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Elisa Acuña

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Elisa Acuña (al centro)
Elisa Acuña (Mineral del Monte, Messico, 8 ottobre 1872 - Città  del Messico, 12 novembre 1946) è stata una maestra e propagandista anarco-femminista messicana [1].

Biografia[modifica]

María Elisa Brígida Lucía Acuña Rosete [2] nasce a Real del Monte (oggi conosciuto col nome di Mineral del Monte) l'8 ottobre 1872. Frequenta le magistrali, nel 1900 ottiene il diploma di maestra e l'anno seguente si affilia al Club Liberal "Ponciano Arriaga" fondato da Camilo Arriaga. Esponente del Centro di Direzione dello stesso, si avvicina al gruppo dei fratelli Magon. Nel 1901 partecipa al I Congresso dei Club Liberali e pubblica numerosi articoli antiporfiristi nei periodici Excélsior e El Duende di Veracruz.

Nel 1903 entra a far parte della direzione del Club Liberal Mexicano (CLM) con Juana Belén Gutiérrez de Mendoza e María del Refugio Vélez; il 23 febbraio dello stesso anno firma il Manifesto di Camilo Arriaga indirizzato alla nazione messicana e pubblicato in El Hijo del Ahuizote, in cui si chiede esplicitamente libertà  d'espressione e la libera organizzazione dei club liberali. Affiliata al Club Antirreeleccionista de México, redige numerosi articoli per l'organo di espressione di questa organizzazione. Sempre nel 1903 viene arrestata e incarcerata nella prigione di Belén (Città  del Messico), insieme ai fratelli Flores Magón, Juana Belén Gutiérrez de Mendoza, Camilo Arriaga e Juan Sarabia, e poi liberata all'inizio del 1904. Con la giornalista e scrittrice anarco-sindacalista Juana Belén Gutiérrez de Mendoza, conosciuta in carcere, pubblica il periodico socialista Fiat Lux.

Autoesiliatasi negli USA per sfuggire alla repressione, con Juana Belén Gutiérrez de Mendoza e Sara Estela Ramírez partecipa ad una serie di iniziative che si svolgono a San Antonio (Texas). Nel 1907, con la solita Juana Belén e Dolores Giménez Muro, fonda «Las Hijas de Anáhuac», un gruppo formato da circa trecento donne libertarie che esigevano mediante scioperi generali miglioramenti delle condizioni femminili nel paese. Entra a far parte della direzione del Partido Liberal Mexicano (PLM) e nel 1908 fonda, con Juana Belén Gutiérrez de Mendoza, José Edilberto Pinolo e Dolores Jiménez Muro, l'organizzazione operaista Socialismo Mexicano. Persegue nella pubblicazione del periodico Fiat Lux, nel frattempo divenuto organo della Sociedad Mutualista de Mujeres. Dopo il fallimento della ribellione patrocinata dal Círculo «Ponciano Arriaga» viene arrestata con altre sue compagne ( Gutiérrez de Mendoza, Jiménez Muro e Malvaes) e trattenuta nel carcere dell'isola di San Juan de Ulúa (Golfo del Messico).

Nell'aprile del 1910 partecipa all'organizzazione della Gran Convención Nacional Independiente, tenutasi a Citta del Messico, per proporre la candidatura alla Presidenza di Francisco Ignacio Madero González (non risulterà  eletto). Nel 1910 appoggia il Club Femenino Antirreeleccionista "Hijas de Cuauhtémoc", fondato da Dolores Jiménez Muro, e pubblica il periodico La Guillotina. Tra il 1911 e il 1912 collabora a Nueva Era e comincia a manifestare qualche discordanza rispetto alle idee di Ricardo Flores Magón. Nel marzo del 1911 appoggia il "Complotto di Tacubaya" organizzato da Camilo Arriaga contro Porfirio Díaz. Nello stesso anno, contro la possibile elezione di Madero, ed in favore di Emiliano Zapata, crea con Juana Belén Gutiérrez de Mendoza e Dolores Jiménez Muro, tra le altre, l'organizzazione Amigas del Pueblo, chiedendo il suffragio femminile e l'elezione provvisoria di Francisco León de la Barra.

Nel giugno del 1911 le Amigas del Pueblo sostengono una manifestazione nella colonia Santa Julia che sarà  duramente repressa dalle autorità  al prezzo di nove morti. Inoltre il gruppo, attraverso manifesti, opuscoli e articoli pubblicati su diversi periodici (La Voz de Juárez, Sinfonía, Combate, Anáhuac, ecc.), attacca duramente la dittatura di Victoriano Huerta fino alla salita al potere di àlvaro Obregón, che giungerà  nella capitale messicana il 14 agosto 1914. In questo stesso anno si schiera affianco del movimento guidato da Emiliano Zapata, viene nominata capo della propaganda nello Stato di Puebla durante le lotte contro Victoriano Huerta e funge da collegamento tra zapatisti e seguaci di Carranza. Nel 1914, con l'amica Juana Belén, edita La Reforma, primo periodico messicano destinato a rivendicare la causa dei pueblos indios.

Dopo la rivoluzione lavora nel Consejo Feminista Mexicano e nella Liga Panamericana delle Mujeres. A partire del 1920 viene destinata al Dipartimento della Stampa della Biblioteca Nacional, che nel 1932 si trasforma nell'attuale Hemeroteca Nacional. Nel 1927 dirige la VI Misión Cultural («Crociata contro l'Ignoranza") della Segreteria della Pubblica educazione, coinvolgente le comunità  indigene degli Stati di Zapatecas, Aguascalientes e San Luis Potosí, che si prefiggeva l'obiettivo di portare l'alfabetizzazione in tutte le comunità  rurali grazie alle attività  degli educatori Raquel Portugal, Jesús Camacho Arce, Albino R. López e Samuel Pérez.

Colpita da un tumore gastrico, Elisa Acuña muore il 12 novembre 1946 a Città  del Messico. Il 16 novembre 2010, in occasione del Centenario de la Revolución Mexicana, i suoi resti sono stati traslati dal "Pateón Civil de Dolores» (Città  del Messico), dove era stata sepolta, alla «Rotonda de los Hidalguenses Ilustres » di Pachuca de Soto (Hidalgo, Messico).

Note[modifica]

  1. Fonte principale
  2. Il suo nome figura transcrito in diverse maniere: Elisa Acuña Rosseti, Elisa Acuña Rossetti, Elisa Acuña y Rossetti e Elisa Acuña de Rossetti, ma lei si firmava col nome di Elisa Acuña Rosseti

Voci correlate[modifica]