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Evaristo Viñuales Larroy

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Evaristo Viñuales Larroy
Evaristo Viñuales Larroy (Lagunarrota, 22 giugno 1913 - Alicante, 1 aprile 1939) è stato un maestro ed anarchico spagnolo.

Biografia[modifica]

Viñuales nacque in una famiglia molto devota e acculturata: il padre e la zia, Evaristo Viñuales Escartín e Gregoria, erano maestri alla Escuela Normal di Huesca. Alla morte precoce del padre, sopraggiunta il 15 agosto 1928 all'età  di 45 anni, il giovane Evaristo portò a termine i suoi esami per diventare, seguendo la tradizione di famiglia, maestro[1]. Suoi compagni di studi furono, tra gli altri, gli anarchici Francisco Ponzán Vidal e Miguel Chueca Cuartero[2], tutti allievi del maestro Ramon Acín[3].

Nel 1931, con la proclamazione della Seconda repubblica spagnola, aderì alla Confederación Nacional del Trabajo. Per la sua attività  sindacale e libertaria venne arrestato diverse volte: nel febbraio del 1932, nell'aprile del 1933 in occasione dello sciopero generale, nel novembre dello stesso anno, fino al 1934, quando venne condannato a due anni di carcere ad Alcalà  de Henares. Dopo le elezioni del 1936 Viñuales Larroy venne rilasciato con la condizionale e tornò subito all'opera fondando, assieme ai compagni Eusebio Carbó e Jaime Balius Mir, il settimanale di teoria libertaria "Más Lejos". Tra i collaboratori della rivista figurarono José Peirats, Federica Montseny, Amparo Poch y Gascón, Alexander Schapiro, Emma Goldman e Jaime Balius[1].

A dicembre Viñuales Larroy prese parte al II Consiglio Regionale di Difesa d'Aragona in qualità  di consigliere all'Informazione e Propaganda: in questa veste aiutò peraltro Félix Carrasquer Launet a fondare la ‘’Scuola dei Militanti Libertari d’Aragona’’ (‘’Escuela de Militantes Libertarios de Aragón’’). Nel luglio del 1937, come Segretario dal Comitato Regionale dei Gruppi anarchici d’Aragona, prese parte all’incontro peninsulare della Federazione Anarchica Iberica. A questo periodo risalgono le sue collaborazioni con i giornali libertari "Cultura y Acción", "Titán" e "Nuevo Aragón".

La distruzione delle collettivizzazioni operata sistematicamente dalle truppe staliniste comandate da Enrique Líster spinse Viñuales e il suo compagno e amico Máximo Franco Cavero ad aggregarsi alla 127° Brigata mista, l’ex-Colonna Roja y Negra. Nominato capitano, combattè nella colonna fino all’ultimo. Quando fu chiara la sconfitta, con i franchisti che recuperavano terreno e il fronte repubblicano in preda all’autodistruzione, Evaristo e Cavero decisero che non sarebbero comunque finiti nelle mani dei nazionalisti.

I due amici si suicidarono il 1 aprile 1939, sparandosi mentre si stringevano la mano. La loro fine è tutt’oggi considerata un estremo gesto di opposizione alla barbarie franchista.

La compagna di Evaristo Viñuales Larroy, Lorenza Sarsa Hernández, riuscì ad attraversare i Pirenei assieme alla loro figlioletta, Zeïka Sonia (nata il 22 novembre del ’38). La Gestapo riuscì comunque a catturarle, e vennero liberate anni dopo dall’intervento del gruppo di resistenza di Ponzán Vidal[2].

Note[modifica]

  1. 1.0 1.1 R. Mateo Otal, Evaristo Viñuales Larroy and Lorenza Sarsa Hernandez. Two Huesca schoolteachers' tale of love and revolution, da "CNT", n° 375 - 376 /febbraio - marzo 2011)
  2. 2.0 2.1 El maestro anarquista y anarcosindicalista Evaristo Viñuales Larroy. Biografía, dal blog El Miliciano - S.O.V. CNT-AIT Chiclana de la Frontera (Cádiz)
  3. E. Viñuales Larroy,Acín, pedagogo, da "Nuevo Aragón", 9 marzo 1937