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David Strauss

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David Strauss
David Friederich Strauss (Ludwigsburg, 27 gennaio 1808 – Ludwigsburg, 8 febbraio 1874), filosofo, teologo e biografo tedesco, è stato uno dei più importanti esponenti della Sinistra hegeliana.

Biografia[modifica]

David Friedrich Strauss nacque a Ludwigsburg (nei pressi di Stoccarda) il 27 gennaio 1808. All'età  di 12 anni entrò in seminario, nel 1825 iniziò la frequenza delle lezioni alla Università  di Tubinga, per poi recarsi a Berlino nel 1831, con l'intento di seguire le lezioni di Hegel. La morte improvvisa di quest'ultimo lo portò a seguire le lezioni di Schleiermacher, nelle quali però non trovò grande interesse, tolte quelle sulla vita di Gesù.

Dopo aver svolto un po' d'insegnamento a Tubinga, cominciò a dedicarsi anima e corpo alla sua opera teologica più importante, La vita di Gesù o Esame critico della sua storia (Das Leben Jesu kritisch bearbeitet, 1835). Quest'opera gli costò le critiche di molti filosofi, tra cui Bruno Bauer e Friedrich Nietzsche, con cui Strauss si scontrò duramente, che di Strauss ebbe a dire: «Strauss è l'autore di un vangelo da birreria».

Le critiche ricevute dalla sua seconda opera teologica lo convinsero ad interrompere la carriera accademica, a sospendere l'attività  di teologo e a dedicarsi all'insegnamento privato e alla stesura di biografie. Nel 1864 ritornò brevemente alla teologia con la stesura di La vita di Gesù per il popolo tedesco (Leben Jesu für des deutsche Volk), che ricevette critiche meno dure delle precedenti.

Morì a Vienna il 25 settembre 1849 a causa di una grave forma di scarlattina. Per suo espresso desiderio fu sepolto senza cerimonia religiosa.

L'umanità  come unione di finito e infinito[modifica]

Strauss studiò presso la Scuola Teologica di Tubinga sulla quale l'influsso hegeliano, riguardo la critica teologica e la critica biblica, era stato forte. Nel 1835 pubblicò la Vita di Gesù, dove sostiene che il racconto evangelistico non è storia ma mito. Il Vangelo non è una cronaca di fatti scientificamente vagliati, esso ci presenta il Cristo della fede in una trasfigurazione di fatti. Il Vangelo non è storia, è mito ma non leggenda, poiché in essa non vi è significato metafisico come nel mito. L'idea dell'unità  di finito (uomo) e di infinito (Dio) è un mito Cristiano che deve trovare la sua espressione nella Filosofia, in grado di tradurre questa verità  inadeguata in forma razionale. I cristiani hanno pensato che questa unità  si realizzasse in un Individuo, il Cristo, l'uomo-Dio; e proprio qui sta ad avviso di Strauss il mito: nella credenza che l'incarnazione si fosse realizzata in un individuo storico e determinato. La realtà  è che:
L'umanità  è l'unificazione delle due nature, di infinito e finito, il Dio divenuto uomo.

Voci correlate[modifica]