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Eresia

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Rappresentazione del massacro degli Hussiti
Il termine eresia (dal verbo αἱρέω: hairèo, «afferrare», «prendere» ma anche «scegliere» o «eleggere»), nasce per catalogare uno o più movimenti discostanti dalla dottrina comunemente accettata di una determinata religione. Quindi “eretico” è colui che sceglie discostarsi da una religione di partenza o dalla variante più accettata della stessa.

Il termine ha assunto anche un significato che va al di là  dell'ambito propriamente religioso, stando ad indicare un'opinione o una dottrina filosofica, politica, scientifica o artistica in disaccordo con quelle normalmente accettate dal sistema di valori dominante.

Tipologie[modifica]

Le eresie possono essere di vario tipo, e possono discostare in modo più o meno grande, dalla religione di riferimento. Anche se non è sempre così, principalmente possiamo dire che le eresie si dividono in due tipi: pratica e teoria.

  • L'eresia pratica è quella che si distacca disinteressatamente dalla religione di riferimento, non interessandosi dei problemi filosofici, spesso viene paragonata (ed a volte coincide) con l'Ateismo. Spesso era la forma di eresia più taciturna, infatti non molti avevano il coraggio di dichiararsi tali o comunque esporre i proprio pensieri liberamente.
  • L'eresia teorica è invece, quella forma di eresia che si pone volontariamente, problemi di natura teologica, filosofica ed etica. Spesso, nel Medioevo, era considerata la forma più pericolosa di eresia, poiché cercava di cambiare o di sostituire, la religione corrente, ristrutturando la gerarchia religiosa o cambiando dogmi ed insegnamenti che stanno alla base della stessa.

Ovviamente il termine eresia è soggettivo, nel senso che è funzione del pensiero dominante e gli eretici molto spesso tendono a non definirsi tali ma piuttosto coloro che danno l'interpretazione corretta (ortodossa dal loro punto di vista) di una determinata dottrina.

Cenni storici[modifica]

La neutralità  originaria dell'eresia[modifica]

Prima che si diffondesse la religione cristiana e musulmana, le eresie erano considerate “neutrali”. Gli eretici, erano si considerati “estranei” o "diversi" dalla società , ma comunque non c'era nessun tipo di persecuzione nei confronti di chi decideva di allontanarsi o distaccarsi ideologicamente da una religione.

Nella religione cristiana, la neutralità  delle eresie, viene a mancare dal nuovo testamento in poi, poiché il termine assunse una connotazione dispregiativa e si comincerà  a condannare ed a perseguire chi si dichiarava eretico o veniva denunciato come tale. L'esempio più chiaro di persecuzione contro gli eretici, ci viene dato dalle varie forme di inquisizione, che per secoli si susseguirono torturando ed uccidendo, migliaia e migliaia di eretici o presunti tali. I processi non erano pubblici ed erano basati solamente sulla tortura, infatti non importava essere colpevoli od innocenti, poiché alla fine si ammettevano sempre delle colpe per non essere torturati ulteriormente.

Eresia nel cristianesimo[modifica]

Sin dalla sua origine, la religione cristiana fu attraversata da una serie di osservazioni sull'interpretazione del messaggio di Gesù Cristo non del tutto allineate o addirittura discordanti con l'interpretazione data dalle caste religiose. Comunque mai nessuna eresia ebbe mai il coraggio di negare l'esistenza di dio. I pochi intellettuali che si professavano atei erano del tutto estranei al cristianesimo. Una volta accettato il battesimo, era impensabile ragionare come se dio non esistesse. Era proibito professare una fede diversa da quella cristiana, figuriamoci non professare alcuna fede.

I primi eretici furono Appolonio di Tiana e di Efeso (entrambi vissuti nel primo secolo d.c), mentre il primo movimento eretico fu lo gnosticismo (II-IV secolo d.c). Esso si colloca in un contesto principalmente cristiano, anche se recenti scoperte dimostrerebbero che emerse in epoca ellenistico-romana (II e III secolo d. C.) e sarebbe risalente al mazdeismo iraniano (IV secolo a. C)[1]. Per gli gnostici è solo la conoscenza (dal greco γνῶσις, gnôsis ) e non la fede o le opere. Lo gnosticismo rifiuta le norme legali e l'organizzazione strutturata della Chiesa. La prima eresia più importante fu l' Arianesimo, diffusasi a partire dal 3° secolo dopo cristo. Essa prende il nome dal presbitero di (Alessandria), Ario, il quale contribuì solo parzialmente allo sviluppo teologico di questo pensiero. Secondo Ario, Gesù non era un unica cosa con dio, quindi negava completamente la natura divina di Gesù stesso. Questa idea per la chiesa fu un affronto vero e proprio, considerando che tentava di distruggere uno dei “dogmi portanti” della religione cristiana. La principale preoccupazione di Ario era di negare che così potessero coesistere due dei oppure che non si scivolasse nel “moralismo”, la dottrina che affermava che le persone della trinità  non erano altro che “modi” di essere e di agire dell'unico dio. A questa dottrina aderirono sopratutto le popolazioni barbare, e la chiesa dovette istituire il Consiglio di Nicea (325 d.c) per porvi fine.

Dopo tutta una serie di "eresie minori" (Pelagiani, Nestorianesimo, Monofisismo, Iconoclastia, Patarini,[2] ecc.), fu il Catarismo a caratterizzare il basso medioevo, diffondendosi in tutta Europa tra il XII e XIV secolo.[3] Come il nome suggerisce il Catarismo (o purismo) prende il nome dal popolo dei catari. Il Catarismo fu aspramente contrastato dalla chiesa medioevale, poiché si presentava come la pura essenza della cristianità . Il principale motivo per cui questo movimento ebbe molti problemi con la chiesa cattolica, fu quello di professare la pura spiritualità , lasciando perdere tutte le ricchezze che la chiesa aveva accumulato sino a quel tempo, infatti i propri valori erano: povertà , umiltà  e carità . Nel 1208, Innocenzio III, impartì una crociata contro i catari, che culmino nel 1244, con il rogo di circa 200 catari, determinando la fine del movimento del Catarismo.

Adamiti che ballano nudi in strada

Nel basso Medioevo, a partire dalla fine XII secolo, prese origine la corrente valdese del cristianesimo, un movimento pauperistico costituito da contadini e povera gente. Scomunicato nel 1184, precedette il movimento guidato da San Francesco d'Assisi. Dopo la morte del fraticello d'Assisi (1226), i suoi seguaci si disputarono la sua eredità  spirituale scatenando una lotta interna al movimento francescano tra fazioni moderate[4] e radicali su quale caratteristiche avrebbe dovuto avere il francescanesimo. Tra queste ultime vi erano gli Spirituali, la cui ala sinistra era costituita dagli Apostolici di Fra Dolcino. Tra il XIII e IV secolo si svilupparono presero origine diverse eresie cristiane fortemente contestatarie, da molti definite come dottrine precursori dell'anarchismo, tra cui il bogomilismo (nato in Bulgaria nel X secolo ma diffusosi qualche secolo più avanti) e il movimento degli Hussiti. Nel XVI secolo prese vita la cosiddetta Riforma protestante, che è quell'insieme di movimenti religiosi che nel XVI secolo produssero una frattura interna alla Chiesa che diede vita alle Chiese protestanti. Le figure più importanti che emersero furono Martin Lutero e Giovanni Calvino, ma dal punto di vista rivoluzionario, quelle di maggior rilievo furono ribelli come Thomas Müntzer e Gerrard Winstanley e filosofi Giordano Bruno e Tommaso Campanella. I movimenti di maggior importanza nati dalla riforma, considerati affini in qualche modo all'anarchismo, furono alcune correnti dell'anabattismo e i Diggers. Con il periodo dell'illuminismo, le scissioni eretiche interne alla chiesa proseguirono (es. deismo), ma senza quella carica rivoluzionaria che sembravano aver assunto in passato. Qualche elemento contestario dell'ordine lo si trova tra i quaccheri, quantunque poi vi siano notevoli contraddizioni interne tra le varie correnti degli stessi. Anche nel periodo successivo non si sono sviluppate particolari forme di eresie che abbiano avuto un qualche carattere rivoluzionario [5], se si escludono i seguaci di Lev Tolstoj, che pur non essendo generalmente annoverati tra gli eretici cristiani, avevano comunque tutta una loro concezione del cristianesimo fondata sul totale rifiuto dell'autorità  e del dominio dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sugli altri animali.

««Dio non è amore, ma quanto più grande è l'amore, tanto più l'uomo manifesta Dio, e tanto più esiste veramente.»»[6]

Pur non essendo una vera e propria eresia, merita una citazione la cosiddetta Teologia della Liberazione, un'ideologia politico-teologica nata nel 1968 durante la riunione del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) di Medellín (Colombia). Questa dottrina pretende di fornire una nuova interpretazione globale del cristianesimo, visto come una prassi della liberazione e pretende essere essa stessa un'introduzione a questa prassi. Poiché, secondo questa teologia, tutta la realtà  è politica, anche la liberazione è un concetto politico e l'introduzione alla liberazione è un'introduzione all'azione politica.

Le eresie nella politica[modifica]

Vista la profonda formazione ortodossa dei vari compartimenti religiosi, le eresie danno origine ad una vera e propria idea politica ed ideologia. Infatti nella società  cristiana gli eretici, in un primo momento venivano scomunicati ed allontanati dalle città , ma poi si arrivò al punto da condannare a morte e torturane gli eretici.

Questo sistema, fu usato nel Medioevo, ad appannaggio della classe politica, poiché poteva essere usata come arma politica, o comunque si poteva basare la propria azione politica sulla caccia agli eretici. Questa “caccia”, fu molto apprezzata dal popolo, in primis perché molto religioso e quindi completamente soggetto alle decisioni della chiesa, ed in secundis perché poteva essere usata dalla politica come valvola di sfogo, infatti le tensioni in quei anni era molto alta, poiché il popolano medio era nella miseria, e spesso la religione ne era sia la causa, che la cura. La chiesa infatti era molto ricca ed aveva molti terreni, quindi ridusse al midollo il popolano medio, che però aveva come “cura” la religione, che tanto proclama la “”miseria in terra e la ricchezza in cielo”.

Eresie anarchiche[modifica]

L'anarchia, essendo un pensiero privo di una strutturazione ideologica ben definita, si presta a mille correnti e tendenze, per cui non è del tutto corretto parlare di eresie anarchiche in senso stretto giacché non esiste in tal senso un pensiero ortodosso o dominante che che dir si voglia. Ad ogni modo non si può negare che ci siano stati anarchici che hanno espresso punti di vista definibili in qualche modo anarchicamente eretici, in quanto in contrasto con certi "valori" e principi dell'anarchismo, come per esempio quando Camillo Berneri criticò l'astensionismo elettorale come dogma anarchico.[7]

Un altro personaggio che espresse pensieri anarchici eretici fu Ferdinando Tartaglia, un presbitero e teologo che aveva mescolato fra i dodici e ventiquattro anni teologia e poesia, facendone la struttura portante della sua disarticolata dottrina, che conserverà  nel marasma delle sue riflessioni per tutta la vita. Allontanato dalla Chiesa per le sue posizioni religiose e politiche, nel 1946 venne raggiunto dalla scomunica, che lui stesso definì un provvedimento giustificato poiché la sua critica alla dottrina cristiana era fondata sul completo rovesciamento delle coordinate teologiche ed una sovversione radicale dell'intera idea di dio. Tartaglia sostiene che dio, non è né dio né non dio, quindi non può esservi una morte di dio che abbandona nell'abisso, né è possibile dare senso allo spirito astratto nella cui totalità  si smarriscono i mistici entrando in intimità  col divino (Tesi per la fine del problema di dio). Stimato poeta, influenzato dallo spirito di Baruch Spinosa, negli anni del Movimento di Religione Ferdinando Tartaglia entra in contatto con il mondo libertario. Tra il 1947 e 1948 compaiono alcuni suoi scritti su Umanità  Nova, Volontà  e Gioventù Anarchica, c’è in particolare un lungo intervento intitolato Anarchismo e postanarchismo, apparso sulla “Gioventù Anarchica” di Carlo Doglio e Pier Carlo Masini, nel quale Tartaglia spinge la sua tensione al cambiamento radicale fin dentro all’anarchismo, invitando a «un’opzione decisiva di novità », capace di condurre all'abbandono di ogni attaccamento ad ogni tipo di tradizione. Per Tartaglia il parlare di una tradizione anarchica rivela una contraddizione intrinseca da oltrepassare. «Nel 1949, in modo improvviso Tartaglia comunica ad Aldo Capitini l’intenzione di ritirarsi dal Movimento di Religione, considerato alla stregua di uno strumento di lavoro iniziale e provvisorio. Comincerà  un lungo periodo di silenzio, protratto fino alla morte, anche se in realtà  inizia a considerare la possibilità  di una riconciliazione con la Chiesa, che avverrà  comunque solo nel 1987, un anno prima di morire.» [8]

Eresia nel tempo[modifica]

Eresia nella letteratura[modifica]

Eresia nelle altre religioni[modifica]

Alcune eresie sono state trasversali rispetto alle varie religioni, come per esempio Manicheismo. Religione fondata da MānÄ« a Babilonia nel 216 d.c. circa, essa è basata principalmente sul dualismo e si diffuse molto velocemente. Infatti, questa eresia arrivò molto presto a Roma, dove era vista ovviamente negativamente perché era particolarmente disposto all'accoglimento d'ogni messaggio religioso: mazdeo, cristiano, ebraico, induista e buddhista.

Islam[modifica]

Jossot, anarchico di religione sufi. Il sufismo è considerato un'eresia dell'islam

Gli eventi che hanno avuto luogo dopo la Prima Guerra Mondiale fino ai giorni nostri, hanno creato un'atmosfera nel mondo occidentale, dove l'Islam è marchiata come una religione del terrore e dove i musulmani sono generalmente etichettati come criminali e terroristi. Questo anche perché tendenzialmente si crede che gli stati musulmani siano l'Islam, e questa percezione errata, di certo va ad appannaggio di stati egemoni come gli Stati Uniti d'America, che strumentalizzano questa ignoranza spesso anche voluta.

In realtà , tutte le religioni hanno sviluppato pensieri e caste dominanti, che hanno pensato bene di reprimere tutti coloro che non si uniformavano alla loro visione religiosa. Nella religione musulmana, la questione “eresia” è difficile da affrontare ancora oggi anche se contrariamente al cristianesimo, essa non s'è mai prestata facilmente alla nascita ed allo sviluppo di dottrine non uniformate definite appunto eretiche, se si escludono alcune eccezioni come per esempio il sufismo, che nacque e crebbe sin dalle origini ai margini dell'islam.

Per i sufisti al centro di tutto c'è l'amore di dio e verso dio e tutto il creato (visione olistica del divino), rifiutando ogni gerarchia sia tra le vrie religioni che nell'ambito del sufismo stesso. Quantunque vi siano differenze anche sostanziali tra i vari ordini sufisti, per aggiungere il contatto con dio è necessario essere iniziati verso un percorso mistico anche attraverso l'alcol, l'hashish, la danza e il sesso (si leggano le poesie di Jalal al-Din Rumi, uno dei massimi poeti sufi).

Quindi il livello di tolleranza dei musulmani verso le altre religioni e le eresie islamiche cambi non solo da stato a stato, ma anche da città  a città . L'eresia sufi è stata sempre odiata e temuta in ogni tempo e luogo, in particolare dopo la rivoluzione islamica del 1979, dove i sufi subirono una dura e violenta repressione, inutilmente tesa a sradicarla definitivamente dal tessuto sociale.[9]

A causa del suo carattere libertario (per esempio nega la disparità  uomo-donna), questa visione particolare dell'islam ha affascinato molti anarchici di ogni epoca e molti di questi ne abbracciarono la fede. I più conosciuti furono Leda Rafanelli, Jossot e Hakim Bey.

Note[modifica]

  1. Mazdeismo
  2. La Pataria, o movimento dei patarini, fu un movimento sorto in seno alla Chiesa milanese medievale. I patarini lottavano contro la ricchezza e la corruzione morale delle alte cariche ecclesiastiche, in particolare degli arcivescovi di Milano.
  3. Il periodo precedente vide lo sviluppo di eresie definite genericamente pre-catare. Vedi scheda.
  4. Erano i cosiddetti conventuali, che intendevano mitigare la regola dell'ordine
  5. Qualche elemento di radicalità  lo si riscontra nei testimoni di Geova, una religione fondata nel 1870 che ha sempre rifiutato la violenza e anche una certa gerarchia. Essi furono tra i primi obiettori di coscienza italiani.
  6. Lev Tolstoj, citato in Igor Sibaldi, Cronologia, op. cit. , pp. CXIX-CXX.
  7. Astensionismo e anarchismo
  8. A-Rivista - Tra anarchia e religione
  9. In Iran, prima della rivoluzione islamica del 1979, coloro che si dichiaravano musulmani sufi erano circa 100.000; oggi, a distanza di trent’anni, sono divenuti quasi 5 milioni. (Del Sufi moderno e del nomadismo psichico )

Bibliografia[modifica]

  • A. Scarabel, Il Sufismo. Storia e dottrina, Carocci, Roma 2007
  • Giulio Pavignano, Dolcino. L'ultimo Eretico, Biella, Edizioni Ieri e Oggi, 2007.
  • Hakim Bey, Orge dei mangiatori di hashish. Ricettario esotico e spirituale, ShaKe edizioni, 2006
  • C. Mornese, G. Buratti, Eretici dimenticati. Dal Medioevo alla modernità , DeriveApprodi, 2004
  • Federico Battistutta, Trittico eretico. Sentieri interrotti del Novecento religioso, Novara, Millenia, 2004
  • Raniero Orioli (a cura di), Fra Dolcino. Nascita, vita e morte di un'eresia medievale, Milano, Jaca Book, 2004
  • Corrado Mornese, Eresia dolciniana e resistenza montanara, Derive/Approdi, 2002
  • Centro Studi Dolciniani, fra Dolcino e gli Apostolici tra eresia, rivolta e roghi, Derive/Approdi, 2000
  • Gialal ad-Din Rumi, L'Essenza del Reale. Fîhi mâ fîhi (C'è quel che c'è), traduzione dal persiano, introduzione e note di Sergio Foti, revisione di Gianpaolo Fiorentini, Torino: Libreria Editrice Psiche, 1995.
  • M. Molè, I mistici musulmani, Adelphi, Milano 1992
  • Giuseppe Schiavone, Winstanley, Bari: Dedalo, 1991.
  • Gialal ad-Din Rumi, Poesie mistiche, introduzione, traduzione, antologia critica e note di Alessandro Bausani, Milano: Rizzoli, 1980.

Citazioni[modifica]

  • «La libertà  di amare non è meno sacra della libertà  di pensare. Ciò che oggi si chiama adulterio, un tempo si chiamava eresia.» (Victor Hugo)
  • «L'eresia di un'era diventa l'ortodossia dell'era seguente.» (Helen Keller)
  • «Eretico sarà  chi accenda il rogo, non già  colei che vi brucerà  dentro!.» (William Shakespeare)
  • «Stolti del mondo son stati quelli ch’han formata la religione, gli ceremoni, la legge, la fede, la regola di vita; gli maggiori asini del mondo.» (Giordano Bruno)
  • «La fede si richiede per l’instituzione di rozzi popoli che denno esser governati, e la dimostrazione per gli contemplativi che sanno governar sé ed altri.» (Giordano Bruno)


Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]