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Fernand Claude Planche

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Fernand Claude Planche
Fernand Claude Planche (Saint-Rémy-sur-Durolle, Francia, 12 febbraio 1900 - Nouméa, Nuova Caledonia, 20 aprile 1974) è stato un operaio, uno scrittore e un anarchico francese.

Biografia[modifica]

Figlio di un modesto artigiano, all'età  di sette anni rimane orfano di padre e madre e viene affidato ai nonni. Ben presto entra nel mondo del lavoro: prima viene assunto come apprendista fresatore, poi quello di apprendista molitore [1], un lavoro particolarmente faticoso remunerato con il salario di 5 franchi alla settimana. Dopo la morte dei suoi nonni, all'età  di 19 anni lascia il suo paese per Parigi, poi effettua il servizio militare prima a Digione ed in seguito nella Germania occupata come meccanico dell'aviazione. L'esperienza militare vissuta, estremamente negativa, lo farà  diventare un convinto antimilitarista.

Rientrato nella regione parigina, lavora come coltellinaio ed inizia la frequentazione degli ambienti libertari. Assiste al III congresso organizzato dall'Union anarchiste (UA) a Levallois dal 2 al 4 dicembre 1922 e comincia l'anno successivo a collaborare al quotidiano Libertaire. Durante le elezioni legislative della primavera del 1924, viene candidato come astensionista sulla lista libertaria nella IV circoscrizione di Saint-Denis e Sceaux. Oppositore della linea piattaformista sostenuta dalla UA e sostenitore della sintesi anarchica, partecipa in seguito alla Association des Fédéralistes anarchistes (AFA) fondata l'8 gennaio 1928, collaborando al contempo al suo organo propagandistico La Voix Libertaire [2]. Nel numero del 18 marzo 1933, pubblica un articolo in favore della "casa anarchica", che poteva essere costruita a Parigi attraverso la mediazione di una cooperativa d'acquisto che forniva il denaro necessario all'acquisto del terreno e alla costruzione della casa. Durante quest'epoca risiede con la sua compagna Laure al 42 rue de Meudon a Boulogne-Billancourt, mantenendosi grazie ad una specie di bazar in cui vendeva diversi strumenti da taglio essendo egli anche un riparatore ed arrotino.

Il 20 e 21 maggio del 1934 assiste al congresso della Union anarchiste, passato alla storia col nome di congresso dell'unità ; con Georges Bidault, Thillon, Pierre Valentine Berthier, Rhillon, Louis Dorlet e Nadaud partecipa alla pubblicazione dell'organo La Conquête du pain[3] (La conquista del pane), aperto a tutte le tendenze dell'anarchismo, di cui Planche è l'amministratore e uno dei redattori, mentre Bidault ne è il gestore.

Rientrato da Barcellona, dove si era recato alla fine del luglio 1936, continua la sua battaglia contro il centralismo dell'UA e partecipa alla fondazione della Fédération anarchiste di lingua francese (FAF) (Congresso di Tolosa, 15-16 agosto 1936) insieme a Roger Lepoil, Marius Ricros, Laurent, Voline, André Prodhommeaux e Remy Dugne. Planche diviene il segretario della Commissione amministrativa di questa organizzazione e redattore del suo organo Terre Libre [4] di cui sarà  l'amministratore da marzo ad agosto 1937. Gli altri membri della Commissione amministrativa erano Emile Babouot (tesoriere), Moissan (tesoriere aggiunto), Andres, Perron, Sanzy, Baudon, Rieros, Prospero, Henri, Hertmann et Laurent.

Nel 1939 viene arrestato con l'accusa di «complicità  in diserzione» per aver redatto una lettera di raccomandazione ad un disertore. Internato preventivamente alla prigione della Santé, intrattiene rapporti epistolari con Pierre Valentine Berthier che in seguito racconterà  più tardi sul giornale Espoir:

«… nella mia corrispondenza, quasi ogni mattina, trovo la lettera proveniente da rue de la Santé, a Parigi. Le missive sono a volte abbastanza afflitte. L'inverno è giunto: l'inverno 1939-1940 è uno dei più feroci che si siano mai visti a memoria d'uomo; ovunque è neve e ghiaccio. Planche è in una cella non riscaldata. In lettere scritte da una mano che il freddo ha fatto tremare, al punto che faccio fatica a decifrarne alcuni passaggi, mi confidò la sua miseria: 'sono obbligato a percorrere il locale in lungo e in largo, e non è né troppo lunga né troppo larga, battendomi i fianchi e battendo i piedi per far circolare il sangue. All'inizio della sua detenzione era alla VIII Divisione, cellula 34, e alla fine alla III Divisione, cellula 98. È dalla sua cellula che scrisse al Ministro della Giustizia per reclamare l'imputazione di colpa dal Prefetto di polizia, sostenendo che la sua lettera di raccomandazione non era stata che un debole aiuto a X... per disertare, mentre il passaporto consegnato dalla Prefettura di polizia gli era stato di ben maggiore utilità .»

Liberato dopo undici mesi, subisce l'«internamento amministrativo» nel campo di Maisons-Laffitte (Seine-et-Oise) dove il governo di Daladier internava «le persone suscettibili di nuocere alla Difesa Nazionale». Dopo l'evacuazione del campo avvenuta il 10 maggio 1940, fugge in bicicletta verso Issoudun dove si rifuggia presso l'abitazione di Pierre Valentine Berthier, dove vi giunge il 18 giugno. In seguito, sempre in bicicletta, raggiunge Parigi prima della chiusura della linea di demarcazione tra nord (sotto occupazione nazista) e sud della Francia, dove si ricongiunge alla sua compagna. Il suo fascicolo per aiuto alla diserzione viene riaperto, e per sfuggire ad un nuovo arresto, sottoscrive un assunzione per un anno come lavoratore volontario in Germania. Recatosi a Berlino, viene condannato dal tribunale correzionale a 6 mesi di prigione (coperti dalla sua detenzione alla Santé) per «incitamento alla disobbedienza».

Al suo ritorno in Francia, ed in seguito ad un bombardamento che coinvolge anche il suo domicilio di Billancourt, viene alloggiato nella terza circoscrizione di Parigi, 11 Cité Dupetit-Thouars dove il suo alloggio sarebbe presto servito da luogo di riunione e da nascondiglio per numerosi compagni anarchici:

«Provvidenza dei militanti di estrema sinistra, dei clandestini e degli illegali, Fernand Planche viveva in un appartamento così oscuro che le lampade dovevano ardere tutto il giorno... Poiché era abituato a discutere molto prima della notte con i compagni che si recavano al suo domicilio, lui e la sua compagna si alzavano verso le 11 e andavano a dormire quando molti si svegliavano. Ad ogni pasto, degli scrocconi si invitavano d'autorità » [5].

Dopo la guerra Planche lavora come rappresentante in coltelleria e partecipa alla ricostruzione della Fédération anarchiste (FA). Collabora al Libertaire, a volte firmandosi col nome di Fernand Granier, a L'Unique [6] di Emile Armand e a Pensée et Action [7] di Hem Day. Planche scrive diverse opere biografiche edite presso SLIM, facendo ristampare L'unico e la sua proprietà  di Max Stirner per cui scrive la prefazione e presta il suo sostegno al gruppo "Gli Amici di Volin" per la pubblicazione de La Rivoluzione sconosciuta.

Sempre durante quest'epoca nel suo appartamento della III circoscrizione: «al terzo piano colmo all'inverosimile di libri di cui alcune pile si elevavano sino al soffitto, mentre la Geografia universale di Reclus occupava con i suoi venti e più volumi, tutta la parte superiore della credenza della sala da pranzo. Era rimasto lo stesso: la prigione, la persecuzione, l'esilio, non lo avevano cambiato. In compenso Laure aveva sopportato meno i rigori della guerra» [8].

Nel 1950 parte con la sua compagna verso la Nuova Caledonia con l'intenzione di fondare un piccolo mattonificio. Fallito il tentativo a causa di problemi con i macchinari, la sua compagna Laure, che era uscita molto provata dalla guerra, aveva dato segni di squilibrio e viene internata presso l'ospedale psichiatrico dell'isola Nou dove muore. Fernand Planche riprende allora il suo mestiere di arrotino e orologiaio a Nouméa, da dove peraltro collabora al giornale di Louis Lecoin e Louis Louvet Défense de l’Homme. Inoltre pubblica per tre anni un piccolo giornale ciclostilato, La Raison [9] sottotitolato «Organo dell'associazione dei Liberi pensatori della Nuoca Caledonia e dipendenze» e trasmette alla radio alcuni dibattiti su Louise Michel, la Comune e l'anarchismo.

In seguito acquista un terreno con l'intento di mettere in piedi una fattoria, ma il progetto fallisce a causa a causa dei continui litigi con gli autoctoni. Si dà  allora prima alla pesca di conchiglie, prima di trovare impiego come sorvegliante notturno. Sino al suo decesso, avvenuto a Nouméa il 19 aprile 1974,[10] invierà  ogni anno al compagno ungherese François Szücs, a Budapest, un sacchetto di conchiglie nella speranza di poterne ricavare un pò di soldi.

Note[modifica]

  1. Il lavoro di molitore consisteva nel molare dei cristalli su delle mole poste sulla Durolle, piccolo fiume che scorre attraverso Thiers
  2. Limoges, 1929-1939
  3. Boulogne-Billancourt, 45 numeri dal 13 ottobre 1934 al 13 dicembre 1935
  4. Parigi-Nîmes, 1934-1939
  5. cf. P. V. Berthier in Plume d'oie
  6. Orléans, 1945-1956
  7. Bruxelles, 1945-1952
  8. cfr. P. V. Berthier
  9. Nouméa, 39 numeri da febbraio 1954 a marzo 1957
  10. Viene investito da un automobile mentre circolava in bicicletta

Opere[modifica]

  • Durolle (Ed. SLIM, 1948, 216 p.).
  • La vie ardente et intrépide de Louise Michel (Ed. SLIM, 1946, 250 p.).
  • Kropotkine (in collaborazione con Jean Delphy e incisioni di J. Lebedeff, Ed. SLIM, 1948, 200 p.).

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]