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Friedrich Nietzsche

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Friedrich Nietzsche

Friedrich Wilhelm Nietzsche (Rocken, Germania, 15 ottobre 1844 - Weimar, 25 agosto 1900) è stato un filosofo tedesco che sviluppò il suo pensiero come reazione al positivismo, ovvero all'esaltazione della scienza, della concretezza e della realtà  oggettiva dei fatti.

Biografia[modifica]

Nato a Rocken (nei pressi di Lipsia), il 15 ottobre 1844, Friedrich Nietzsche cresce in un'ambiente carico di sentimento religioso (il padre era un pastore protestante). Rimasto orfano di padre all'età  di 4 anni, si trasferisce con la madre a Naumburg, una cittadina dove poteva contare sull'aiuto di numerosi parenti.

Nel 1851 Friedrich entra in una scuola privata a Pforta; tra le sue letture giovanili si possono citare Byron, Holderlin, Emerson, Sterne, Goethe, Feuerbach. In seguito studia filosofia a Bonn e a Lipsia sotto la guida di Friedrich Ritschl. All'età  di 25 anni viene chiamato ad insegnare filologia classica nell’Università  di Basilea. In questa città  conobbe Richard Wagner, il cui influsso, insieme a quello di Schopenhauer, di Max Stirner (considerato da Nietzsche uno degli spiriti più fecondi del XIX secolo: Nietzsche non parlò mai dell'opera di Stirner pubblicamente ma confidò alla sorella di avere utilizzato gran parte dell'opera di Stirner per elaborare la propria filosofia) e alla passione per il mondo greco diviene fondamentale nella forma mentis di Nietzsche.

Nel 1872 pubblica La nascita della tragedia, nel 1873 Considerazioni inattuali e nel 1878 Umano, troppo umano. Quest’ultima opera segna il distacco da Wagner, una nuova interpretazione di Schopenhauer e l’abbandono dei «bisogni dotti e insipidi». Nel 1879 lascia anche la cattedra dell’Università  di Basilea. Da quel momento comincia a peregrinare per la Svizzera e l’Italia settentrionale, finché nel 1889 è preda di quella follia che, nel 1900, lo porterà  alla morte a Weimar.

Tra il 1879 e il 1889 scrive, spesso con uno stile aforistico e d’alto lirismo, La Gaia scienza, Così parlo Zarathustra, Al di là  del Bene e del Male, La Genealogia della morale, Ecce Homo e Volontà  di potenza. Da questi testi si evince che per Nietzsche il vero pensatore è colui che affronta i problemi in modo da trovare in essi il proprio destino, la propria pena e la propria felicità .

Spirito apollineo, cioè armonia delle forme, e spirito dionisiaco cioè ebbrezza orgiastica ed entusiasmo, sono le categorie dell’arte emergenti sin dalla antica civiltà  greca.

Nell'antica tragedia greca Nietzsche vede la compiuta espressione dello spirito dionisiaco, dell’unità  dell’uomo e della natura, dell’accettazione totale ed entusiastica della vita, della creazione e del mito e della poesia. Socrate viene visto come l’artefice della scissione, del dualismo di soggetto e oggetto, il predominio dell’impeto sulle generazioni degli istinti e delle passioni, in sostanza il prevalere della “scienza” (cioè l’ideale di vita solo teorica) che pretende di risolvere gli enigmi dell’universo e della scienza e che è diventata un ideale dell’uomo.

Filosofia[modifica]

Il senso del mondo e il nichilismo[modifica]

Per Nietzsche il mondo non ha alcuna finalità  ed è privo di unità . Ed è proprio per questo che non può essere giudicato. Ogni idea che tende a dare un ordine e un fine al mondo va appunto contro il principio stesso dell’universo. Secondo Nietzsche, dunque, il nichilista non è colui che non crede a niente ma è colui che non crede a quanto è. Per esempio «il cristianesimo (..) è esso stesso nichilista nella misura in cui, imponendo alla vita un senso immaginario, impedisce che si scopra il suo vero senso».

Nietzsche rappresenta il nichilismo in due accezioni principali, la prima, negativa, indica il fenomeno della decadenza dell’uomo occidentale, educato del cristianesimo all’ascetismo e alla rinuncia nei confronti della vita. La seconda accezione, questa positiva, indica la negazione della morale consolidata e dei valori tradizionali e la sua sostituzione con un nuovo sistema di valori ("Trasmutazione dei valori").

La lotta contro la morale della rinuncia[modifica]

Il decennio 1879-1889 è caratterizzato da opere come antitesi alla «morale della rinuncia» che gli uomini, in ossequio della scienza e della storia, hanno via via escogitato, fino a Schopenhauer, il quale pur comprendendo che la vita è irrazionale e casuale, aveva scelto l’atteggiamento pessimistico della rinuncia e dell’asceticismo. Il risentimento è per Nietzsche la nostra condizione moderna. L’opera di Genealogia della morale analizza l’origine della morale: il valore di “buono”, per esempio, fu inventato dai nobili e dagli esponenti della classi superiori per descrivere se stessi, in opposizione alla gente comune. In seguito alla rivolta degli schiavi questa equazione (padrone = “buono” opposto a schiavo = “cattivo”) fu messa in dubbio e poi rivoltata: gli umili, i poveri e gli schiavi divennero i “buoni”; i nobili, i potenti i “cattivi”.

La morale ha le proprie radici nella rivolta dello schiavo contro il padrone, in questa vendicativa “volontà  di potenza” dell’impotente sul potente. La rivolta degli schiavi è la madre di tutti i valori associati all’idea di bene: la pietà , l’altruismo, ecc. L’espressione più completa della rinuncia e di tutte le idee associate al bene si hanno nel cristianesimo (il socialismo, l'anarchismo ecc. sarebbero degenerazioni del cristianesimo stesso): il disinteresse, il sacrificio di sé, la virtù come sottomissione a Dio, la rinuncia degli uomini schiavi contro gli uomini superiori ed aristocratici.

La scienza e la metafisica hanno rafforzato lo spirito di risentimento: la prima orientata alla semplice conoscenza delle cose e non al dominio delle stesse; la seconda si è inventata un mondo superiore da cui svalutare questo a mera apparenza.

La trasmutazione dei valori[modifica]

«La mia verità  è spaventosa perché sinora si è chiamata verità  la menzogna».

Per Nietzsche chi vuole essere creatore deve essere innanzitutto distruttore e la trasmutazione dei valori consiste nel sostituire al valore del giudice quello del creatore: alla rinuncia si contrappone l’accettazione e l’affermazione di tutto ciò che è terrestre e corporeo. Alle virtù del cristianesimo si contrappongono le nuove virtù: la fierezza, la gioia, la salute, l’amore, l’inimicizia e la guerra, la disciplina dell’intellettualità  superiore.

Il superuomo (oltreuomo)[modifica]

Max Stirner, influenzò notevolmente il pensiero nietschiano

(Il termine "Übermensch" è stato tradotto in “superuomo” e più raramente in “oltreuomo”, anche se forse quest'ultimo termine corrisponde meglio al pensiero del filosofo tedesco).

L'uomo è superato a favore del superuomo (oltreuomo), ossia di colui che realizza la sua libertà  e si pone «al di là  del bene e del male» e «diviene ciò che è».

L'oltreuomo di Nietzsche è una categoria etica e non è quindi un individuo (non appartiene di conseguenza ad una razza con specifiche caratteristiche genetiche) ma è l'essenza vera e ideale dell'uomo pienamente realizzato in se stesso, libero da valori-guida provenienti al di fuori o al di sopra di lui.

Riassumendo, per Nietzsche il superuomo (oltreuomo) ha le seguenti caratteristiche:

  • È capace di accettare la vita nella sua interezza, nella sua dimensione irrazionale fondata sul caso e sul caos. Non ha paura degli istinti ed accetta la dimensione dionisiaca dell'esistenza.
  • È capace di "reggere" psicologicamente la «morte di Dio», ossia la condizione del nichilismo, l'annullamento di tutti i tradizionali valori morali; sa rinunciare alla consolazione esistenziale offerta dalle fedi religiose.
  • È capace di condurre la propria vita in una diversa dimensione temporale, ponendosi nella prospettiva dell'eterno ritorno del tempo. Recuperando l'antica visione pagana del tempo ciclico, non pensa più in termini di presente, passato e futuro, ma vive ogni istante con intensità  totale, come fosse l'eternità .

L'eterno ritorno[modifica]

Il mondo è dominato dal caso e dall'irrazionalità , non è riducibile ad un principio logico unitario e la sua trama svela la mancanza di un qualsiasi ordine di una qualsiasi saggezza. Nel mondo è possibile scorgere una “necessità ”; quello della volontà  che vuole riaffermare se stessa, del mondo che vuole riaffermare se stesso, perché la vita non si prefigge nulla e nulla insegue nella sua corsa, se non se stessa. Tutto questo si ripete e ritorna eternamente.

«Il carattere complessivo del mondo è caos per tutta l'eternità ».

L'eterno ritorno esprime il senso cosmologico del pensiero nicciano, collegato all’amor fati (accettazione gioiosa del proprio destino), che esprime la conciliazione dell’uomo con il passato e con la vicenda dell’"eterno ritorno", una volta che egli abbia riconosciuto nella sua volontà  d’accettazione del mondo, la stessa volontà  del mondo che accetta se stesso. Allora, in ciò che prima era frammento, caso, enigma, la volontà  riconosce la sua opera e che appunto quello era ci?? che vuole e sarà  ciò che vorrà .

Copertina del libro I Am Not A Man, I Am Dynamite! Friedrich Nietzsche and the Anarchist Tradition di John Moore

Ricapitolando :[modifica]

  • Nietzsche non è mai stato nazista.
  • Nulla è più lontano da Nietzsche quanto il Nazismo. Nietzsche voleva dei "superuomini (oltreuomini)", il nazismo ha invece voluto creare dei subuomini.
  • Nietzsche odia quelli che osannano il nuovo stato "Germania" nato nel 1871.
  • Nietzsche odia l'antisemitismo che era di moda in quel periodo storico.

Nietzsche e l'anarchismo[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Anarchismo e Friedrich Nietzsche.

Sebbene il filosofo tedesco abbia spesso criticato in maniera aspra l'anarchismo e gli anarchici (In Al di là  del bene e del male (6.2:126), l'autore parla di «cani anarchici»), il suo pensiero ha comunque influenzato molti pensatori appartenenti al movimento anarchico come ha evidenziato Spencer Sunshine nel suo Nietzsche and the Anarchists:

«...c'erano molte cose che attiravano gli anarchici a Nietzsche: il suo odio per lo Stato, il suo disgusto per la condotta sociale irrazionale del gregge».

Oltre a questo, molti anarchici sono stati influenzati dalle sue critiche al cristianesimo, dalla sua diffidenza nei confronti del mercato e dello Stato, dalla volontà  di superare il vecchio prototipo dell'essere umano con una nuova figura che non doveva essere né padrone né schiavo.

Opere[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Vol. I, tomo 1: Scritti giovanili 1856-1864, a cura di Giuliano Campioni e Mario Carpitella, tr. di Mario Carpitella, Adelphi, Milano 1998
  • Vol. I, tomo 2: Scritti giovanili 1865-1869, a cura di Giuliano Campioni e Mario Carpitella, Adelphi, Milano 2001
  • Vol. III, tomo 1: La nascita della tragedia - Considerazioni inattuali, I-III, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Mazzino Montinari e Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1972
  • Vol. III, tomo 2: La filosofia nell'epoca tragica dei Greci e Scritti dal 1870 al 1873, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 1973
  • Vol. III, tomo 3, parte 1º: Frammenti postumi 1869-1874, a cura di Mario Carpitella, tr. di Giorgio Colli e Chiara Colli Staude, Adelphi, Milano 1989
  • Vol. III, tomo 3, parte 2º: Frammenti postumi 1869-1874, a cura di Mario Carpitella, tr. di Giorgio Colli e Chiara Colli Staude, Adelphi, Milano 1992
  • Vol. IV, tomo 1: Richard Wagner a Bayreuth - Considerazioni inattuali, IV - Frammenti postumi (1875-1876), a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Giorgio Colli, Mazzino Montinari e Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1967
  • Vol. IV, tomo 2: Umano, troppo umano, I e Frammenti postumi (1876-1878), a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Mazzino Montinari e Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1965
  • Vol. IV, tomo 3: Umano, troppo umano, II - Frammenti postumi (1878-1879), a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Mazzino Montinari e Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1967
  • Vol. V, tomo 1: Aurora e Frammenti postumi (1879-1881), a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Mazzino Montinari e Ferruccio Masini, Adelphi, Milano 1964
  • Vol. V, tomo 2: Idilli di Messina - La gaia scienza - Frammenti postumi (1881-1882), a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Mazzino Montinari e Ferruccio Masini, Adelphi, Milano 1965
  • Vol. VI, tomo 1: Così parlò Zarathustra, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Mazzino Montinari, Adelphi, Milano 1968
  • Vol. VI, tomo 2: Al di là  del bene e del male e Genealogia della morale, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano 1968
  • Vol. VI, tomo 3: Il caso Wagner - Crepuscolo degli idoli - L'Anticristo - Ecce homo - Nietzsche contra Wagner, a cura di Giorgio Colli, Mazzino Montinari, tr. di Roberto Calasso e Ferruccio Masini, Adelphi, Milano 1970
  • Vol. VI, tomo 4: Ditirambi di Dioniso e Poesie postume (1882-1888), a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 1982
  • Vol. VII, tomo 1, parte 1º: Frammenti postumi 1882-1884, a cura di Mazzino Montinari e Mario Carpitella, tr. di Mazzino Montinari e Leonardo Amoroso, Adelphi, Milano 1982
  • Vol. VII, tomo 1, parte 2º: Frammenti postumi 1882-1884, a cura di Mazzino Montinari e Mario Carpitella, tr. di Mazzino Montinari e Leonardo Amoroso, Adelphi, Milano 1986
  • Vol. VII, tomo 2: Frammenti postumi 1884, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Mazzino Montinari, Adelphi, Milano 1976
  • Vol. VII, tomo 3: Frammenti postumi 1884-1885, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1975
  • Vol. VIII, tomo 1: Frammenti postumi 1885-1887, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1975
  • Vol. VIII, tomo 2: Frammenti postumi 1887-1888, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1971
  • Vol. VIII, tomo 3: Frammenti postumi 1888-1889, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, tr. di Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1974

Filmografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]