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Federazione Rivoluzionaria Armena

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I tre fondatori dell'ARF, da sinistra a destra: Zorian, Mikaelian e Zavarian.

La Federazione Rivoluzionaria Armena (ARF) [1] è un’organizzazione rivoluzionaria socialista fondata nel 1890. Inizialmente essa aveva una buona preponderanza anarchica, non a caso il membro del'ARF più conosciuto fu il comunista anarchico Alexander Atabekian.

Attualmente é un partito ancora attivo ed è membro dell'Internazionale Socialista.

Origini della Federazione Rivoluzionaria Armena (ARF)[modifica]

«Non puoi immaginare quanta tranquillità mi reca in questo momento la profonda amicizia di un generosissimo compagno. Egli è immigrato da Constantinopoli e rischia costantemente non solo la libertà ma anche la sua vita ed è uno di quei ribelli misconosciuti. Nonostante egli sia un libertario concorde con le nostre posizioni, lavora con la Federazione Rivoluzionaria Armena a causa della debolezza dei libertari ad Est. Non è qui per perdere tempo. E' un calzolaio e lavora dalle 4 del mattino alle 9 di sera per pochi soldi. Non vuole rimanere qui a lungo perché ha una personalità determinata e volitiva. La sua dedizione per la lotta è ancora una volta ammirevole. Lavora in pessime condizioni per guadagnarsi pochi centesimi» (Lettera di Alexander Atabekian a Jacques Gross da Sofia, 16-28 Novembre 1896. IISG Amsterdam).

La Federazione Rivoluzionaria Armena si costituì a Tbilisi (attuale Georgia) nel 1890. Inizialmente era un organismo che raggruppava essenzialmente da anarchici, socialisti e nazionalisti di sinistra. I fondatori principali dell'ARF erano tre, uno di questi fu il socialista Khristaphor Mikaelyan, che propugnava idee affini a quelle di Bakunin essendo a favore dell'azione diretta e dell' autogestione. Mikaelyan era considerato il personaggio di maggior spicco per i suoi lavori teorici e l'assidua militanza politica. Come Alexander Atabekian, anarchico armeno, ed altri libertari di Istanbul, pure Khristaphor Mikaelyan soggiornò in Bulgaria, dove vi morì mentre era intento a preparare un attentato esplosivo contro il sultano Abdulhamid II in Yildiz. Gli altri due uomini che parteciparono alla creazione dell'organizzazione furono il populista Stepan Zorian e il bakunista Simon Zavarian.

L'ARF aprì una biblioteca, denominata Droshak (letteralmente "Bandiera"), in cui trovarono uno spazio importante e ben visibile i saggi di Kropotkin, fra i quali Lo Spirito della Rivolta e Appello alla gioventù, tutti stampati in armeno. La Federazione Rivoluzionaria Armena agiva sia sul piano politico che su quello militare; fra le azioni militari è da ricordare quella di una squadra di 50 miliziani armati ed inquadrati che marciarono per dar l'assalto alla sede del governo nel 1894. In seguito assaltarono pure la Banca Ottomana per ritorsione contro i pogrom [2] a danno della gente armena. Per un'intera giornata si susseguirono scontri, violente sparatorie ed arresti. Ciò che colpì particolarmente fu la meticolosa preparazione e la disciplina militare con cui i miliziani dell'ARF si muovevano sul campo, frutto quindi di una efficiente organizzazione e una buona disponibilità di mezzi.

Grazie all'ARF tutto il mondo poté conoscere la "questione armena" sottoposta al violento autoritarismo dell'Impero Ottomano. Gli intellettuali turchi furono molto colpiti dalle rivendicazioni degli armeni e per questo costituirono il "movimento dei giovani turchi", appellandosi a tutti i popoli dell'Impero Ottomano ed incitando alla lotta contro il dispotico regime [3].

Rinvigoriti da questa solidarietà internazionale, un gruppo anarchico di 14 persone di diversa nazionalità, alcuni dei quali provenienti dall'ARF, iniziò ad essere attivo ad Istanbul [4]. Durante i lavori della II Internazionale (1896), la Federazione Anarchica Armena inviò una dichiarazione in cui si accusavano molti Stati europei di complicità nel massacro degli armeni, annunciando anche «l'alba della rivoluzione sociale» ad Oriente:

«Atabekian inviò una dichiarazione intitolata ‘Ai socialisti rivoluzionari e libertari’ firmata come Libertari Armeni al Congresso Internazionale di Londra (18 Luglio, 1896). La stessa si trova in ‘Der Sosyalist' (September 26, 1896)». [5].

Attualità della Federazione Rivoluzionaria Armena[modifica]

Dopo l'indipendenza armena del 1990, l'ARF divenne una forza di opposizione al "Movimento Nazionale Panarmeno" di Levon Ter-Petrossian, presidente dell'Armenia dal 1991 al 1998. Nel 1994 l'ARF fu messa al bando da Ter-Petrossian, con l'accusa di essere un'organizzazione terrorista ed imponendo l'arresto dei suo leaders.

Quando nel 1998 Robert Kocharian esautorò Ter-Petrossian, la Federazione Rivoluzionaria Armena divenne nuovamente una formazione legale. Come molte organizzazioni nate rivoluzionarie, alla fine l'ARF subì una deriva parlamentarista: si presentò alle elezioni del 1999 (8% dei voti e 8 deputati eletti), del 2003 (l'11,4% dei voti, grazie al quale entrò nel governo nazionale, insieme al Partito Repubblicano Armeno, conservatori, e a Norma di Legge, centristi) e a quelle del 2007 (13,6% dei voti e 5 deputati in più).

Attualmente é membro dell'Internazionale socialista.

Note[modifica]

  1. Nonostante l'ARF non sia mai stata un'organizzazione anarchica, si è ritenuto opportuno comunque catalogarla come tale in quanto, quantomeno in origine, la presenza degli anarchica fu notevole ed influente.
  2. Pogrom è un termine storico di derivazione russa (Погром, che in Italiano significa letteralmente "distruzione") con cui vengono indicate le sommosse popolari antisemite, e i conseguenti massacri e saccheggi, avvenute in Russia al tempo degli Zar, tra il 1881 e il 1921, con il consenso e l'appoggio delle autorità. Il termine ha poi assunto il valore di massacro di una minoranza [e talvolta non minoranza NdR] in generale .
  3. Yuriy Asatovic Petrosyan, JonTurkler, Istanbul 1974
  4. Sukru Hanioglu, Abdullah Cevdet
  5. M. Nettlau, Anarchisten und Syndikalisten Band V, 482

Bibliografia[modifica]

  • George Woodcock, Ivan Avakumović, The anarchist prince,
  • George Woodcock, Ivan Avakumović, Peter Kropotkin, Montréal , Black Rose Books , 1990.
  • Dimitri Sergius Von Mohrenschildt, Toward a United States of Russia : plans and projects of federal reconstruction of Russia in the 19. centuryRutherford , Fairleigh Dickinson Univ. Pr. , 1981.
  • George Woodcock, Anarchism, Peterborough, Ont. Orchard Park , 2004.
  • David Shub Lenin: a biography Harmondsworth, Middlesex, Penguin, edizioni 1966 e 1976

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

Categoria:Organizzazioni anarchiche Categoria:Politica Categoria:Anarchismo in Armenia