Still working to recover. Please don't edit quite yet.

Estetica

From Anarchopedia
Jump to: navigation, search
STUB 2.png
Questa voce è in corso di lavorazione e quindi è incompleta, se puoi migliorala adesso. Te ne sarà grata tutta la comunità di Anarchopedia.
Herbert Read, poeta anarcico e studioso di estetica

L'estetica è la disciplina filosofica che si occupa della conoscenza del bello naturale e artistico, ovvero del giudizio di gusto.

La parola aesthetica ha origine dalla parola greca aisthesis che significa sensazione e dalla parola aisthanomai che significa percezione mediata dal senso. Originariamente l'estetica infatti non è una parte a sé stante della filosofia, ma semplicemente l'aspetto della conoscenza che riguarda l'uso dei sensi.

Il termine fu coniato nel 1735 dal filosofo tedesco Alexander Gottlieb Baumgarten nella sua tesi di laurea intitolata "Meditazioni filosofiche su argomenti concernenti la poesia", successivamente scrisse Aesthetica in latino nel 1750.

Estetica anarchica[modifica]

L’anarchismo ha sempre diretto il proprio interesse all'arte come scelta di vita, come esperienza autentica e originale dell'individuo, nel senso più ampio e liberatorio possibile. Esso punta quindi ad un'estetica che, come si evince dalla sua radice greca "aistésis = sensazione, sentimento", sia legata al "sentire" ed alle sue molteplici forme.

In questo differisce da altri movimenti politici e sociali (come socialismo, comunismo, ma anche fascismo), che hanno utilizzato l’arte come forma di propaganda, pur negli intenti di critica radicale della società .

«In questo contesto, l’arte non è più concepita come il naturale retaggio di miti e tradizioni dogmatiche, incarnati nelle opere di questo o quell’artista, ma assume l’aspetto di un’esperienza creativa, diritto inalienabile dell’uomo. … Il momento artistico e’ parte della vita e, proprio per questo, deve avere una dimensione sociale e politica. E’ qui implicita la condanna contro ogni forma di dogmatismo estetico e culturale, creatore di un’arte aristocratica e privilegiata, un’arte da salotto, nata dal potere e per il potere.» (Andrè Reszler, L’estetica anarchica (Da Bakunin, Wagner, Wilde, Proudhon, a Sorel, Marcuse, Dubuffet, Cage) – Sugarco, 1975[1]

Note[modifica]

  1. Fonte tratta sulla quarta di copertina

Bibliografia[modifica]

  • Eva Civolani, La sovversione estetica, Arte e pensiero libertario tra Ottocento e Novecento, Milano, Elèuthera, 2000
  • AA.VV., Jean Vigo. Zero in condotta, Nautilus, Torino, 1994
  • Enrico Baj, Che cos'è la patafisica, L’Affranchi, Salorino [Svizzera], 1994
  • Pino Bertelli, Jean Vigo, La Fiaccola, Ragusa, 1995
  • Alberto Ciampi, Futuristi e anarchici, quali rapporti?, Archivio Famiglia Berneri,Pistoia, 1989
  • Pietro Ferrua, Appunti sul cinema nero americano, TraccEdizioni, Piombino, 1987
  • Herbert Read, Arte e alienazione, Mazzotta, Milano
  • Arturo Schwarz, Anarchia e creatività , La Salamandra, Milano, 1981
  • Edgar Wind, Arte e anarchia, Adelphi, Milano, 1980
  • Andrè Reszler, L’estetica anarchica (Da Bakunin, Wagner, Wilde, Proudhon, a Sorel, Marcuse, Dubuffet, Cage), Sugarco, 1975

Voci correlate[modifica]