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Federica Montseny

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Federica Montseny
Federica Montseny (Madrid, 12 febbraio 1905 - Tolosa, 14 gennaio 1994), è stata un'anarchica spagnola divenuta Ministro della sanità  durante la rivoluzione spagnola del 1936.

Biografia[modifica]

Federica Montseny nasce il 12 febbraio 1905 a Madrid, figlia degli anarchici catalani Joan Montseny (detto Federico Urales) e Teresa Mañé (detta Soledad Gustavo), entrambi fondatori de «La Revista Blanca» nel 1898.

Militanza anarco-sindacalista[modifica]

Federica Montseny insieme a Eusebio Carbó Carbó e Margarita Gironella (sua compagna)

Federica milita molto giovane negli ambienti libertari, distinguendosi, a soli 16 anni, con la stesura di un breve romanzo dal titolo Horas Trágicas (Ore tragiche). È immediatamente attiva nella CNT; con il padre e la madre si impegna anche nella nuova gestione de «La Revista Blanca», ma anche in «Solidaridad Obrera» e in alcune pubblicazioni mensili come La Novela Ideal (Il Romanzo Ideale) e La Novela Libre (Il Romanzo Libero): brevi romanzi di propaganda libertaria, in cui affronta argomenti inerenti l'antimilitarismo, l'amore libero e tutte le problematiche sociali inerenti allo sfruttamento sociale.

Nel 1930 l'anarco-sindacalista Germinal Esgleas diviene il suo compagno, da cui avrà  tre figli: Vida (1933), Germinal (1938) e Blanca (1942).

La rivoluzione e l'operato nel governo[modifica]

Nel 1936, è presente nel comitato regionale della CNT e nel comitato peninsulare della Federazione Anarchica Iberica, collaborando alla stesura di un programma comunista anarchico. Dopo lo scoppio della rivoluzione nel luglio del '36, Federica partecipa alle lotte contro i golpisti di Francisco Franco. Il 4 novembre 1936, la CNT, seppur tra tante polemiche, ottiene 4 ministeri nel nuovo governo presieduto da Largo Caballero: Juan Garcia Oliver alla giustizia, Juan Peiro all'industria, Juan Lopez Sanchez al commercio) e, appunto, Federica Montseny alla sanità .

In qualità  di Ministro della Sanità  (rimarrà  in carica sino al maggio 1937, quando gli anarchici usciranno dal governo…) presenta, tra l'ostracismo del resto del parlamento, numerose proposte di legge: l'istituzione di luoghi d'accoglienza per l'infanzia abbandonata, normative per liberare le donne dalla schiavitù della prostituzione, inserimento sociale per le persone dotate di handicap e soprattutto la legalizzazione dell'aborto. Nessuna delle sue proposte di legge, a causa dell'opposizione degli altri Ministri sarà  attuata. Il suo operato fu osteggiato anche dagli anarchici de Los Amigos de Durruti.

Esilio[modifica]

Alla fine della rivoluzione è costretta all'esilio in Francia. Insieme al suo compagno Germinal, continuano a sostenere l'anarchismo, conoscendo anche le carceri francesi. Una volta libera, Federica riprende la lotta, in Francia, a Tolosa.

Il 21 ottobre 1941, sempre in Francia, Federica Montseny, che é incinta di sua figlia Blanca, è arrestata dalla polizia di Vichy e imprigionata a Périgueux (Dordogne) ed in seguito trasferita a Limoges (qui vi troverà  Largo Caballero). Successivamente processata riesce ad evitare l’estradizione in Spagna. Pur sempre posta sotto stretta sorveglianza, dirige riviste come CNT y Espoir e partecipa a conferenze in molte parti del mondo, tra cui anche in Italia.

Dopo la fine del franchismo scelse di rientrare, nel 1977, in Spagna, dove continuò il suo attivismo in favore della CNT.

Il 14 gennaio 1994 Federica Montseny muore a Tolosa. Al di là  delle controversie sulla sua partecipazione al governo rivoluzionario, Federica è stata una grande figura del movimento anarchico mondiale.

Opere[modifica]

  • La mujer, problema del hombre (1932).
  • Anselmo Lorenzo (1938).
  • Cien días de la vida de una mujer (1949).
  • El éxodo. Pasión y muerte de españoles en el exilio (1969).
  • Crónicas de la CNT (1974).
  • El anarquismo (1974).
  • El éxodo anarquista (1977).
  • Cuatro mujeres (1978).Producciones Editoriales.
  • Mis primeros cuarenta años. Ed. Plaza & Janés, 1987.

Bibliografia[modifica]

  • ALCALDE, C. Federica Montseny. Barcelona, Ed. Vergara, 1983.
  • LOZANO, Irene. Federica Montseny. Una anarquista en el poder. Madrid, Espasa, 2004.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]