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Félix Vallotton

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Felix Vallotton, autoritratto
Félix Vallotton (Losanna, 28 dicembre 1865 – Parigi, 29 dicembre 1925) è stato un disegnatore di stampa, silografo, pittore, critico d'arte e romanziere svizzero vicino agli ambienti anarchici.

Biografia[modifica]

Nato a Losanna nel 1865, a diaciasette anni si trasferirà  a Parigi per perfezionare la sua tecnica pittorica. Si iscrive all'Accademia Julian dove è presto notato da Jules Lefèvre e Gustave Boulanger. Superà  il concorso per entrare alla Scuola di Belle Arti, dove è ricevuto tra i primi nel marzo del 1883. Copia le opere dei grandi maestri al Louvre, si appassiona per il ritratto. Dopo tre anni di difficoltà  finanziarie, espone al Salon des Artistes français nel 1885. Fa ritorno periodicamente in Svizzera dove dipinge paesaggi.

A partire dal 1891 si interessa alla xilografia grazie a Charles Maurin (che lo avvicinerà  pure all'anarchismo) e realizza delle acqueforti che avranno un successo internazionale apparendo su La Revue blanche, Le Mercure de France o la celebre L'Assiette au Beurre di Parigi che ospitavano spesso artisti, scrittori e critici libertari, e anche su riviste all'estero come Chap Book di Chicago, Jugend di Monaco e Scribner di New York. In molte delle sue opere di questo periodo mostra chiaramente le sue simpatie anarchiche e denuncia la violenza della civiltà  borghese.

Il suo gusto senza sofisticazioni di arte naif, si basa sulla semplificazione delle forme e l'eliminazione delle sfumature come nella pittura dei cosiddetti nabis di cui entrerà  a far parte nel 1897. Le sue tele sono a volte realiste, ritraggono spesso la bruttezza e il ridicolo dell'umanità . I suoi nudi sono di un erotismo glaciale e sembrano a volte anticipare Magritte o Balthus, alcune scene invece rimandano all'intimismo tipico dei nabis come Vuillard o Bonnard.

Nel 1900, si fa naturalizzare francese. Esporrà  durante il primo decennio del XX secolo in molte manifestazioni importanti in europa, Svizzera, Austria, Germania, Russia. Nel 1914 vorrebbe arruolarsi ma è rifiutato per via della sua età . Durante la guerra dipingerà  delle tele molto colorate rifacendosi all'estetica futurista per sottolineare la violenza dei combattimenti. Nel 1916 pubblicherà  una raccolta di sei incisioni a proprie spese intitolata C’est la guerre! che testimonia della sua rabbia e rifiuto di fronte a quell'avvenimento ritenuto assurdo e iniquo.

Si ammala verso il 1924 ma continua a dipingere e esporre ancora finché nel novembre 1925 deve farsi ricoverare all'ospedale per un intervento operatorio che non riuscirà  a superare.

Voci correlate[modifica]