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Diogene di Sinope

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Diogene di Sinope (dettaglio de La scuola degli ateniesi di Raffaello)
Diogene di Sinope, (Sinope v.-413–v.-327), è stato un filosofo greco della Scuola cinica.

Biografia[modifica]

Diogene era figlio di un banchiere di Sinope, il quale, in seguito ad un’accusa di malversazione, fu arrestato. Diogene fu costretto a rifugiarsi, da solo, ad Atene. (Secondo altre testimonianze, invece, fuggirono entrambi).

Diogene divenne il più celebre discepolo di Antistene di Atene, il fondatore della scuola cinica. Molti aneddoti testimoniano il suo disprezzo della ricchezza e delle convenzioni sociali. Secondo i racconti dell’epoca egli visse anche in una botte (testimonianza dello stesso Diogene, menzionata anche da Seneca), vestito di un semplice e grosso mantello, camminando a piedi scalzi e mendicando il cibo.

Ci sono vari aneddoti sulla sua vita: fu visto percorrere le strade di Atene in pieno giorno, con una lanterna in mano, proclamando di essere alla ricerca di un “uomo”. Quest’uomo era quello teorizzato da Platone, ossia “l’idea dell’uomo”. Diogene rifiutava l’esistenza di una «idea dell’uomo», non vedeva altri che uomini concreti.

Gli altri filosofi avevano su Diogene considerazioni diverse: per es. fu lodato da Giovenale e canzonato da Luciano di Samosata.

Ad un certo punto della sua vita decise di dirigersi verso l’isola di Égine, in battello. Racconta Diogene Laerzio:

«Navigando infatti verso Egina, fu preso dai pirati il cui capo era Scirpalo. Fu portato a Creta ed ivi esposto alla vendita. E chiedendogli l'araldo che cosa sapesse fare, Diogene rispose: "Comandare agli uomini". Fu allora che egli additò un tale di Corinto che indossava una veste pregiata di porpora, il predetto Seniade, e disse: 'Vendimi a quest'uomo: ha bisogno di un padrone'. Seniade, invero, lo compra e lo porta a Corinto. Qui gli affidò l'educazione dei figli e l'amministrazione domestica. Diogene curò l'amministrazione in ogni riguardo, in modo tale che Seniade andava in giro dicendo: "Un demone buono è venuto a casa mia".»

Successivamente Seniade, affascinato dallo spirito libero del filosofo di Sinope, gli concedette la libertà .

A Corinto incontrò Alessandro Magno, il quale, affascinato dall’idea di trovarsi faccia a faccia con il famoso filosofo, chiese se non ci fosse qualche desiderio che avrebbe potuto esaudirgli. Diogene gli rispose: «Si, che tu ti tolga dal mio sole».

Morì probabilmente di vecchiaia a Corinto, dove in seguito fu elevata in suo onore una colonna sormontata da un cane. I cani infatti per Diogene erano un esempio di come si sarebbero dovuti comportare gli uomini, visto che istntivamente sapevano chi era nemico e chi amico e non si preoccupavano dove mangiavano o dormivano.

Diogene non ha lasciato alcuno scritto e non sembra aver fondato alcuna scuola filosofica. Fu più interessato alla messa in pratica delle sue idee piuttosto che alla loro teorizzazione. Gli stoici epicteti vedevano in lui un modello di saggezza, che cerca d'affrancarsi dalle convenzioni sociali degli esseri umani per ritornare alla natura.

Il pensiero[modifica]

Diogene rifiutava la filosofia astratta di Platone, era interessato al contrario solo agli aspetti concreti della vita e ad evitare qualsiasi piacere fisico superfluo. Rifiutava le convenzioni sociali, i tabù sessuali ed i valori tradizionali come la ricchezza, il potere e la gloria. Auspicava un ritorno ad una vita semplice e naturale.

Secondo quanto riporta il sesto libro della Vita dei filosofi di Diogene Laerzio, Diogene è stata la prima persona conosciuta ad aver affermato di essere «cittadino del mondo intero», un'affermazione che poi sarà  fatta propria dagli anarchici e dagli apolidi di ogni epoca.

Citazioni[modifica]

  • [Alla domanda da dove venisse:] «Sono cittadino del mondo intero» (da Diogene Laerzio, Vita di Diogene il cinico)
  • «Preferisco avere una goccia di fortuna che una botte di saggezza».
  • «La folla è madre di tiranni».
  • «I re saggi generalmente hanno saggi consiglieri, perché l'uomo capace di distinguere un saggio deve essere saggio egli stesso».
  • «Cerco l'uomo».

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]