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Elisabeth Dmitrieff

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Elisabeth Dmitrieff

Elisabeth Dmitrieff, pseudonimo di Elizaveta Lukinicna Tomanovskaja (Volok, Russia, 1 novembre 1851Mosca, ... ), fu una femminista, un'internazionalista socialista e una comunarda russa.

Biografia[modifica]

Terza figlia nata da una relazione extra-coniugale tra il proprietario terriero Luka Kušcelev e Natalia Troskevic, una suora di carità  luterana, Elizaveta può fare buoni studi a San Pietroburgo, dove la famiglia si è trasferita, e si forma politicamente leggendo gli scritti di Nikolaj Cernyševskij, di Nikolaj Dobroljubov, di Dmitrij Pisarev e frequentando i circoli radicali e socialisti russi, vicini alla Zemlja i Volja, della quale è seguace un suo fratello.

Decisa a sfuggire all'oppressione della famiglia dominata dalla brutale figura paterna, nel 1867 fa un matrimonio « bianco » con un certo colonnello Michail Tomanovskij pur di rendersi indipendente e trasferirsi all'estero: allora, infatti, una donna poteva ottenere il passaporto soltanto se sposata e con il consenso del marito. Nel 1868 raggiunge Ginevra, città , come altre svizzere, dove vi era una forte comunità  di emigrati russi, collabora al quotidiano socialista « Narodnoe Delo » (La Causa popolare) e aderisce alla I Internazionale divenendo, con Nikolaj Utin, membro della sezione russa.

Nel novembre del 1870 si trasferisce a Londra, dove diviene membro della Sezione femminile dell'Internazionale e conosce Marx che la manda a Parigi nel marzo del 1871, quando è proclamata la Comune. Qui assume lo pseudonimo di Elisabeth Dmitrieff e in aprile fonda con Nathalie Lemel l'Union des femmes. Organizza, con il commissario al lavoro Leó Frankel, laboratori tessili che offrono lavoro alle donne disoccupate le quali, riunite in cooperative, possono vendere direttamente i prodotti della loro attività .

Durante la « Settimana di sangue » combatte sulle barricate guidando un battaglione di donne a place Pigalle, dove viene ferita. La Comune è sopraffatta, lei si nasconde per sfuggire all'arresto e poi riesce a uscire da Parigi e a rifugiarsi a Ginevra.

Nell'ottobre del 1871 torna in Russia, mentre a Parigi i reazionari al potere la condannano in contumacia alla deportazione a vita. A Volok conosce Ivan Davidovskij, amministratore del marito da cui ha divorziato: lo sposa, ne ha due figlie e lo segue in Siberia quando questi viene deportato perché condannato per truffa. Nel 1900 divorzia anche dal secondo marito e si stabilisce con le figlie a Mosca. A questo punto mancano notizie sulla sua vita: chi crede che sia deceduta nel 1910, chi nel 1918.

Bibliografia[modifica]

  • Yvonne Singer-Lecocq, Rouge Elisabeth, Paris, Stock, 1977.

Voci correlate[modifica]