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Ecopsicologia

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L'Ecopsicologia è una dottrina che relaziona psicologia ed ecologia. Essa parte dal presupposto che esiste una correlazione tra il crescente disagio esistenziale, individuale e sociale, e l'aumento del degrado ambientale, direttamente legato al processo di urbanizzazione, che ha allontanato gli esseri umani dai loro istinti naturali e primitivi.

Storia e attualità [modifica]

L'Ecopsicologia nasce nel 1989, nell'ambito di un convegno tenutosi a Berkeley (USA) e a cui partecipò un gruppo di accademici (Elan Shapiro, Alan Kanner, Mary Gómez e Robert Greenway), che si incontrarono per discutere il contributo che la psicologia poteva dare alla crisi ecologica. A questi si unì Theodore Roszak, docente dell'Università  di Hayward, California, che pubblica il primo libro di Ecopsicologia nel 1992: La voce della Terra. Nel 1996, Fritjof Capra citò Roszak e la ecopsicologia nel suo libro La Rete della Vita, provvedendo così alla sua diffusione su scala mondiale.

Attualmente, ci sono ecopsicologi sparsi in tutto il mondo, che utilizzano la Comunità  Internazionale di Ecopsicologia, con sede in Canada, come riferimento per tutte le attività . In Europa, nel 2005, è nata la Società  europea di Ecopsicologia, con sede a Neuchatel (Svizzera).

Teoria, relazioni con l'anarchismo e applicazioni pratiche[modifica]

L'ecopsicologia propone di riscattare i principi basici dell'esistenza umana e promuovere alternative finalizzate ad ottimizzare il benessere della psiche umana attraverso il suo ricongiungimento alla natura. Questa corrente della psicologia e dell'ecologismo offre quindi una diversa possibilità  per comprendere l'evolversi della dinamica tra le problematiche individuali e sociali e quelle del pianeta Terra.

Tra gli ecopsicologi, il filosofo Paul Shepard è considerato il principale pioniere. Nel suo lavoro, Nature and Madness, ha descritto le relazioni tra la psicologia umana e lo sviluppo del degrado ambientale. Le nostre radici caratteriali, che hanno a che vedere con la primordiale attività  di caccia e raccolta, sarebbero state represse a partire dall'attività  sedentaria e poi via via con l'industrializzazione e l'allontanamento dell'uomo dalla natura. Secondo Shepard per intendere uno sviluppo psicologico sano è necessario che l'uomo ritorni ad una vita immersa pienamente nella natura. Relazioni strette esistono tra il suo pensiero e l'anarco-primitivismo.

Nell'ecopsicologia si congiungono elementi dell'Ecologia profonda del norvegese Arne Naess, alla teoria dell'inconscio collettivo di Carl Gustav Jung, alla visione umanistica di Abraham Maslow e Carl Rogers, alla dimensione transpersonale in psicologia di Ken Wilber e alla trasformazione paradigmatica in atto nel mondo della scienza a partire da una visione sistemica della realtà .

La prima applicazione pratica dell'ecopsicologia è ovviamente in ambito psicologico, attraverso l'utilizzo di un contatto diretto con la natura che permetta la scarica di tensioni, il rilassamento e l'introspezione:

«La 'brutta' situazione 'in' cui mi trovo forse non riguarda soltanto un umore depresso o uno stato mentale ansioso; forse ha a che fare con il grattacelo per uffici, chiusi ermeticamente, nel quale lavoro, con il quartiere dormitorio nel quale abito, o con la superstrada sempre intasata sulla quale vado e torno fra i due luoghi.» (James Hillman, Politica della bellezza)

Un'altra applicazione è quella che permette un'efficace educazione ambientale per stimolare sensibilità  ecologica attraverso un coinvolgimento sul piano emotivo. In maniera tale che il bambino\la bambina, impari a conoscere il suo mondo interiore mentre si affaccia a quello esteriore:

«Insita nella natura umana - spiega - c'è un amore per la natura e un senso di connessione con l'ambiente, un bisogno della vicinanza di altri esseri viventi che ha le sue radici nel nostro patrimonio genetico. I nostri antenati hanno vissuto per milioni di anni mantenendo uno stretto contatto con la natura che li circondava, e rispettandone i ritmi; non è pensabile che poche migliaia di anni - in termini evolutivi, un periodo di tempo brevissimo - siano bastati a fare piazza pulita di un'esperienza tanto radicata.» (Edward Wilson, Biofilia)

Bibliografia[modifica]

  • Italo Bertolasi, L'Ecoterapia, Xenia, Milano, 2003.
  • Fritjof Capra, Ecoalfabeto, Nuovi equilibri, Viterbo, 2005.
  • Marcella Danon, Ecopsicologia, Apogeo Editore, Milano, 2006.
  • Daniel Goleman, Intelligenza ecologica, Rizzoli, Milano, 2009.
  • James Hillman, L'anima del mondo, Rizzoli, Milano, 2001.
  • Richard Louv, L'ultimo bambino dei boschi, Rizzoli, Milano 2006.
  • Edgar Morin, Anne Brigitte Kern, Terra-Patria, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1994.
  • Arne Naess, Ecosofia. Ecologia, società  e stili di vita, Red, Como 1994.
  • Rupert Sheldrake, La rinascita della natura, Corbaccio, Milano, 1993.

Voci correlate[modifica]