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Discriminazione

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Per il dizionario, la discriminazione è una «distinzione operata in seguito a un giudizio o ad una classificazione.». Sulla base di questo possiamo affermare che la discriminazione è un pregiudizio che impone regole restrittive verso persone, gruppi etnici, idee politiche o animali non umani generalmente senza alcun fondamento scientifico o filosofico.

Essendo una forma di violenza passiva, che talvolta si converte in aggressione fisica, la discriminazione è assolutamente rifiutata dagli anarchici.

Considerazioni generali[modifica]

La discriminazione può comportare una limitazione dei diritti a seconda dell'appartenenza al genere sessuale (sessismo), alla specie animale (specismo, antropocentrismo), alla razza (razzismo) e alla classe sociale (classismo). Fondata sul pensiero politico, filosofico o religioso, essa dà  vita ad un modello gerarchico che vede i discriminatori in posizione di privilegio rispetto ai discriminati.

Versione moderna della piramide del sistema capitalistico, che impone una discriminazione di classe.

Altre forme di discriminazione si possono innescare in base agli orientamenti sessuali, all'età , alla cittadinanza, al reddito, alle credenze religiose, alle condizioni di salute o alle opinioni politiche. Gli anarchici ovviamente rifiutano qualsiasi tipologia di discriminazione, perchè esse determinano gerarchia, dominio e sopraffazione. Come scrive Bakunin in La libertà  per gli anarchici: «Io non sono veramente libero che quando tutti gli esseri viventi che mi circondano, uomini e donne, sono ugualmente liberi», gli anarchici non possono che disprezzare ogni discriminazione in quanto negazione dell'altrui libertà  e quindi, bakuninianamente parlando, anche della propria.

Stato, gerarchia e discriminazione[modifica]

Gli anarchici sono da sempre consapevoli che entro lo Stato, sistema gerarchico per eccellenza, non può esserci uguaglianza. In conseguenza di ciò si può affermare che entro tutti gli Stati, compresi quelli che si fregiano dell'appellativo di democratici vige un sistema discriminatorio, in cui una minoranza governa mentre la maggioranza può stare solo a guardare o, al limite, può votare ogni tot anni.

Anche le teorie marxiste si fondano sulla discriminazione, poiché auspicano la dittatura del proletariato su tutte le altri classi; e poiché evidentemente non tutto il proletariato può materialmente governare, è necessario, anche questa volta, che una minoranza, l'avanguardia comunista, governi, mentre la maggioranza del popolo si faccia governare e subisca l'autorità  dello "Stato proletario"

Un sistema fondato sullo Stato e la gerarchia non può quindi non fondarsi che sulla discriminazione dei molti a vantaggio dei pochi. L'anarchismo invece auspica la libera organizzazione delle individualità  dal basso verso l'alto, in cui ognuno può effettivamente autogovernare e autogovernarsi. L'anarchia quindi si caratterizza per essere l'unico pensiero che veramente non è fondato sulla discriminazione degli individui.

False pronunce anti-discriminatorie[modifica]

La violenta (sub)cultura patriarcale (maschilista, classista e razzista) per diffondere i propri disvalori spesso si avvale anche di figure che fingono di lottare contro le discriminazioni ma in realtà  il loro obiettivo è quello di minare alle fondamenta i principi di chi realmente lotta per diffondere l'eguaglianza.

Pseudo-femminismo[modifica]

Un caso lampante è quello di Erin Pizzey, scrittrice pseudo-femminista, la quale sostiene non solo «che alcune donne vittime in passato della violenza esercitino a loro volta violenza sugli uomini», ma arriva poi a screditare il femminismo e ad attaccare le donne:

«Il movimento femminista ha molto di cui rendere conto [...] etichettando gli uomini come aggressori ha contribuito alla distruzione della vita familiare. Vedremo in futuro il movimento femminista come una tragedia [...] Le donne sono diventate schiave della propria carriera ed un'intera generazione non si sposerà  e non avrà  mai figli. Il matrimonio protegge le donne. Tutto ciò che la pillola ha ottenuto è di liberare gli uomini, perché permette loro di fare sesso occasionale. Io vidi il movimento femminista come sorellanza e famiglia, ma non lo era in realtà » [1]

È chiaro che Erin Pizzey, sostenuta da blog come Violenza-sulle-donne.blog.spot, utilizzando una fraseologia ambigua e pericolosa tende a voler colpevolizzare le donne e ad attaccare la teoria secondo cui le principali vittime del sessismo sarebbero le donne [2].

Pseudo-antirazzismo e pseudo-anticlassismo[modifica]

Lo stesso meccanismo della Pizzey è spesso adoperato dai politicanti razzisti, secondo cui bisognerebbe difendere gli italiani (nel caso specifico dell'Italia, ma il discorso può essere esteso a tutti i demagoghi opportunisti occidentali) dal presunto razzismo degli immigrati (si tratterebbe del fantomatico e inesistente "razzismo al contrario")[3]. Alla stessa maniera gli imprenditori capitalisti vengono spesso dipinti come fossero alla mercé dei lavoratori e degli operai, i quali impedirebbero ai padroni di esercitare la libertà  d'impresa, ledendo quindi i loro diritti individuali. Anche sulla base di questa falsità  i legislatori han promulgato normative classiste: es. il cosiddetto "pacchetto Treu" (legge 196/97 del governo di centro-sinistra) [4] che introduce la "flessibilità " (leggasi precarietà ) e la "riforma" Biagi (9 ottobre 2003, n. 235) [5], promulgata dal governo di centro-destra, che radicalizza le misure precedenti.

La discriminazione, di genere, di classe e razza, viene perpetrata in mille modi: Malcolm X, per esempio, definiva «negri da cortile» [6] tutti quei neri (tra cui molti pseudo-intellettuali) che in cambio delle briciole regalate loro dai bianchi tendevano a negare l'esistenza del razzismo negli USA. Molti giornalisti, politici e scrittori tendono poi a ridicolizzare o a negare la discriminazione di genere, di razza e di classe: non esisterebbe più discriminazione delle donne per via delle quote rosa, non esisterebbe più discriminazione dei non-bianchi da quando Barack Obama è stato eletto alla Presidenza degli Stati Uniti D'America, non esisterebbe più discriminazione degli immigrati perchè possono avere la cittadinanza e non esisterebbe più discriminazione di classe perché i capitalisti vanno in giro con maglioncini popolari (vedi Sergio Marchionne) e perchè a Lapo Elkann si può dare del tu.

Pseudo-antispecismo[modifica]

Spesso si è manifestato un meccanismo di mistificazione anche nei confronti del movimento e del pensiero antispecista. Basti pensare ai molti uomini "di immagine" e pensatori che, dietro a presunti atteggiamenti e impegni abolizionisti, hanno dimostrato di essere assistenzialisti, manifestando fastidio e disaccordo con le forme illegali del movimento, ma in una forma che va al di là  delle opinioni sull'attivismo[7] e che hanno speculato sul movimento a scapito dello stesso e degli attivisti; ne è un possibile esempio Gary Francione.[8][9]

Speculazione e appropriazione dell'estrema destra[modifica]

Facendo confusione tra animalismo e antispecismo, e anche separando l'aspetto prettamente pratico di quest'ultimo (come l'attivismo) e il naturale pensiero di rifiuto di ogni discriminazione e dominazione che lo caratterizza, si presenta il rischio di fraintendimenti o manifestazioni da parte di individui e movimenti appartenenti a frange tutt'altro che antispeciste, anzi spesso di chiare tendenze neofasciste, che agiscono per provocazione, tornaconto personale, politico e/o economico. Un'esempio possibile è l'associazione 100% animalisti[10], che si autoproclama animalista, apolitica e indipendente, e dichiara che l'unico scopo perseguito dall'associazione è la liberazione animale, e non importa chi vi partecipi (anche se i membri fossero fascisti[11]). L'associazione e i dirigenti e fondatori hanno spesso dimostrato una politica totalitaria, hanno attaccato e diffamato attivisti che li criticavano e hanno mostrato spesso incongruenze, alcune delle quali riassumibili in questi punti:

  • il fondatore e guida del gruppo, Paolo Mocavero, è stato militante nelle liste di estrema destra, aderendo prima nel 1999 a Destra Veneta, poi alla lista Cito, ovvero la lega d'azione del meridione[12];
  • alla pubblicazione di una nota su Facebook che criticava il modo di agire e svelava le incongruenze del gruppo, il gruppo stesso ha reagito accusanto l'autrice della nota di "essere una ladra e di speculare sugli animali"[13];
  • quando un gruppo di antispecisti, a Roma nel luglio 2009, ha contestato un presidio di 100%animalisti (sponsorizzato su Federfauna[14]), la risposta è stata l'arrivo di un gruppo di alcune teste rasate spalleggiate dalle forze dell'ordine, che hanno malmenato i contestatori durante il presidio e anche quando ormai se ne erano già  andati[15][16]; pare che in un blitz simile contro un canile, sempre nel luglio 2009 a Roma, siano stati usati dagli attivisti 100%animalisti manifesti stampati usando il formato e stile uguale a quelli di "Area Identitaria", gruppo di reduci da Forza Nuova e Fiamma Tricolore usato come cavallo di Troia con cui le destre neofasciste cercano spazi all'interno di tematiche tradizionalmente antiautoritarie quali l'ecologismo, la lotta alla globalizzazione e l'animalismo radicale[17].

Note[modifica]

  1. Tratto da Violenza-sulle-donne.blog.spot (non tragga in inganno il nome del blog, trattasi di un sito sessista)
  2. Critiche alle posizioni sessiste della Pizzey sono state sostenute da molte femministe: «Bisogna essere pazze per affermare quanto sostenuto», afferma la scrittrice e commentatrice Campbell, adesso professoressa dei Women Studies all'Università  di Newcastle. «Lei (cioé Erin Pizzey) afferma che il femminismo è pernicioso, cattivo e pericoloso. Questa posizione è irrispettosa con le donne vittime di maltrattamenti e svia l’attenzione dagli argomenti principali». Sheila Rowbotham, collega di ricerca all’Università  di Manchester oltre che femminista anche lei della prima ora, condivide il rifiuto. «Anche alle donne piace alcune volte fare sesso casuale. È ridicolo sostenere che il movimento femminista è una tragedia: è stato invece straordinariamente importante. Ella [la Pizzey] aveva un marito che lavorava nella stampa e riuscì così ad attirare su di sé l’attenzione pubblica, quando c’erano contemporaneamente numerose donne anonime che costituivano anch'esse rifugi per donne. È pericoloso gonfiare il fatto che le donne commettono violenza domestica. Così dice soltanto delle stupidaggini»
  3. Nel 2006 i neofascisti di Forza Nuova hanno provocatoriamente istituito un numero verde che dovrebbe difendere gli italiani da immaginari soprusi perpetrati ai loro danni dagli stranieri
  4. Approvato il pacchetto Treu. Legalizzato il lavoro in affitto
  5. Riforma Biagi: una vita ad interim
  6. Malcolm X, Haley Alex, Autobiografia di Malcolm X, Bur Rizzoli
  7. Vedi anche questione violenza - non violenza
  8. Gary L. Francione: An “Ethical” Tax Evader
  9. Manifesto for Radical Liberationism: Total Liberation
  10. Sito ufficiale
  11. Si legga anche l'articolo Antispecisti di destra?
  12. Il totalitarismo di Paolo Mocavero
  13. Le verità  irrompono in rete
  14. "Confederazione Europea delle Associazioni di Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali" [1]
  15. Roma - disturbato presidio "100% animalisti"
  16. Resoconto completo del presidio
  17. 100% Fascisti

Voci correlate[modifica]