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Francisco Sabaté Llopart

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El Quico Sabaté
Francisco Sabaté Llopart (Llobregat, Spagna, 30 marzo 1915 – Sant Celoni, Spagna, 5 gennaio 1960), detto "El Quico", è stato un anarchico e combattente antifranchista nella Rivoluzione spagnola e guerrigiliero antifranchista.

La sua attività  rivoluzionaria va inquadrata nell'ambito della guerriglia antifranchista che si sviluppò dalla fine della rivoluzione e che dal '47, abbandonata dai comunisti di osservanza stalinista, fu portata avanti soprattutto dagli anarchici e, in misura minore, da frange della sinistra comunista antistalinista, ex miliziani del POUM e formazioni analoghe. Molti di questi guerriglieri, compreso Sabaté, prima di allora furono impegnati come maquisards nella Resistenza Francese.

Il suo mito è stato tale che alla sua morte molti anarchici rifiutarono di credere che fosse effettivamente morto, ritenendo che si trattasse di propaganda degli uomini di Francisco Franco:

«Quico non può essere morto... vedrete, quando meno ve lo aspettate tornerà  a Barcellona e quelle carogne verranno sbugiardate dai fatti! "Frasi del genere venivano mormorate in capannelli fuori dalle industrie, nelle mense, nelle bettole frequentate dalla povera gente. Ma Quico non sarebbe più tornato. Il mitra Thompson, la pistola semiautomatica Colt calibro 45 e il suo binocolo sono custoditi nel museo della Guardia Civil, come trofei di guerra» [1]

Biografia[modifica]

Nato a Llobregat il 30 marzo 1915, sin da ragazzo in Francisco Sabaté Llopart nasce un istintiva avversione vero ogni forma di autoritarismo. Figlio di Manel Sabaté Escoda e Madrona Llopart Batlle, a 10 anni Sabaté manifesta esplicitamente il suo spirito libero, rifiutandosi di assistere alle lezioni in classe, una scuola clericale, alla quale il babbo lo aveva iscritto coercitivamente.

L'inizio della militanza politica di El Quico[modifica]

Francisco Sabaté Llopart a 17 anni milita nel Sindicat d’Oficis Varis della Confederación Nacional del Trabajo e partecipa alla fondazione della formazione paramilitare anarchica "Los Novatos", una struttura facente riferimento alla Federazione Anarchica Iberica (FAI), che allora operava di concerto con la CNT. Compito del gruppo, oltre alla organizzazione fin dal 1933 di sommosse contro il governo reazionario della Seconda Repubblica spagnola, è anche quello di organizzare la resistenza contro un possibile golpe fascista (che si concretizzerà  nel luglio del 1936).

Nel 1935, dopo essersi rifiutato di partire per il servizio militare, "El Quico" dà  inizo alla propria clandestinità . Poco tempo dopo, Los Novatos effettuano una rapina per finanziare la lotta anarchica e sostenere i compagni incarcerati. Questo periodo è molto importante per la sua vita anche e soprattutto perché incontra Leonor Castells Martì, che diverrà  inseparabile compagna e futura madre dei suoi figli. [2]

La partecipazione alla Rivoluzione spagnola[modifica]

Manuel Sabaté Llopart, fratello di Francisco

Nella Rivoluzione spagnola "El Quico" milita, assieme al fratello maggiore José, nelle colonne della CNT-FAI operanti sul fronte di Aragona, aggregato in particolare alla colonna "Giovani Aquile". Con l'ingresso in campo dei comunisti stalinisti viene imposto a tutte le colonne un commissario politico stalinista che stravolgerà  le strutture militari delle stesse, organizzate non gerarchicamente dal "basso verso l'alto". Questa modalità  organizzativa non fu caratteristica solo degli anarchici, ma del POUM e persino, per diversi aspetti, dell'efficentissimo "V Reggimiento" [3]addestrato dallo stalinista Vittorio Vidali.

El Quico e due suoi compagni, soprattutto dopo il massacro di buona parte di una colonna mandata allo sbaraglio da un commissario stalinista, decidono che questo regime autoritario non è più tollerabile e per questo prendono il drammatico provvedimento di sopprimere il commissario politico colpevole di quel massacro (tale Arino). Ricercato dagli stalinisti, si reca a Barcellona dove gli anarchici, i miliziani del POUM e i comunisti antistalinisti combattevano furiosamente contro i comunisti filostalinisti. Come molti è fermato ed incarcerato da questi ultimi, ma grazie ad un ardito colpo di mano posto in opera da alcuni compagni riesce ad evadere e a conquistare la libertà .

Si batte sia contro i seguaci di Franco che contro gli stalinisti, preoccupandosi di liberare gli arrestati caduti nelle mani di questi, ma quando i fascisti di Franco si impongono definitivamente si unisce alla Colonna Buenaventura Durruti, che per ultima abbandonerà  la Catalogna, coprendo le spalle ai reduci antifascisti spagnoli durante la cosiddetta Retirada verso la Francia.

El Quico riesce in qualche modo ad arrivare in Francia, dove però è incarcerato e poi segregato in un campo di concentramento. Da qui riesce ad evadere e ad aggregarsi ai maquisards [4]. Con lui ci sono i fedeli compagni Marcel lí Massana i Balcells [5], i fratelli José e Manuel e José Lluis Facerías[6], tutti insieme parteciperanno alla guerriglia antifranchista e alla Resistenza francese.

Il ricordo di un'azione che fece gran scalpore[modifica]

La sua ardita ed indomita natura antifascista può essere ben esemplificata a partire dal racconto di un episodio significativo della resistenza antifranchista:

«Barcellona, 1955, Francisco Franco sta visitando la città  e i suoi sgherri sono allertati in gran numero per proteggere l'importante visitatore. Un uomo vestito in modo inappuntabile porta con sé una valigia e chiama un taxi. Salito, tiene la valigia accanto a sé e si mette a montare uno strano aggeggio che ha l'aria di essere un bazooka o un qualcosa di simile. Il tassista, allertato, si volta verso di lui ma viene immediatamente rassicurato: «Non si preoccupi, lavoro per il governo e devo distribuire del materiale informativo». Immediatamente infila nell'"aggeggio" appena messo a punto un involucro metallico adeguato al diametro del cilindro, ovvero la parte più vistosa dello strumento. Il "lancia-oggetti" ha una leva che non appena è tirata dal distinto gentiluomo provoca una forte esplosione, il tettuccio del taxi è aperto e l'involucro metallico prima inserito vola in alto e dopo un pò inizia a cadere; dopo un'altra esplosione si apre e lancia una gran quantità  di volantini che si sparpagliano sulle Ramblas di Barcelona: trattasi in realtà  di propaganda antifranchista. Il distinto signore elargisce una buona mancia al tassista, ripone il suo armamentario e si allontana flemmaticamente. Gli sgherri di Franco non comprendono da dove salti fuori quella propaganda sovversiva e si preoccupano immediatamente per le reprimende conseguenti alla triste figura fatta, anche perché il gentiluomo così cortese e distinto altro non è che Francisco Sabaté Llopart detto "El Quico". Egli è il pericolo numero uno per i fascisti di Franco e uno degli anarchici che poliziotti e servizi del dittatore tentavano di fermare con la massima sollecitudine da parecchi anni». [7]

Resistenza, lotta e carcere sino alla morte[modifica]

Lapide a ricordo El Quico

Inizialmente si occupa di accompagnare all’attraversamento dei Pirenei i delegati anarchici che dovranno partecipare ai congressi della CNT clandestini e anche di rapinare banche per finanziare la resistenza e la ricostruzione del movimento anarchico. Lentamente vede morire sotto il fuoco franchista molti suoi amici, compagni e due suoi fratelli: José e Manolo. Catturato, è arrestato e spedito a Digione, da dove esce nel 1955 dopo aver scontato una condanna di 5 anni. Immediatamente riprende la sua attività  espropriatrice e di assalto ai franchisti. Il 28 maggio 1957 è nuovamente condannato da un tribunale francese per possesso d’armi. Nel luglio 1958 esce dal carcere e pensa di dedicarsi principalmente alla sua famiglia, ma il desiderio di schiacciare l’eterno nemico fascista lo porta nuovamente ad imbracciare le armi.

Il 30 dicembre 1959, El Quico entra in Spagna attraversando clandestinamente il confine insieme a quattro suoi compagni: Antonio Miracolo Guitart, Rogelio Madrigal, Conesa Francisco Alcaraz e Martin Ruiz Montoya. Il 4 gennaio, a Sarriá de Ter (Catalogna), il gruppo è assediato in una fattoria dall'esercito e dalla guardia civile. Fra tutti, solo Francisco Sabaté, seriamente ferito, riesce a scappare miracolosamente. Inseguito dai franchisti, il giorno seguente, a San Celoni, Francisco Sabaté muore in un altro scontro a fuoco col un gruppo fascista catalano "Somaten" al servizio degli sgherri istituzionali.

Per più di venti anni dopo la Rivoluzione spagnola la guerriglia anarchica antifascista in Spagna proseguirà  la resistenza, e per tutto quel tempo El Quico befferà  gli sgherri di Franco. Infatti, quando alla sua morte, si diffonde la voce che El Quico sia stato ucciso dai franchisti, fra la classe operaia e la gente meno abbiente vi è incredulità  e disperazione: El Quico è una "leggenda" per gli sfruttati e rappresenta la speranza di una società  senza fascismo ed egualitaria per cui valga la pena vivere.

Filmografia[modifica]

Locandina del film "Behold A Pale Horse" che romanza le vicende legate intorno alla figura di Francisco Sabaté

Il film Behold a Pale Horse si basa sulle vicende di uno di quei guerriglieri anarchici che attraversavano i Pirenei per portare avanti la lotta antifranchista. Nello specifico il protagonista del film, interpretato da Gregory Peck, è proprio Francisco Sabaté Llopart detto "El Quico", anche se è necessario sottolineare che la pellicola non rispetta integralmente la realtà  storica.

Il cast ha tra i suoi protagonisti attori del calibro di Anthony Quinn, nel ruolo del comandante della Guardia Civil (gli sgherri del fascismo franchista) che ordiva agguati agli antifascisti, ed Omar Sharif, nella parte di un prete catturato da El Quico' che alla fine, dopo varie vicissitudini e discussioni di carattere ideologico, comprenderà  l'umanità  che c'è dietro il guerrigliero anarchico, passando in pratica dalla sua parte e rifiutandosi di collaborare col capo della Guardia Civil che nel frattempo lo aveva "liberato" dalla prigionia.[8]

Note[modifica]

  1. da Ribelli!, di Pino Cacucci: El Quico. Pino Caccuci è scrittore che si occupa spesso di quelle persone che si son ribellate ed hanno combattuto militarmente regimi fascsti e/o autoritari. Fra gli altri ha scritto Oltretorrente (Feltrinelli, 2003) dedicato agli Arditi del Popolo ed alla Difesa di Parma del 1922 Per un bibliografia più esauriente
  2. da Ribelli! Di Pino Cacucci
  3. Cenni alla storia del Quinto Regimiento
  4. Partigiani francesi, da maquis, cioè macchia ovvero «darsi alla macchia»
  5. Marcel·lí Massana i Balcells
  6. Josep_Lluís_i_Facerias
  7. Episodio narrato da Pino Cacucci in Ribelli!, Feltrinelli, pag 43]
  8. Vedi anche :Behold A Pale Horse" e Behold A Pale Horse ( Quico Sabaté )

Bibliografia[modifica]

  • Antony Beevor, La Battaglia per la Spagna: la guerra civile spagnola 1936-1939, Penguin Books, 2006.
  • Antonio Téllez Sola, Sabaté: Guerrilla Extraordinary.
  • Pino Cacucci, Ribelli!, Feltrinelli, 2001.
  • Antonio Téllez Sola, The Anarchist Resistance to Franco; Téllez, La resistenza anarchica a Franco.
  • Pilar Eyre, Quico Sabaté, el último guerrilleroPubblicato da Ediciones Península, 2000.

Collegamenti esterni[modifica]