni Settanta. Affidandosi unicamente alla sua memoria vi sono un po' di errori e approssimazioni, ma vi si trovano soprattutto episodi e spunti interessanti e anticonformisti, sulla guerra, la rivoluzione, la collettivizzazione, ma anche sulle passioni, le speranze e le disillusioni dei protagonisti di quel periodo straordinario: la rivoluzione sociale spagnola. Tant'è che non trovò alcun editore disponibile alla pubblicazione, forse perché controcorrente, critico sia sulle posizioni controrivoluzionarie del Partito comunista sia sul “suicidio” del Movimento anarchico spagnolo. O forse perché affrontava non solo tematiche sulla guerra e la rivoluzione, ma anche gli affetti, gli amori, l'erotismo dei miliziani e delle miliziane? Infine una curiosità  sull'autore: nato come Bruno Salvadori nel 1910 a Chianni (Pisa), diventa Antoine Gimenez dall'estate '36, riuscendo a mantenere la “falsa” identità  fino alla sua morte (Marsiglia 1982), in barba alle polizie italiane, spagnole, francesi...» (Bolettino anarchico di anarca-bolo.ch)

Bibliografia[modifica]

  • A.Gimenez & Les Giménologues, Les fils de la nuit…, op. cit.
  • Lola Itube, La mujer en la lucha social, ‘Ed. Mexicanos Unidos, 1974
  • David Berry, French anarchists volunteers in Spain, (1997)

Voci correlate[modifica]