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Dario Cagno

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Dario Cagno (Torino, 11 agosto 1899 - Torino, 23 dicembre 1943), anarchico e antifascista italiano.

Dario Cagno

La vita[modifica]

L'anarchico Dario Cagno nato a Torino l'11 agosto del 1899, di professione artigiano, appena quattordicenne si imbarcò a Genova su una nave mercantile; pellegrinò per vari paesi fino al rimpatrio coatto dagli Stati Uniti negli anni della prima guerra mondiale. È comunque attivo durante il ventennio.

La condanna per diserzione e l'espatrio[modifica]

Nel 1920 fu condannato a tre anni di carcere per diserzione. Scontata la pena espatriò in Francia dove entrò poi in contatto con gli ambienti dell’emigrazione antifascista. Assumette l’incarico di «corriere sovversivo» rientrando più volte in Italia fino al settembre del 1934, quando venne preso e assegnato al confine nell’isola di Ponza per tre anni e riassegnato in seguito al confinoeper altri cinque anni, a Ponza, Ventotene, Pisticci, Castel di Guido. A Ponza partecipa ad una rivolta collettiva subendo una condanna a 10 mesi di carcere.

Il ritorno a Torino[modifica]

Liberato condizionalmente nel novembre del 1942, si rende irreperibile e torna a Torino dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, dove si stabilì in via Accademia Albertina 38 e quasi subito iniziò la militanza nella Resistenza in una formazione gappista di anarcocomunisti.

Nella Torino industriale, l'attività  armata andò di pari passo con la riorganizzazione di classe attraverso la creazione di commissioni sindacali clandestine e comitati d'agitazione di fabbrica che, a partire dai grandi scioperi del marzo 1943, furono affiancati da nuclei "gappisti" impegnati in sabotaggi ed eliminazioni di aguzzini fascisti.

Successivamente, sempre nella zona di Torino, durante l'insurrezione dell'aprile 1945 alle "Ferriere Piemontesi", combatté anche il raggruppamento anarchico denominato "33° battaglione SAP "Pietro Ferrero"" e negli scontri cadde Ilio Baroni.

La Resistenza e la condanna a morte[modifica]

La prima eliminazione decisa dai gappisti torinesi fu quella del seniore della Milizia Domenico Giardina. L'azione viene fissata per il mattino del 24 ottobre del 1943. Esecutori lo stesso Garemi e Cagno. Alle 8,30 del giorno fissato, i due gappisti attesero l'ufficiale fascista nei pressi della sua abitazione, posta in una traversale di corso Vittorio: allorchè Giardina imboccò via Carlo Alberto diretto al comando della Legione, Garemi e Cagno gli scaricarono addosso le loro rivoltelle. Mentre Giardina cadeva a terra colpito mortalmente, i due gappisti si diedero alla fuga.

Il colpo era riuscito, ma la polizia si scatenò immediatamente sulle tracce dei "giustizieri". Non passarono 48 ore e i due gappisti vengono entrambi catturati. Due mesi dopo, il 23 dicembre, Garemi e Cagno furono torturati e fucilati nella caserma Monte Grappa. È questa la prima azione della Resistenza antifascista a Torino ad opera dei "Gruppi d’azione patriottica"(GAP).

Dario Cagno è ricordato con Aldo Gagnor in un'altra lapide dedicata ai dipendenti Cimat caduti per la libertà , collocata all'interno della cancellata della azienda scomparsa, in corso Trapani 95/a.

Riferimenti[modifica]

  • Asct, scheda anagrafica
  • Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese
  • "La Fiaccola Ardente", 1, n. 4, giugno 1946, p. 3
  • R. Luraghi, Il movimento operaio torinese durante la resistenza, cit., p. 121
  • T. Imperato, Anarchici a Torino, cit., p. 53 e sgg.
  • Antifascisti nel Casellario politico centrale, Roma, Anppia, Quaderno n. 5, 1990


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