Still working to recover. Please don't edit quite yet.

Francesco Pezzi

From Anarchopedia
Jump to: navigation, search
Francesco Pezzi

Francesco Pezzi (Ravenna, 30 agosto 1849Firenze, 21 luglio 1917) ragioniere autodidatta, fu un militante anarchico. È anche conosciuto per essere stato il compagno dell'anarchica Maria Luisa Minguzzi.

Biografia[modifica]

Aderente alla Federazione Romagnola dell'AIT, dopo il fallito tentativo insurrezionale per rovesciare la monarchia, organizzato a Bologna nel luglio 1874 insieme a Bakunin, si rifugia con la moglie Maria Luisa Minguzzi a Lugano. Con Nabruzzi Cafiero ed altri, formano un Consiglio della Federazione Italiana per riorganizzare l'AIT. Tornato clandestinamente in Italia con la moglie e Gaetano Grassi, partecipa al Terzo Congresso della Federazione italiana della I Internazionale, tenuto nelle colline fiorentine il 21 ottobre 1876. Partecipa alla preparazione dell'insurrezione nel Matese, ma è arrestato a Napoli all'inizio del 1877. Amnistiato ed espulso il 7 maggio dello stesso anno, torna a Lugano con Luisa, prima di ritornare a Firenze l'anno successivo.

Quindi ritorna ancora a Pisa per partecipare come delegato italiano al Congresso dell'Internazionale anarchica che si tiene clandestinamente l'11 aprile 1878.

Arrestato il 10 ottobre, resta in carcere fino al gennaio del 1880. Nel 1884 incontra con Errico Malatesta, a Ravenna, l'ex-anarchico Andrea Costa, che dal 1879 aveva aderito al movimento socialista, e viene ancora arrestato con Malatesta e altri. In libertà  provvisoria, è condannato a quattro anni e cinque mesi e sfugge alla prigione rifugiandosi con la moglie, Malatesta, Galileo Palla e Francesco Nata in Argentina, dove pubblicano nel 1885 La Questione Sociale. Grazie a un'amnistia, torna con Luisa in Italia, partecipando alla costituzione, a Capolago, il 6 gennaio 1891, della Federazione del Partito Anarchico Rivoluzionario Internazionale.

Copertina del libro "Amore e anarchia"

Il 3 luglio 1894 è ancora arrestato con la moglie per presunta complicità  nel fallito attentato, compiuto il 6 giugno da Paolo Lega contro Francesco Crispi: sono assolti al processo ma obbligati al confino a Lipari da dove Pezzi fugge in barca, con altri confinati, in Tunisia nel maggio del 1886, ma vengono riconsegnati alle autorità  italiane. Pezzi e Luisa tornano liberi l'anno dopo e si stabiliscono a Firenze.

Nell'aprile del 1900 uno squilibrato aggredisce Luisa e Francesco l'uccide: viene assolto per legittima difesa, ma rimane fortemente traumatizzato da questa esperienza. Nel 1904 sono entrambi membri del Comitato di Soccorso delle Vittime Politiche, costituito da Giuseppe Scarlatti. Luisa muore il 13 marzo 1911, e Francesco, oramai deluso, dopo lo scoppio della guerra si suicida con un colpo di pistola il 21 luglio 1917.

Bibliografia[modifica]

  • Claudia Angelini Bassi, Amore e Anarchia: Francesco Pezzi e Luisa Minguzzi, due ravennati nella seconda metà  dell’Ottocento, 2004, Longo Angelo Editore.

Voci correlate[modifica]