Still working to recover. Please don't edit quite yet.

Ernesto Screpanti

From Anarchopedia
Jump to: navigation, search

Ernesto Screpanti (Roma, 1948-) è un professore di Economia Politica e studioso del marxismo.

La vita e il pensiero[modifica]

Ernesto Screpanti è nato a Roma nel 1948 ed è professore di Economia Politica all’Università  degli studi di Siena. Ha svolto ricerca nell’ambito del programma scientifico “ripensare il marxismo”, lavorando da una parte al tentativo di adeguare l’analisi marxista alla realtà  del capitalismo contemporaneo, dall’altra a quello di liberare Karl Marx di ogni residuo di metafisica hegeliana, etica kantiana e determinismo economico.

Ha elaborato una teoria generale del capitalismo per la quale l’istituzione fondamentale di questo modo di produzione non è la proprietà  privata dei mezzi di produzione, bensì il contratto di lavoro, inteso come istituzione che genera il rapporto d’autorità  con cui il capitalista sottomette e sfrutta il lavoratore. Il capitalismo può assumere diverse forme, tutte accomunate da quella istituzione fondamentale, ma che si distinguono in relazione ai modi in cui sono combinati diversi regimi di proprietà  e diverse strutture di governo dell’accumulazione.

Nell’analisi dinamica, Screpanti ha criticato le cosiddette « leggi di movimento dell’accumulazione capitalistica », sia per le loro implicazioni di filosofia deterministica della storia sia per i limiti analitici di alcune assunzioni su cui sono fondate. Ha proposto una visione dell’accumulazione come di un processo evolutivo di tipo ciclico che accoppia fattori di periodicità  lunga e breve, entrambi i quali sono determinati dalla dinamica del conflitto di classe e della distribuzione del reddito.

Nell'analisi più concreta del capitalismo contemporaneo, Screpanti ha elaborato la teoria dell'« imperialismo globale », la quale definisce un sistema di governo mondiale dell’accumulazione che non può essere compreso sulla base delle teorie tradizionali dell’imperialismo. Le contraddizioni imperialistiche fondamentali sono quelle tra metropoli e periferie dell’economa globale, non quelle tra stati imperiali. Non esiste un centro imperiale dominante, piuttosto esiste una pluralità  di soggetti governativi e non governativi, nazionali e internazionali, pubblici e privati che contribuiscono al governo dell’accumulazione su scala mondiale cooperando competitivamente.

Per la teoria del comunismo Screpanti ha proposto una rilettura del pensiero di Karl Marx ed Friedrich Engels quali teorici libertari. La libertà  è definita come reale capacità  di scelta dei soggetti individuali. In un approccio che si richiama a Gramsci, ma che è arricchito con l'apporto della teoria contemporanea della libertà  di scelta, questa è vista come determinabile nei termini degli insiemi d’opportunità  a disposizione degli individui. Nel capitalismo la libertà  di scelta è distribuita in modo fortemente diseguale, essendo pressoché nulla quella di cui godono i lavoratori nel processo produttivo e massima quella di cui godono i capitalisti; bassissima quella di cui godono gli strati sociali poveri nella sfera del consumo e alta quella di cui godono le classi privilegiate. Il comunismo è visto come un processo conflittuale di trasformazione storica in cui le classi oppresse e sfruttate lottano per la redistribuzione della libertà .

Scritti[modifica]

  • Marx e il contratto di lavoro. Dall'astrazione naturale alla sussunzione formale, Pistoia, Petite Plaisance, 2009
  • L'angelo della liberazione nel tumulto dei Ciompi. Firenze, giugno-agosto 1378, Siena, Protagon Editori Toscani, 2008.
  • Comunismo libertario: Marx Engels e l’economia politica della liberazione, Roma, Manifestolibri, 2007.
  • Taxation, Social Goods, and the Distribution of Freedom in «Metroeconomica», 2006
  • Capitalismo. Forme e trasformazione, Milano, Punto Rosso, 2006.
  • Un mondo peggiore è possibile. Sei perle dalla triste scienza, Roma, Odradek, 2006.
  • Profilo di storia del pensiero economico. Dalle origini a Keynes (con Stefano Zamagni), Roma, Carocci, 2004.
  • Profilo di storia del pensiero economico. Gli sviluppi contemporanei, (con Stefano Zamagni), Roma, Carocci, 2004.
  • Value and Exploitation: A Counterfactual Approach in «Review of Political Economy», n. 1, 2003
  • The Fundamental Institutions of Capitalism, Routledge, Londra, 2001
  • Wages, Employment and Militancy: A Simple Model and Some Empirical Tests in «Review of Radical Political Economics», 2000
  • The Postmodern Crisis in Economics and the Revolution against Modernism in «Rethinking Marxism», 2000
  • Banks, Increasing Risk, and the Endogenous Money supply in «Economic Notes», vol. 26, n. 3, 1997
  • Epistemic Relativism, the Postmodern Turn in Economics, and the History of Economic Thought in “History of Economic Ideas”, vol. 2, 1995
  • Sraffa after Marx: a New Interpretationin «Review of Political Economy», vol V, n.1, 1993
  • Monetary Dynamics, Speculation, and the Term Structure of Interest Rates in «Economic Notes», n.2, 1989
  • Long Cycles in Strike Activity: an Empirical Investigation in «British Journal of Industrial Relations», XXV, n.1, 1987
  • Long Economic Cycles and Recurring Proletarian Insurgencies in «Review of the F.Braudel Center», New York State University, VII, n.3, 1984

Voci correlate[modifica]