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Franchismo

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Si conosce come Franchismo il regime politico di carattere totalitario che si sviluppò in Spagna durante il governo militare del generale Francisco Franco. Si instaurò in Spagna a partire dal 1° aprile 1939, giorno in cui fu annunciata la fine della guerra civile (1936-1939) e la sconfitta della Repubblica, e terminò con la morte del Caudillo (soprannome del generale Franco) avvenuta il 19 novembre 1975.

Ideologia[modifica]

L'ideologia franchista è stata molto discussa e analizzata: mentre alcuni la classificano come "fascista", altri sostengono che fu un governo conservatore e tradizionalista di destra ed altri ancora lo definiscono come una semplice dittatura militare. Più recentemente sono venute alla ribalta definizioni revisioniste e negazioniste del carattere dittatoriale del regime; per esempio Sergio Romano ha voluto ripulire la facciata criminale del franchismo definendolo una «democrazia in vitro» e Francisco Franco «un politico lungimirante perché salvò la Spagna e l'Occidente dal comunismo». [1]

Si può ben comprendere che il regime non avesse un'ideologia ben definita, ma comunque si fondava sui "valori" tradizionali della triade «Trono, Spada e Altare» (ossia Monarchia, Esercito e Chiesa) e sull'esaltazione dell'ordine e della stabilità , tutti valori tanto cari alla nobiltà , al clero e alla borghesia spagnola. Il franchismo assumeva come logica conseguenza un carattere violentemente anticomunista e antianarchico, due pensieri ritenuti nemici della cosiddetta "patria" e portatori di disordine e caos.

Franco inizialmente cercò il sostegno del nacionalsindicalismo (sindacalismo nazionale) e della Chiesa cattolica (il cosiddetto nacionalcatolicismo), il suo movimento nazionalista assunse un carattere così eterogeneo da non poter esser classificato come un vero e proprio partito, non potendo contare su una dottrina ideologica ben definita né di forze popolari, artistiche o culturali come gli altri fascismi europei.

Ispirandosi alle idee di José Antonio Primo de Rivera, il franchismo nel 1940 creò il Sindicato Vertical, unico sindacato legale in Spagna durante il regime, che raggruppava lavoratori e proprietari (cioè proletari e capitalisti) secondo i principi del corporativismo fascista che anteponeva gli interessi dello Stato a quelli delle classi sociali. Concordemente ai principi nazionalisti, solo il castigliano (lo Spagnolo) venne riconosciuto come lingua ufficiale e l'uso delle altre lingue (catalano, basco, galiziano, ecc.) fu scoraggiato o espressamente proibito.

Pur dichiarandosi monarchico, Franco aveva un pessimo rapporto con Don Juan de Borbón y Battemberg, l'erede al trono designato, e quindi decise di lasciare vacante lo stesso. Di fatto però fu lui a porsi come reggente al trono: nel 1947, con la Ley de Sucesión en la Jefatura del Estado, proclamò la Spagna una monarchia ma senza designare alcun Re, anche se con questa legge pose le basi per la sua successione e il ritorno in auge della monarchia dopo la sua morte. Franco si comportava come un vero e proprio monarca: vestiva l'uniforme di Capitano Generale (tradizionalmente riservata al re), risiedeva al Palazzo Pardo, si appropriò del privilegio reale di camminare sotto un baldacchino e ci si riferiva a lui come Caudillo de España por la gracia de Dios (Guida di Spagna per grazia di Dio) o più semplicemente Caudillo (Guida).

Cartteristiche del franchismo[modifica]

Monumento di Francisco Franco "marchiato" dalla A Cerchiata
  • Opposizione alla legittima Repubblica (scoppio della guerra civile) ed accentramento del potere nella figura autoritaria del generale Franco.
  • Assenza di una Costituzione, che viene sostituita da alcune leggi fondamentali.
  • Assenza di partiti di opposizione. Creazione del Movimiento Nacional (1936). Decreto di Unificación del 19/4/ 1937 (dissoluzione di tutti i partiti e creazione di un unico e vero partito: la Falange Española Tradicionalista y de las JONS).
  • Concentrazione del potere nella persona di Franco: capo del governo (1936), Guida nazionale del movimento (1937), capo di Stato (1939).
  • Il capo di Stato può indicare norme giuridiche senza alcuna deliberazione del consiglio dei ministri.
  • esistenza di famiglie politiche: Falange, cattolici, monarchici e tecnocrati.

Il ruolo di Francisco Franco nella guerra civile (1936 - 1939)[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, La Rivoluzione spagnola (1936-39).

I capi del golpe contro la legittima repubblica spagnola furono i cuatro generales: Francisco Franco, Emilio Mola, Gonzalo Queipo de Llano e José Sanjurjo. Sanjurjo fu il vero leader del sollevamento militare, ma morì in un incidente aereo che molti ritengono provocato da un attentato dinamitardo (20 luglio 1936); Franco, al comando delle truppe ammutinate di stanza in Africa e dei legionari del Tercio [2], prese quindi la guida delle forze nazionaliste del sud della Spagna, mentre Mola assunse il comando di quelle del Nord.

Morto Mola nel 1937, Franco rimase il comandante indiscusso di tutti i nazionalisti: assunse il grado di Generalísimo, comandante in capo, e successivamente venne promosso capo dello stato. Egli, nei territori controllati dai nazionalisti durante la guerra civile spagnola, per prima cosa unì le forze politiche eterogenee di destra, tradizionaliste (carlisti) e fasciste (Falange Española y de las JONS), che nel 1937 Franco unificò forzatamente nella Falange Española Tradicionalista y de las JONS.

Il regime franchista (1939-1975)[modifica]

Una volta terminata la guerra civile con la vittoria dei nazionalisti, i franchisti processarono molti repubblicani con l'accusa di crimini di guerra: numerose furono le condanne a morte o ai lavori forzati (la stima non ufficiale è di 40.000 condannati). Quelli che riuscirono a scappare emigrarono in Francia (molti si unirono ai partigiani; Lluís Companys, presidente del governo repubblicano della Catalogna, fu invece catturato dal Governo di Vichy filo-nazista ed estradato in Spagna per essere processato e poi condannato a morte) e Messico oppure scelsero la lotta in clandestinità . La Falange fu sciolta ed incorporata in un partito unico (Movimiento Nacional), il suo capo Manuel Hedilla, insediatosi dopo la morte di José Antonio Primo de Rivera, fu condannato a morte (pena commutata poi a 10 anni di carcere).

Caricature di Hitler, Franco e Mussolini

Franco durante la rivoluzione aveva avuto appoggi militari da parte di Hitler e Mussolini, ma con lo scoppio della seconda guerra mondiale i franchisti non restituirono il favore (sulle motivazioni gli storici dibattono lungamente ancora oggi...), seppur inviarono truppe della División Azul - o Divisione Blu, dal nome del colore del partito della Falange - per combattere sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica. Nel 1943 gli spagnoli dichiararono la propria neutralità .

Dopo la guerra, la Spagna fu esclusa dalle Nazioni Unite e fu promulgata una risoluzione ed un embargo contro il regime. Solo il Portogallo e alcuni paesi latino-americani si rifiutarono di seguire la risoluzione (nel 1947 l'embargo fu rotto anche da Juan ed Evita Perón). Franco, nel tentativo di rompere l'isolamento internazionale, cercò di mimetizzare gli aspetti più "fascisteggianti" del suo regime. Le politiche autarchiche e l'embargo crearono non pochi problemi al paese, sino a quando gli USA cominciarono a guardare alla Spagna franchista con simpatia per le sue posizioni anticomuniste.

L'isolamento venne spezzato definitivamente nel 1953 quando il presidente Eisenhower visitò la Spagna e dopo che il governo spagnolo firmò il Concordato con il Vaticano. Gli accordi con gli USA del 1953 permisero l'apertura di basi militari statunitensi in Spagna, che in cambiò ricevette sostanziosi aiuti economici. Nel 1955, la Spagna entrò nelle Nazioni Unite e da quel momento molti altri paesi strinsero legami sempre più solidi con il regime franchista.

Il periodo che va dal 1957 al 1973 è chiamato Miracolo Spagnolo perché il paese sviluppò considerevolmente la propria economia grazie agli aiuti e alle riforme antiproletarie promosse dai tecnocrati (molti dei quali erano vicini all'Opus Dei) e suggerite dal Fondo Monetario Internazionale. La crisi energetica del 1973 causò un arresto del boom economico che esplose nel 1975. In quell'anno, nonostante fossero illegali, ci furono molti scioperi che indebolirono il regime e rafforzarono l'opposizione. La brutalità  della repressione, la resistenza antifrachista (spettacolare fu l'attentato dell'ETA contro l'ammiraglio Luis Carrero Blanco) e le divisioni interne completarono il quadro del decadente franchismo.

Nel 1974 Franco si ammalò e Juan Carlos di Spagna prese il suo posto come capo di Stato supplente (vennero così ufficializzati gli stretti rapporti tra dittatura e monarchia). Franco recuperò dalla malattia e ritornò al suo posto, ma dopo una nuova malattia e una lunga agonia morì il 20 novembre 1975. Il 22 novembre 1975 Juan Carlos fu incoronato Re di Spagna, assumendosi il compito di guidare il paese verso la democrazia; tutti i membri e fiancheggiatori del regime franchista beneficiarono di un'amnistia generale e molti di loro continuarono a lavorare per lo Stato spagnolo, dimostrando ancor più quante e quali complicità  esistessero tra la casa reale e il regime del caudillo.

Mappa della Spagna che mostra i luoghi in cui si concentrava la resistenza antifranchista

Critiche generali al franchismo[modifica]

Al franchismo si rivolgono varie critiche, tra cui:

Anarchismo e franchismo[modifica]

La guerriglia antifranchista[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, La Guerriglia antifranchista.
Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Rapimento di Isu Elias.
Maquisards (partigiani) attraversano frontiera franco spagnola

Con la fine della rivoluzione spagnola e la vittoria del franchismo sulla Repubblica, le forze di sinistra diedero avvio alla resistenza antifranchista che si esplicò tanto in Spagna quanto all'estero.

«Questa impossibile lotta si esaurì nei primi anni sessanta, poi lentamente l'evolversi degli avvenimenti mondiali fece scendere sulla Spagna una cappa di silenzio, che durò fino alla morte di Franco, avvenuta nel novembre 1975» (Estratto da La Retirada. L'odissea di 5000 repubblicani spagnoli dopo la fine della guerra civile, dello storico Pietro Ramella) [3]

La più spettacolare operazione dei maquisards [4] spagnoli nella lotta antifranchista fu la spedizione nella vallata dell'Aran [5], a cui presero parte fra i 5000 e 7000 guerriglieri (tra cui Antonio Téllez Sola), su un totale di 13 000 spagnoli antifascisti veterani della rivoluzione presenti[6], che attaccarono nella valle ed in altre zone dei Pirenei grazie ad una buona disponibilità  di armamento pesante: l'operazione fu chiamata Operazione Riconquista della Spagna.

Franco, per rispondere all'offensiva, mobilitò 40000 soldati marocchini, oltre che l'esercito e tutto una serie di sgherri. L'offensiva antifascista fu per questo respinta.

La CNT durante il franchismo: clandestinità  ed esilio[modifica]

Nel 1939 la Ley de responsabilidades políticas (Legge di responsabilità  politiche) mise fuori legge la Confederación Nacional del Trabajo (CNT) e si appropriò delle sue proprietà , edifici e attrezzature, veicoli, conti bancari, imprese collettivizzate e documentazione. A quel tempo la CNT aveva un milione di membri e le infrastrutture che la supportavano erano notevoli.

Bandiera della CNT-AIT.

La repressione franchista contro il movimento anarco-sindacalista fu molto dura sin dopo il 1939, ma l'elezione di nuovi quadri di comando e la riorganizzazione del sindacato ricominciò immediatamente nei campi di internamento politico. L'arresto dei leader anarchici comportò enormi difficoltà  organizzative, legate anche al passaggio di alcuni anarchici nel campo dei sostenitori di Francisco Franco, i cosiddetti cincopuntistas. Infatti, nel 1947, diversi anarchici entrarono nel sindacato unico nazionale ma partendo da punti di vista diverse: alcuni abbandonarono l'anarchismo per paura e salirono sul carro dei vincitori, altri invece - come Lorenzo àñigo e Francisco Royano, che a causa della militanza anarchica avevano passato molto tempo in carcere - trovarono convergenze con alcuni leader franchisti in nome dell'anticomunismo, anche se poi non riuscirono a legare mai del tutto con l'apparato del regime. Molti di questi poi ruppero ogni rapporto con i franchisti e di tanti di loro non si seppe più nulla.

Durante il regime (1939-1975), la CNT-AIT operò clandestinamente in Spagna più o meno concordemente con gli altri antifranchisti (comunisti, socialisti, alcune frange cattoliche, intelletuali, ecc.), sviluppando anche attività  “cenetistas” (cioè attività  della CNT) in esilio e continuando la lotta contro Francisco Franco attraverso le azioni dei partigiani (maquistas). In città  come Barcellona e Valencia essa proseguì ad agire clandestinamente mantenendo una forte opposizione al franchismo. Quasi sino alla fine dell'esilio, divergenze tra i militanti fecero perdere loro influenza tra la popolazione, che sembrò ricrescere nuovamente tra gli anni ’60 e ’70, grazie alla penetrazione anarco-sindacalista in organizzazioni operaie cattoliche antifranchiste come Hermandad Obrera de Acción Católica (HOAC) e Juventud Obrera Católica (JOC). In quegli anni la CNT organizzò diverse conferenze in esilio e partecipò come sezione dell’AIT ai lavori dell'internazionale anarco-sindacalista [7].

Morto Franco nel 1975, la CNT rientrò nella legalità  e nel 1979 svolse il suo primo congresso regolare del dopo-franchismo.

Alcuni guerriglieri anarchici antifranchisti[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, La_Guerriglia_antifranchista#Alcuni_guerriglieri_molto_noti.
"El Quico" (Francisco Sabaté Llopart)
«Barcellona, 1955, Francisco Franco sta visitando la città  e i suoi sgherri sono allertati in gran numero per proteggere l'importante visitatore. Un uomo vestito in modo inappuntabile porta con sé una valigia e chiama un taxi. Salito, tiene la valigia accanto a sé e si mette a montare uno strano aggeggio che ha l'aria di essere un bazooka o un qualcosa di simile. Il tassista, allertato, si volta verso di lui ma viene immediatamente rassicurato: «Non si preoccupi, lavoro per il governo e devo distribuire del materiale informativo». Immediatamente infila nell'"aggeggio" appena messo a punto un involucro metallico adeguato al diametro del cilindro, ovvero la parte più vistosa dello strumento. Il "lancia-oggetti" ha una leva che non appena è tirata dal distinto gentiluomo provoca una forte esplosione, il tettuccio del taxi è aperto e l'involucro metallico prima inserito vola in alto e dopo un pò inizia a cadere; dopo un'altra esplosione si apre e lancia una gran quantità?? di volantini che si sparpagliano sulle Ramblas di Barcelona: trattasi in realtà  di propaganda antifranchista. Il distinto signore elargisce una buona mancia al tassista, ripone il suo armamentario e si allontana flemmaticamente. Gli sgherri di Franco non comprendono da dove salti fuori quella propaganda sovversiva e si preoccupano immediatamente per le reprimende conseguenti alla triste figura fatta, anche perché il gentiluomo così cortese e distinto altro non è che Francisco Sabaté Llopart detto "El Quico". Egli è il pericolo numero uno per i fascisti di Franco e uno degli anarchici che poliziotti e servizi del dittatore tentavano di fermare con la massima sollecitudine da parecchi anni».
  • Salvador Puig Antich, anarchico spagnolo attivo nel decennio compreso tra gli anni 60 e gli anni 70 nelle fila del Movimento Iberico di Liberazione. Fu condannato al "garrotamento" dal regime franchista con l'accusa di aver assassinato l'ispettore Francisco Anguas Barragán.

Note[modifica]

  1. [Esplora il significato del termine: Antifranchismo, la cultura contro la barbarie Antifranchismo, la cultura contro la barbarie]
  2. Tercio (anche Tercios spagnoli) era un termine utilizzato dall'esercito spagnolo per descrivere un tipo misto di fanteria, composto da circa 3000 picchieri e moschettieri.
  3. "La retirada". L'odissea di 5000 repubblicani spagnoli dopo la fine della guerra civile
  4. Maquis significa "macchia", ovvero «darsi alla macchia» ed è il termine che nel gergo si riferisce al movimento di resistenza francese nella seconda guerra mondiale. I combattenti partigiani erano detti maquisards. Identico termine viene usato per i "guerriglieri spagnoli" che proseguirono la Resistenza armata contro i fascisti di Franco dopo la fine della rivoluzione spagnola, tali formazioni furono particolarmente attive in Cantabria, sui Pirenei e in Andalusia. La componente anarchica fu assai rilevante e poi rimase l'unica dopo l'abbandono della lotta armata da parte dei comunisti di osservanza moscovita
  5. Raymond Carr: España 1808-1975. Ariel Historia, Barcelona, 2003; Alfonso Domingo: El Canto Del buho. La vida en el monte de los guerrilleros antifranquistas, OberonMemoria, Grupo ANAYA, Madrid 2002.
  6. Secundino Serrano: Maquis. Historia de la guerrilla antifranquista. Historia de la guerriglia antifranquista. Editorial Temas de Hoy, Madrid, 2001.
  7. La CNT durante il franchismo
  8. Fonti: Rutes Guiades: Marcel·lí Massana, El Punt Català  de l'Anoia: Marcel·lí Massana

Opere[modifica]

Bibliografia[modifica]

Filmografia[modifica]

  • Ezkaba. la grande fuga da un carcere franchista

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]