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Dorothy Day

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Dorothy Day
Dorothy Day (New York, 8 novembre 1897 – New York, 29 novembre 1980), è stata un'attivista cattolica pacifista impegnata nei movimenti sociali e fondatrice del Catholic Worker. È stata recentemente avviata la pratica di canonizzazione ed è definita «serva di Dio».

Biografia[modifica]

Dorothy Day nasce l'8 novembre 1897 a New York, in una famiglia dalle forti tradizioni protestanti e patriottiche. Cresce a San Francisco e Chicago, nel 1914 si iscrive all'Università  dell'Illinois grazie ad una borsa di studio. Dopo due anni abbandona gli studi, si allontana dalla religione e comincia ad interessarsi ai movimenti radicali e rivoluzionari di sinistra:

«Erano gli anni in cui fiorivano i gruppi di pressione, le azioni dirette e il radicalismo in tutti i collettivi, eccetto che in quelli cattolici [...] Condivido molti obiettivi con i socialisti e i comunisti come, per esempio, quello che afferma da ognuno secondo le sue capacità  a ognuno secondo le sue necessità .»

Pubblica vari articoli per riviste socialiste e comuniste; passa parecchi mesi al Greenwich Village, entrando in contatto con Eugene O' Neill. Nel 1918 si sposa e poi divorzia l’anno seguente. Da una relazione successiva nasce la sua prima figlia. A partire dal 1926 inizia il processo della sua conversione al cattolicesimo, che sfocia nella richiesta del battesimo per sé e per la figlia.

Nel 1933, incontrato l’uomo della sua vita, Peter Maurin, brillante intellettuale francese con cui condivide anche il sostegno al sindacato rivoluzionario dell'IWW, con cui fonda «The Catholic Worker» (Il Lavoratore Cattolico), giornale di sinistra con affinità  anarchiche ma di esplicito orientamento cristiano, e omonimo movimento in difesa dei diseredati e dei poveri. Negli anni dieci, scrive appassionatamente in difesa dei diritti delle donne, della libertà  dell'amore e del controllo delle nascite. Avvia inoltre, in pieno clima guerrafondaio degli anni '30, per delineare una nuova collocazione neutrale e pacifista che sposava la non violenza, l'amore attivo, la lotta allo sfruttamento capitalistico ed al sentimento nazionale. Si propagandava anche l'ospitalità  per gli impoveriti e i diseredati, assumendo caratteristiche assai affini con l'anarchismo:

«Forse non molti Catholic Workers si definiscono anarchici, ma il movimento, nell’insieme, presenta vari elementi che si possono considerare tali: non esiste un’istanza centrale, non c’è un organismo di riferimento, non ci sono regole né doveri, le iniziative sono prese o accettate di volta in volta da coloro che ne sono direttamente coinvolti. Il “New York Catholic Worker” nel numero di maggio comprende sempre un articolo dal titolo Aim and Means, sui mezzi e i fini del movimento». (da I compagni Catholic Workers, articolo di A-Rivista anarchica)

In seguito, Dorothy Day apre in un quartiere povero di New York la prima "casa di ospitalità ". Il movimento, con le sue case, si diffonde rapidamente in altre città  degli USA, in Canada e in Gran Bretagna: dal 1941 in poi saranno aperte decine di comunità , ognuna indipendente, ma tutte affiliate ai Catholic Workers.

Da sempre contro la guerra, Dorothy Day indice con i militanti del movimento molte manifestazioni antimilitariste, molte delle quali terminavano con il fermo poliziesco di decine di persone. Nel 1955, dopo essere stata arrestata, divide la cella con Judith Malina, attrice del “Living Theatre”, anch'ella presente alal manifestazione [1]. Dorothy Day ha sempre rifiutato l'etichetta di anarchica, dicendo che la voleva lasciare tutta ad Ammon Hennacy, e preferendo essere definita cristiana, cattolica e "personalista" o "distributista". [2] Negli anni '60 Dorothy riceve gli elogi di un leader del movimento controculturale americano, Abbie Hoffman, anche se in seguito, dopo aver abbracciato la "sinistra" cattolica, susciterà  poleniche per essersi schierata in opposizione alla rivoluzione sessuale di quel periodo, da lei ritenuta l'effetto malato di una simile rivoluzione realizzatasi negli anni venti (periodo, quello, precedente la sua conversione, durante il quale lei aveva avuto un aborto).

La sua devozione alla chiesa cattolica non l'ha mai portata a voler imporre la sua fede agli altri, nè mai sono mancate le critiche alla stessa. Dopo la vittoria del fascista Francisco Franco nella guerra civile spagnola, suscita sdegno negli ambienti cattolici americani schierandosi, in opposizione alla posizione ufficiale della gerarchia cattolica, apertamente contro la dittatura franchista; altra polemica la avrà  con il cardinale Francis Spellman, che voleva imporle la sostituzione della testata del suo giornale e che lei invece sempre rifiuterà . [1]

Dorothy Day, morta a New York il 29 novembre 1980, è stata sepolta nel Resurrection Cemetery di Staten Island, a pochi isolati da dove si trovava il suo cottage vicino al mare, ove iniziò ad interessarsi al cattolicesimo.

Dopo la morte[modifica]

Nel 1983, i Missionari Clarettiani hanno proposto la causa di canonizzazione di Dorothy Day. Molti oppositori l'hanno giudicata indegna a causa dei suoi "peccati di gioventù" (sessualità  prematrimoniale e aborto); ciononostante, il papa Giovanni Paolo II ha concesso all'arcidiocesi di New York il permesso di aprire la causa nel marzo del 2000, conferendole ufficialmente il titolo di «serva di Dio».

Il movimento dei Catholic Workers ha proseguito la sua attività  anche dopo la morte di Dorothy Day. Oggi esistono ben più di cento comunità , incluse alcune in Germania, Olanda, Irlanda, Svezia, Messico, Australia e Nuova Zelanda. Gli attivisti cattolici sono impegnati in circa cento iniziative negli USA e circa quindici nell’Europa nord-occidentale. Il «New York Catholic Worker» continua ad uscire al prezzo originale di un centesimo a copia, così come alcuni fogli analoghi pubblicati in diverse città  statunitensi: «Catholic Radical», «Catholic Agitator», l’«Open Door». In Europa i centri di Dortmund ed Amsterdam hanno propri bollettini.

Note[modifica]

  1. 1.0 1.1 La non-violenza è in cammino, cap. 3: Judith Malina ricorda Dorothy Day
  2. In La non-violenza è in cammino, cap. 3: Judith Malina ricorda Dorothy Day, l'attrice anarchica Judith Malina, che l'aveva ben conosciuta, sostiene invece che Dorothy Day non aveva remore nel definirsi anarchica. Alla domanda se Dorothy Day si definisse in questo modo lei risponde: «Si', assolutamente anarchica, e una buona anarchica anche».

Opere[modifica]

Saggi[modifica]

  • Dorothy Day, Una lunga solitudine. Autobiografia, Jaca Book, Milano, 1984.
  • Jim Forest, L'anarchica di Dio, Paoline, Cinisello Balsamo 1994;
  • W. Miller, Dorothy Day e il Catholic Worker Movement, Jaca Book, Milano 1981.
  • R. Ellsberg e T. Corner (a cura di), Con Dio e con i lavoratori. Antologia di scritti e testimonianze, Cuneo (1998).

Film[modifica]

  • Entertaining Angels: The Dorothy Day Story, 1996
  • Dorothy Day: Don't Call me a Saint, 2006 [1].

Premi e riconoscimenti[modifica]

  • 1972: Laetare Medal dell'Università  di Notre Dame;
  • 1978: Pope Paul VI Teacher of Peace Award, di Pax Christi USA;
  • 2002: inserita nella National Women's Hall of Fame.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

  • Premiato alla Marquette University, dov'è stato aperto un archivio dei suoi documenti il 29 novembre 2005