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Freegan

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Raccolta di cibo Freegan
Il nome freegan si compone dal termine “free” , cioè gratuito, e “gan”, un suffisso che sta ad indicare il regime alimentare (vegan) adottato. Si tratta di uno stile di vita anticonsumistico che consiste nel recuperare gli scarti di cibo, soprattutto nel prendere quello in scadenza dai supermercati, i quali altrimenti lo butterebbero senza averlo venduto.

Origine[modifica]

Il freeganism nasce nell'area metropolitana di New York intorno alla fine degli anni novanta, come risposta al consumismo imperante e allo sfruttamento capitalista che dilaga in occidente (ogni anno negli Stati Uniti vengono gettate 17 milioni di tonnellate di cibo ancora buono. Mediamente una famiglia americana spreca 600 euro l'anno). Per la precisione, nel 1999, negli USA, Warren Oaks (ex-batterista del gruppo punk Against Me!) scrive il pamphlet « Why Freegan? » ponendo le basi di un concetto che poi ne svilupperà  altri come quello della decrescita. L'autore definì il freeganismo come « un'etica anticonsumistica dell'alimentazione », evocando anche altri aspetti come quello del veganismo, la permacultura e l'agricoltura biologica, l'autoproduzione, ecc.

Filosofia freegan[modifica]

Food Not Bombs: molti attivisti accettano la filosofia freegan

La filosofia freegan, che ha forti venature anarchiche, rifiuta la logica del profitto che condanna all'eterno sfruttamento la natura, gli animali non umani e gli umani stessi. Tale critica è attuata attraverso il recupero di cibo, perfettamente consumabile ma destinato all'ammasso perché invenduto alla fine della giornata. I freegans recuperano solo cibo che si trova in confezioni intatte o che comunque è certamente commestibile. Spesso recuperano anche altri oggetti: piccoli mobili, accessori per la casa, rifiuti ingombranti ecc. La filosofia freegan è ben riassunta dallo slogan "dumpster diving" (letteralmente: «tuffarsi nel cassonetto») e dalle parole del fondatore del movimento newyorkese, Adam Weissman:

«Il freeganismo è una reazione alla grande quantità  di rifiuti, ma anche alle ingiustizie delle industrie che sottopagano i lavoratori e che distruggono la foresta pluviale. Come consumatore, mi sono reso conto che ero un complice di questo tipo di sfruttamento. Mangiando i rifiuti, dimostro di oppormi a queste pratiche […] Basta andare nei bidoni che si trovano vicino ai supermercati. Lì si possono trovare confezioni di cibo ancora intatte e in ottimo stato.»

In qualche modo il freeganesimo può essere considerato un passo avanti rispetto al veganesimo, poichè rifiuta l'acquisto di qualsiasi prodotto (o si cerca di limitarne gli acquisti) dal momento che in un'economia industriale come quella vigente nel sistema capitalistico, la produzione di massa alimentata dal profitto condiziona tutti i livelli della produzione (dall'acquisizione delle materie prime, alla produzione e al trasporto) e non rende immune nessuno prodotto acquistato.

Legalità  e salubrità [modifica]

Le persone che praticano freganismo sono spesso oggetto di vessazioni da parte della polizia. Queste pratiche sono spesso percepite come un tabù nella maggior parte dei paesi sviluppati e, di conseguenza, sono visti come socialmente inaccettabili. In molte città , come per esempio Madrid, hanno stabilito delle ammende per le persone dedite a questa pratica.

Percezione sociale[modifica]

Molte persone tendono a percepire queste pratiche come sporche o insalubri, ritenendo che un cassonetto non possa esser eun luogo adatto per recuperare del cibo. Molti freegans operano attivamente per combattere quest'idea fondata sul pregiudizio, cercando di far comprendere alle persone che non c'è nulla di pericoloso per la propria salute nella filosofia freegan ed anzi che essa si oppone radicalmente al consumismo e a tutte le problematiche ad essa collegata.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]