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Congresso di Amsterdam (1907)

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Pierre Monatte (terzo da sinistra) e il gruppo editoriale della CGT (1906). Il dibattito sul sindacalismo tra l'anarchico francese e Malatesta fu l'aspetto maggiormente interessante del convegno.
Il congresso anarchico di Amsterdam (24-31 agosto) è stato uno dei momenti cruciali della storia dell'anarchismo e, nello specifico, dell'anarco-sindacalismo.
Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Congresso antimilitarista di Amsterdam (1904).

Il Congresso[modifica]

Il congresso anarchico internazionale di Amsterdam si svolse dal 24 agosto al 31 agosto 1907. Questo congresso raccolse i ”delegati” di 14 paesi diversi, ovvero gli esponenti di primo piano del movimento libertario dell'epoca: Errico Malatesta, Pierre Monatte, Luigi Fabbri, Benoit Broutchoux, Emma Goldman, Rudolf Rocker, Alexander Schapiro, Christian Cornélissen e altre personalità .

Temi di discussione: antimilitarismo e sindacalismo[modifica]

Durante tutta la settimana del congresso furono affrontati diversi temi: l'organizzazione anarchica, lo sviluppo del movimento, l'educazione delle masse o ancora lo sciopero generale. Uno degli argomenti maggiormente interessanti fu quello sull'antimilitarismo (il congresso antimilitarista internazionale si tenne contemporaneamente al congresso internazionale anarchico e fu il prosieguo di quello del giugno 1904), in cui si diede l'esplicita indicazione della «rivolta individuale, il rifiuto isolato o collettivo del servizio militare, la disobbedienza passiva e attiva, lo sciopero militare per la distruzione radicale degli strumenti di dominazione».

Il dibattito però si focalizzò essenzialmente sul rapporto tra anarchismo e sindacalismo: le posizioni che si fronteggiarono, su questo argomento, videro contrapposti Errico Malatesta e Pierre Monatte, che diedero vita ad un confronto ricco di spunti per tutto il movimento anarchico.

La questione sindacalista[modifica]

Monatte sosteneva che i sindacati portassero “naturalmente” all'emancipazione umana e alla rivoluzione sociale. Malatesta invece contestò vigorosamente questa visione del compagno Monatte sostenendo che i sindacati possono essere certamente un mezzo utile verso la rivoluzione ma, purtroppo, anche uno strumento di conservazione, se il sindacato diventa corporativo, ovvero se tende solo a difendere gli interessi di parte (Malatesta pone l'esempio delle Trade-Unions americane, sindacati composti da operai qualificati che osteggiavano gli operai non qualificati per difendere il loro privilegio).

La posizione di Malatesta è sinteticamente espressa in queste sue affermazioni:

«La conclusione alla quale è giunto Monatte, è che il sindacalismo è di per se stesso sufficiente come mezzo per compiere la ”rivoluzione sociale”. In altri termini, Monatte dichiara che il sindacalismo si sostiene autonomamente. Questa è, secondo me, una dottrina radicalmente falsa.»

Il confronto tra due diverse visioni del sindacalismo, sviluppatosi in questo congresso, sarà  in seguito superato dell'emergere dell'anarco-sindacalismo sintetizzato in una sorta di concezione rivoluzionaria del sindacalismo, ma sempre strettamente associato ai principi dell'anarchismo.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]