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Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

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Bandiera dell'EZLN
L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale o EZLN, è un’organizzazione politico-militare comparsa nel 1994 nello Stato messicano del Chiapas, e il cui comando, composto essenzialmente da autoctoni, porta il nome di Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comitato Genrale (CCRI-CG) dell’EZLN.

La teoria e la pratica zapatista è assimilabile a quella di altri movimenti, come quello dei Sem-terra in Brasile, dei Piqueteros in Argentina ecc., tutti comunque legati ad un discorso e ad un lavoro definito “contro culturale”, che in Spagna alcuni hanno identificato come il risultato del lavoro svolto dalla cosiddetta "generazione Z"[1], il quale rifiuta la ricerca del potere istituzionale. L’EZLN prende il nome dal rivoluzionario messicano Emiliano Zapata, e i membri si considerano come i suoi eredi nella secolare lotta di resistenza indigena contro l’imperialismo[2]. Il portavoce dell'EZLN è il carismatico Subcomandante Marcos.

La lotta dell’EZLN, di cui si può seguire l’evoluzione attraverso le sue 6 Dichiarazioni Politiche ("Dichiarazioni della Selva Lacandona"), si riassume in tre espressioni minimali che vanno dal locale al globale:

  1. Difesa dei diritti collettivi e individuali storicamente negati agli autoctoni messicani;
  2. La costruzione di un nuovo modello di nazione che includa la democrazia, la libertà  e la giustizia come principi fondamentali di un nuovo modo di fare politica, e:
  3. Sviluppo di una rete di resistenza e di rivolta altermondista in nome dell’umanità  e contro il neo-liberismo.

In ogni caso gli zapatisti rifiutano l’utilizzazione dei mezzi concessi dallo Stato messicano, quali petizioni, la soluzione parlamentarista, la ricerca di contatti con le istituzioni ecc.. Affermano che questi mezzi per gli indigeni non hanno alcun senso di utilizzazione, per questo le loro rivendicazioni sono riassumibili nello slogan: Ya basta! ("Adesso basta!" , "È già  abbastanza!"). In alcune occasioni i suoi rappresentanti hanno visitato Città  del Messico, pubblicamente e senza armi, dando vita a imponenti manifestazioni e a conferenze stampa che hanno attratto l'attenzione di giornalisti di tutto il mondo.

Storia[modifica]

L’EZLN si costituì formalmente il 17 novembre 1983 per merito di alcuni vecchi militanti appartenenti a diversi gruppi politici di varie ideologie: alcuni fautori della resistenza armata, altri del pacifismo e altri ancora del maoismo [3]; tutti comunque accomunati dall’essere stati emarginati dal governo nazionale. L’EZLN irruppe nella scena pubblica nazionale e internazionale, dopo la firma del trattato di libero commercio tra Messico, USA e Canada[4]. Più avanti gli zapatisti dichiararono che quello era il loro modo di dire «ancora siamo qui», nel bel mezzo della globalizzazione.

I rivoltosi, coperti da un passamontagna o comunque con il volto dissimulato in vari modi, cominciarono una sollevazione armata il 1° gennaio 1994, quando "conquistarono", i municipi di San Cristóbal de las Casas, Altamirano, Las Margaritas, Ocosingo, Oxchuc, Huixtan e Chanal, oltre a quelli di altri villaggi minori del Chiapas, sancendo, attraverso la Prima Dichiarazione della Selva Lacandona [5], la dichiarazione ufficiale di guerra al governo messicano e l’annuncio di un piano strategico per marciare verso la capitale.

Durante i combattimenti l’EZLN riuscì a catturare l’ex governatore del Chiapas, il generale Absalon Castellanos Dominguez; mentre le ostilità  proseguivano nei dintorni di san Cristobal, il vescovo Samuel Ruiz emise un comunicato invitando alla tregua e alla fine delle ostilità , ma nonostante ciò l’esercito federale massacrò senza pietà  numerosi civili nel mercato di Ocosingo. Il giorno seguente l'esercito federale iniziò una spietata caccia contro gli insorti zapatisti, i quali furono costretti a fuggire dai centri urbani conquistati. Comunque vi furono manifestazioni enormi da parte della società  civile, che chiedeva a entrambe le parti un cessate il fuoco, schierandosi però più dalla parte dell'EZLN. Dopo dodici giorni di combattimenti il presidente Carlos Salinas de Gortari, al suo ultimo anno di mandato, ha accettato la proposta dell'EZLN di un dialogo con la mediazione della diocesi di San Cristòbal.

Il dialogo con il governo si dilungò per un periodo di tre anni e terminò con la firma degli Accordi di San Andrés, secondo i quali il governo messicano si sarebbe impegnato a modificare la costituzione nazionale per ottenere alcuni elementari diritti per il pueblo indigeno, tra i quali l'autonomia indigena. Una commissione di deputati di diversi partiti politici, chiamata COCOPA, modificò drasticamente l’iniziativa di legge in favore dell'EZLN. L'allora presidente messicano, Ernesto Zedillo, nonostante avesse promesso che il Congresso avrebbe deciso se approvarla o no, non permise di inviare l'iniziativa tal quale alla camera dei deputati. Affermando che erano stati violati gli accordi di negoziazione, l'EZLN si ritirò nuovamente nelle montagne e a questo punto Zedillo decise di aumentare la presenza militare in Chiapas per evitare che si estendesse la zona di influenza dell'EZLN. Una tregua non ufficiale accompagnò il silenzio dell'EZLN durante i seguenti tre anni, gli ultimi del mandato di Zedillo.

Dopo la fine del dialogo furono lanciate numerose accuse contro l’esercito messicano e i gruppi paramilitari colpevoli delle persecuzioni subite dagli autoctoni zapatisti. Una di queste fu il “massacro di Acteal”, in cui 45 persone furono assassinate, mentre assistevano alla messa, da un gruppo paramilitare agli ordini del Partito Rivoluzionario Istituzionale (Partido Revolucionario Institucional). I motivi e le identità  degli assassini furono ben chiari dall’inizio, i colpevoli furono senza alcun dubbio l’esercito e i governi locale e nazionale.

Il 5 dicembre del 2000, il nuovo Presidente del Messico, Vicente Fox Quesada, inviò la cosiddetta legge COPOCA al Congresso Messicano tale e quale a come era stata promessa durante la sua campagna elettorale. Dopo aver compreso le critiche e le modifiche proposte da alcuni congressisti, il Subcomandante Marcos e il suo gruppo accorsero, disarmati, alla capitale per dirigersi verso il Congresso e appoggiare le modifiche della costituzione. Dopo una lunga marcia attraverso sette stati messicani, durante il quale ricevettero numerosi attestati di solidarietà  da parte della popolazione e molto attenzione da parte dei media (essendo questi spiati dai membri della Polizia Federale Preventiva), i rappresentanti indigeni neozapatisti (attraverso il loro portavoce Marcos) parlarono al congresso nel marzo del 2001, in una sessione molto controversa alla quale decisero di non partecipare la maggioranza dei deputati del Partito di Azione Nazionale (Partido Acción Nacional de México), il partito del Presidente Fox.

Un cartello sull'autostrada federale 307, in Chiapas: «Questo è un territorio zapatista in rivolta. Qui comanda il popolo e il governo obbedisce»

Poco tempo dopo che l’EZLN ritornò nel Chiapas, il Congresso approvò una versione distinta della COCOPA che escludeva la clausola dell’autonomia, affermando che venivano in questo modo contraddetti alcuni principi costituzionali (proprietà  privata e voto segreto per esempio). Questo fu bollato dagli autoctoni come un tradimento, dichiarazione che venne fuori dopo che l’EZLN e altri gruppi politici, come il Congresso Nazionale Indigeno, si riunirono in assemblea 10 giorni dopo (con la partecipazione di delegati dell’EZLN) nella cittadina di Nurio (Michoacan). Queste modifiche costituzionali tuttavia necessitavano della maggioranza del congresso Statale per essere approvati. Molti gruppi politici e indigeni presentarono reclamo tanto in favore quanto in opposizione alle modifiche, che però furono effettivamente approvate il 14 agosto 2001.

Dopo questi fatti fu presentato un reclamo di anticostituzionalità  contro questa misura intrapresa, che si sarebbe dovuta risolvere alla Corte Suprema di Giustizia. Questa, il 6 settembre 2002, emise un comunicato in cui affermava la sua impossibilità  a prendere qualsiasi decisione per quella che non era una legge (come erroneamente veniva chiamata) ma una modifica della costituzione operata dal Congresso, poiché ciò avrebbe significato un'invasione della sovranità  del medesimo.

I comunicati emessi dal Subcomandante Marcos nel 2004 trattavano sia dei successi che dei fallimenti del movimento, oltre a dimostrare che il vocero(portavoce) zapatista non era affatto scomparso o morto come si mormorava. Essi annunciarono i successi ottenuti dalle Juntas de buengobierno (giunte di buongoverno), formate da rappresentati dei municipi con la supervisione dell'EZLN e ratificate nell'agosto 2003 [6], oltre al compimento di tutti gli sforzi possibili per ridurre al minimo la violenza tra esercito e EZLN. Notevoli gli sforzi per favorire la partecipazione delle donne alla vita politica e culturale non solo, benché affermino che lungo il cammino intrapreso l’incontro è già  una realtà . [7]

Inoltre l'EZLN, attraverso i suoi comunicati, ha reiterato la sua opposizione a quello che è ritenuto un movimento mondiale portatore di un'economia globalizzata neoliberale, affermando che la privatizzazione delle industrie pubblica favorisce lo sfruttamento dei popoli. La guerra contro il terrore degli USA è d'altronde una risultante di queste politiche.

Dopo l'assassinio dello zapatista Galeano, ucciso il 2 maggio 2014 da un gruppo di paramilitari nella comunità  zapatista di La Realidad, il Subcomandante Marcos, durante l'omaggio reso alla vittima il 25 maggio del 2014, ha annunciato durante il suo ultimo discorso che da quel momento avrebbe cessato di esistere come personaggio pubblico perché «Marcos, il personaggio, non era più necessario. La nuova tappa della lotta zapatista era pronta».[8] Aggiungendo che «è nostra convinzione e la nostra pratica che per rivelarsi e lottare non sono necessari né leader né capi, né messia né salvatori; per lottare c’è bisogno solo di un po’ di vergogna, una certa dignità  e molta organizzazione, il resto o serve al collettivo o non serve».[8]

«...alle 2:10 il Subcomandante Insurgente Marcos scende per sempre dal palco, si spengono le luci e dopo si ascolta un’onda di applausi degli aderenti alla La Sexta, seguita da un’onda più grande di applausi delle basi d’appoggio zapatiste, miliziani e insurgentes. Alcuni minuti dopo, si ascolta la voce in off di quello che fu il Subcomandante zapatista: “Buone albe, compañeros, compañeros y compañeroas, io mi chiamo Galeano, Subcomandante Insurgente Galeano, mi hanno detto che quando sarei tornato a nascere lo avrei fatto in collettivo»[8]

Controversie[modifica]

Il 12 ottobre 2002 (anniversario della “scoperta” dell’America) il Subcomandante Marcos scrisse una lettera ad àngel Luis Lara (alias el Ruso) nella quale definì il giudice spagnolo Baltasar Garzón «un pagliaccio grottesco», per aver ritenuto infondate le accuse contro il tiranno Pinochet riguardo a possibili violazioni dei diritti umani contro cittadini spagnoli; Marcos bollò inoltre il giudice spagnolo come un “campione” di provocazioni fasciste per aver sciolto e dichiarato fuori legge il Partito Indipendentista basco Batasuna. Nella sua appassionata lettera, il vocero dell’EZLN proferì una serie di accuse al re spagnolo Juan Carlos I e all’allora al capo del governo José María Aznar.

Dopo la pubblicazione di questa lettera da parte della stampa messicana, avvenuta il 25 novembre, Marcos e Garzon si confrontarono aspramente su molte questioni attraverso la stampa internazionale, mediante la quale Garzon invitò Marcos ad un confronto pubblico. Marcos provocatoriamente pose le sue condizioni per il dibattito: se avesse perso il confronto avrebbe rivelato la sua identità , in caso contrario il giudice spagnolo avrebbe dovuto sostenere pubblicamente la causa dell’EZLN.

Quest’"incidente" causò una gran dibattito interno al movimento zapatista. Molti non erano contenti che il Subcomandante Marcos dedicasse il suo tempo a cause lontane da quella indigena; altri erano del parere che il tono usato da Marcos fosse improprio, visto la “carica” che esso assumeva all’interno dell’EZLN; altri ancora interpretarono i suoi scritti come un appoggio alle strategie dell’ETA (anche se egli era stato abbastanza esplicito nel criticare determinate strategie). Molti altri, infine, furono soddisfatti che venisse pubblicamente rivelata la natura autoritaria e occulta del giudice Baltasar Garzón. A questo punto finalmente il giudice spagnolo si sentì in dovere di non proseguire la sfida dialettica.

Nel febbraio 2003, Marcos scrisse un’altra lettera, questa volta indirizzata ai congressisti del Partido de la Revolución Democrática, accusandoli di voler approvare una versione modificata e ingannevole della legge COCOPA, che era stata scritta e proposta appositamente per l’EZLN. Questa lettera e le risposte che seguirono crearono una distanza ancor maggiore tra il mondo istituzionale e quello rappresentato dagli zapatisti dell’EZLN.

I comunicati di Marcos durante il resto dell’anno ricevettero molta meno attenzione. Indipendentemente delle critiche alla classe politica, egli continuò a relazionare sui lavori in corso nelle zone d'influenza dell'EZLN, come pure i cambiamenti interni all'organizzazione zapatista.

Iniziative politiche[modifica]

Assemblea zapatista

Dopo il dicembre 1994, gli zapatisti hanno formato dei municipi autonomi (Juntas de Buen Gobierno) e indipendenti dal governo messicano. Nell’agosto del 2003, questi municipi si sono evoluti in governi locali, applicando programmi di produzione alimentari e sviluppando sistemi di istruzione e salute pubblica, sostenute anche da organizzazioni non governative. Successivamente sono state create altre Juntas de Buen Gobierno, formate da rappresentanti dei comuni autonomi, sotto il controllo e la direzione dell’EZLN. Queste “giunte” sono state create sulla base dello slogan «comandare obbedendo». Il governo messicano tollera la loro esistenza, benché attentino a ciò che considerano monopolio dello Stato, come l'incasso delle tasse o la sicurezza.

Nei suoi ultimi comunicati, la Comandancia General dell’EZLN ha segnalato lo sviluppo di un processo di separazione tra l’attività  politico-civile e l’attività  militare. Si evidenzia la diminuzione del controllo dell’esercito zapatista sulle assemblee delle Juntas de Buen Gobierno e il rafforzamento degli aspetti socio-politici del movimento zapatista, rappresentato dalla Fronte Zapatista di Liberazione Nazionale, a discapito del braccio militare del movimento, rappresentato dall??EZLN.

Questione democratiche[modifica]

L’EZLN è un movimento insurrezionale eterogeneo. Le etnie presenti sono varie: tzotzil, tzeltal, chol, tojolabal, zoque e mam. Al suo interno esistono svariate ideologie politiche (anarchismo, marxismo-leninismo, castrismo ecc.), nessuna delle quali è effettivamente dominante, tutte sono comunque volte alla risoluzione di problemi di democrazia e libertà  del Messico.

Come forma di principio nell'EZLN non esistono discriminazioni ideologiche, etniche o sessiste. Però prima dell’insurrezione zapatista le donne erano assai poco rispettate in Chiapas, ma durante i combattimenti di Ocosingo esse si distinsero particolarmente tanto da guadagnarsi il rispetto degli uomini. Quando poi, nel marzo 1993, il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno si riunì in pubblica assemblea, la “compagna Susanna” lesse le richieste delle donne indigene, divenuto poi una sorta di manifesto femminista indigeno, furono abbattuti definitavamente tutti gli steccati che discriminavano le donne.

Le decisioni vengono prese sempre dalla comunità , mediante pubbliche assemblee in cui vige il principio della democrazia diretta, successivamente alle quali viene stabilito chi è l’incaricato atto allo risoluzione del problema o a rappresentarne la comunità . Gran parte delle discussioni si concentrano quindi sulla natura del problema e non su chi debba risolverlo, su questo le comunità  zapatiste hanno solo l'imbarazzo della scelta, se il “delegato” non soddisfa la comunità  viene immediatamente sostituito con un altro.

Internazionalismo[modifica]

Dopo i suoi primi comunicati pubblici l’EZLN si è rivolta principalmente ai popoli e governi di tutto il mondo, producendo a lungo termine un fruttuoso dialogo internazionale. Collegata a quest’attività  ha svolto un attivo lavoro internazionalista sfociato nella realizzazione del Primer Encuentro por la Humanidad y Contra el Neoliberalismo (Primo Incontra per l’Umanità  e Contro il Neoliberismo) in Chiapas e il secondo in Europa. La Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona [9] stabilisce la necessità  di instaurare più rapporti di mutuo rispetto ed appoggio con «persone ed organizzazioni che resistono e lottano contro il neoliberismo e per l'umanità », determinando successivamente la nascita della cosiddetta Commissione Intergalattica dell’EZLN, guidata dal Tenente Colonnello Insurgente Moisés. Dal 30 dicembre 2006 al 2 gennaio 2007 si è svolto il primo incontro dei Popoli Zapatisti con i Popoli del Mondo.

Nel mese di agosto 2013 gli zapatisti hanno organizzato la prima "scuola zapatista", aperta a persone di tutto il mondo per diffondere la loro visione della società  e mostrare il funzionamento delle comunità . [10]

La otra campaña (L'Altra Campagna)[modifica]

Nel giugno 2005 l’EZLN lancia una nuova iniziativa mediante la Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona [11], dove chiama all’appello vari settori politici, fino alle singole individualità , per l’organizzazione di un movimento nazionale che cerchi la ristrutturazione delle relazioni sociali, programmare un "Programma Nazionale di Lotta" e creare una nuova costituzione politica per tutta la repubblica messicana, in cui si tengano in considerazione tutte le aspirazioni del popolo messicano. In base a questa dichiarazione, l'EZLN si impegna ad affiancare a tutte le sue attività  precedenti quella che verrà  definita, successivamente, dallo stesso Subcomandante Marcos, l'Altra Campagna. Quest’organizzazione si rivolge ed ascolta tutto il popolo messicano, sia quelli che sono organizzati e sia quelli che non lo sono, tutti coloro che genericamente si definiscono di “sinistra” e cercano di cambiare le strutture sociali della società  messicana, purché si attengano ad alcuni saldi principi: l’anticapitalismo, l’orizzontalità , l'equità  e molti altri valori che si definiranno nel corso del cammino zapatista.

Come parte dell'Altra Campagna, il Delegato Zero (altro nome con cui si fa chiamare il Subcomandante Marcos), comincia nel gennaio 2006 una marcia lungo tutto il territorio messicano. Questa marcia arriva nella capitale messicana con l’intento di celebrare, i giorni 3 e 4 maggio, un altro primo Maggio, attraverso cui denunciare le discriminazioni subite in Messico dai lavoratori\lavoratrici transessuali, omosessuali, lesbiche e dai fautori dell'amore libero. Durante questi giorni giunge la notizia che a Texcoco la polizia locale ha cercato di espellere i venditori di fiori dal mercato Belisario Domínguez. Gli abitanti di San Salvador di Atenco decidono di sostenere solidaristicamente la protesta di Texcoco. Comincia un giorno di violenza che determina due morti (Javier Cortés Santiago e Alexis Benhumea), molti feriti, un’innumerevole numero di azioni violente contro le donne, oltre a centinaia di arresti e desaparecidos. In seguito a questi avvenimenti l’EZLN dichiara lo stato d’allerta totale.

Note[modifica]

  1. Machín, Juan. Hoy, ¿Generación se escribe con Z? (Oggi, generazione si scrive con la Z?), rivista Generación Z. Cultura Joven, A.C., 1998
  2. È per questo motivo che l'EZLN preferisce l'appellattivo di zapatisti piuttosto che "neo-zapatisti", proprio per evidenziare la continuità  con il passato e con la secolare resistenza degli indigeni messicani
  3. Maoismo.net
  4. Questo trattato è conosciuto come NAFTA (North American Free Trade Agreement) e in spagnolo come TLC (Tractado de Libre Comercio)
  5. Prima dichiarazione della Selva Lacandona
  6. Il caposaldo dei principi zapatisti è mandar obedeciendo (comandare obbedendo) e che nei territori sotto il controllo zapatista «manda el pueblo y el gobierno obedece» (comanda il popolo e il governo obbedisce)
  7. La traduzione della frase sottolineata in grassetto andrebbe ricontrollata. La frase originale è: Sus esfuerzos en lo que se refiere a aumentar la participación de las mujeres en la política y la cultura no tanto, aunque afirman que se encuentran en camino de que esto sea una realidad.
  8. 8.0 8.1 8.2 Tra la luce e l’ombra. Ultime parole del Subcomandante Marcos prima di cessare di esistere
  9. Sesta dichiarazione della Selva Lacandona
  10. A scuola dall'EZLN
  11. Sesta dichiarazione della Selva Lacandona

Bibliografia[modifica]

  • Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, Aguascalientes 1996. Messaggi del primo incontro intercontinentale per l'umanità  e contro il neoliberismo, Edizioni della Battaglia, 1996
  • Jaime Avilés - Gianni Minà , Marcos e l'insurrezione zapatista, Sperling & Kupfer, 1997
  • F. Lippi, EZLN. Documenti e comunicati dal Chiapas insorto (dal 15 agosto 1994 al 29 settembre 1995), BFS edizioni, 1997
  • Jérôme Baschet, La scintilla zapatista, Eleuthera, 2004
  • Gustavo Esteva, Elogio dello Zapatismo. Il testo della Sesta e altri documenti, Lucca Libri, 2005

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]