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Colonna Durruti

Da Anarcopedia.

Articolo in parte estratto da: Colonna Buenaventura Durruti

Durante la rivoluzione spagnola la resistenza popolare antifranchista si autorganizzò militarmente in unità chiamate "Colonne". Tra quelle anarchiche si distinse la Colonna Durruti, formata da 3000 militanti coordinati dalla figura carismatica di Buenaventura Durruti; altre “colonne” anarchiche furono la Colonna de Hierro, la Colonna Ascaso, la Colonna Tierra y Libertad, la Colonna Rojo y Negro e la Colonna Errico Malatesta, denominata anche "Battaglione della Morte", poi integrata nella Brigate Internazionali agli "ordini" del comandante rosso Francesco Fausto Nitti.

Indice

[modifica] Cenni all'anarchismo in Spagna e sulla rivoluzione del 1936

La bandiera anarchica rossonera, nella versione usata dalla CNT-FAI

L'organizzazione strutturale dell'anarchismo in Spagna avvenne intorno al 1850 per merito di Giuseppe Fanelli [1], mazziniano, volontario nella spedizione di Cristina Trivulzio Belgiojoso e precursore dell'anarchismo, presente inoltre durante la difesa della Repubblica Romana insieme a Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane e Giuseppe Garibaldi.

L'anarchia trovò terreno fertile in Spagna a causa delle pessime condizioni di vita dei contadini e degli operai che si avvicinarono con rapidità alle idee bakuniste e poi a quelle dell'anarco-sindacalismo, sviluppatosi soprattutto per merito della CNT [2]. Essa si formalizzò nel 1911 e in seguito, dopo la nascita della Federazione Anarchica Iberica nel 1927, molti militanti, seguendo lo schema della "cinghia di trasmissione", collaborarono con entrambe le organizzazioni, dando vita alla CNT-FAI. In tempi più recenti, nel 1931, Nestor Makhno, accortosi delle potenzialità spagnole, inviò una lettera di invito alla lotta agli anarchici spagnoli [3].

La CNT-FAI fu poi fondamentale durante gli eventi della rivoluzione spagnola del 1936.

[modifica] La rivoluzione e le "Colonne"

Buenaventura Durruti, figura leggendaria dell'anarchismo spagnola, in onore del quale la colonna che dirigeva prese il nome di "Colonna Durruti"

Tra il 16 e il 17 luglio 1936, con l'ammutinamento della guarnigione militare del Marocco, Francisco Franco, mettendosi alla guida delle forze reazionarie, iniziò il colpo di Stato militare (i franchisti conquistarono subito le Canarie, il Marocco, buona parte dell'Andalusia, la Castiglia–León, e quasi tutta la Galizia e a Saragozza). Il 18 luglio, mentre i militari golpisti proseguivano nella loro reazione conservatrice contro il recente governo del Fronte Popolare, si generò un vuoto di potere, come conseguenza della debolezza governativa (si succedettero 4 governi in un giorno), in cui si inserirono gli ambienti rivoluzionari della “sinistra” spagnola (soprattutto anarchici e trotzkysti).

Dal 19 al 23 luglio 1936, durante lo sciopero generale in risposta tanto al sollevamento militare quanto all’apatia dello Stato, molti sindacalisti e rivoluzionari assaltarono le caserme delle forze dell’ordine, impadronendosi delle armi e distribuendole alla popolazione. Generalmente la resistenza antifranchista si (auto)organizzò con la formazione di milizie (10 giorni dopo l'insurrezione franchista vi erano circa 18.000 miliziani anarchici, oltre ad un retroterra di altri 150.000 pronti alla lotta), le quali procedettero anche all'occupazione, all' espropriazione dei latifondi da ridistribuire ai contadini ed all'occupazione delle fabbriche.

L'organizzazione delle milizie era ben diversa da quella di un normale esercito, non vi erano divise e l'appartenenza all'una od all'altra formazione era indicata dal colore dei fazzoletti. L'unità più piccola era il "gruppo" formato da 10 miliziani, che aveva per rappresentante un delegato democraticamente eletto; dieci gruppi formavano una "Centuria", un numero di centurie non prefissato, ma dipendente dalle esigenze belliche delle diverse zone, costituiva una "Colonna". La Colonna era comandata da un comitato di guerra, potenzialmente rimovibile, eletto dai miliziani, che potevano contare anche su un certo numero di aggregati ex ufficiali dell'esercito, esperti di artiglieria e nell'uso degli esplosivi.

[modifica] La colonna Durruti

Il 21 luglio 1936 si costituirono a Barcellona diverse Colonne per contrastare i fascisti di Franco: Tierra y Libertad, Ascaso, Roya y Nigra e la “Durruti”. Il POUM organizzò la colonna Lenin, in cui confluirono i bordighisti italiani che avevano deciso di partecipare alla rivoluzione spagnola.

La Colonna Durruti (diverrà poi la 26a Divisione), che traeva il proprio nome da Buenaventura Durruti, uno dei dirigenti di spicco della CNT, ebbe un ruolo centrale nella rivoluzione spagnola e, a guerra oramai persa, nella drammatica Retirada fu l'ultima formazione antifascista che abbandonò la Catalogna, proteggendo così la fuga verso la Francia dei miliziani e civili antifascisti. Durante la rivoluzione cercò di liberare dai fascisti di Franco la città di Saragozza, collegamento fra la Catalogna e i Paesi Baschi e zona altamente industrializzata con, all'epoca, fabbriche di armi pesanti. Inoltre il fatto che la capitale dell'Aragona [come si vede nella carta Saragozza si trova al di là della linea antifascista, N.d.R] fosse caduta in mano ai fascisti significava per la CNT, per la rivoluzione e per l'esito della guerra un colpo tremendo. Saragozza era stata il punto di forza dell'anarchia: già la rivolta del 1933 aveva dimostrato quale potenziale si nascondesse in quella città.

Le colonne si diressero verso l'Aragona alla riconquista di Saragozza e Huesca. Fra gli italiani presenti è da ricordare Agostino Sette, militante nella Durruti e primo caduto italiano nella lotta ai fascisti di Franco.

La Durruti fu un esemplificazione dei metodi di combattimento adoperati dalle colonne anarchiche e/o della CNT: di città in città e di villaggio in villaggio la colonna si ingrossò grazie a nuovi reclutamenti fatti soprattutto tra i contadini e gli operai, arrivando così ad un numero di miliziani forse superiore a 5000, anche se le stime precise del numero dei miliziani delle colonne anarchiche fu sempre difficilmente determinabile.

Vi sono numerose fotografie che riprendono la Colonna Durruti durante le soste e poi in marcia verso Saragozza, durante la quale si divise in due formazioni: la prima si diresse a Pina, l'altra a Gelsa. Vi sono fotografie che immortalano i miliziani anarchici che scavano le trincee e poi anche quelle in cui combattono con sigaretta o pipa fra i denti.

Vittoria dopo vittoria nei paesi attraversati dalla Colonna Durruti, i miliziani compresero che non bisognava soltanto sconfiggere i franchisti ma anche porre le basi per la rivoluzione sociale, per questo invitarono i contadini ad impossessarsi delle terre e a ridistribuirle egualitariamente. Da parte loro i contadini fornirono appoggio di sussistenza e logistico ai combattenti della colonna [4]. Non di rado i miliziani della "Durruti" dovettero convincere i contadini a non unirsi a loro ma a restare nelle loro terre per mettere in atto la collettivizzazione agricola. La Durruti quindi agì non solo militarmente ma anche politicamente e socialmente, contrariamente agli stalinisti che invece ostacolarono questi progetti, ritenendo che si dovesse pensare esclusivamente alla lotta militare.

Il problema più rilevante fu la mancanza di armi, nonostante gli operai di Barcellona si fossero dati da fare per produrre con metodi artigianali munizioni ed armamenti. Si sopperiva a tale carenza, almeno in parte, con l'uso dell'esplosivo largamente impiegato dai minatori, soprattutto nelle Asturie[5]. Non a caso dopo La Ritirada le autorità francesi, consce che molti militanti antifascisti rifugiatisi in Francia erano addestrati all'utilizzo di esplosivi, provvidero a rinchiuderli in campi di massima sicurezza.

Durante l'autunno del 1936 fu chiesto a Buenaventura Durruti di spostarsi dal fronte di Aragona per andare a combattere a Madrid, dove i franchisti con l'appoggio dell'aviazione tedesca e italiana avevano sferrato un massiccio attacco per prendere la città. Nel contempo si passò alla militarizzazione delle Colonne, in senso centralizzato, con disciplina militare ordinaria. Tale processo di "normalizzazione" portò allo smembramento di una di quelle più note, la Colonna Italiana, in cui combatteva Carlo Rosselli. Buenaventura Durruti rifiutò la militarizzazione della Colonna e 15 giorni dopo morì a causa di una ferita alla schiena prodotta da una scheggia durante la difesa di Madrid. Secondo i suoi dettami la Colonna né si scompaginò né ridusse la portata del suo intervento politico-militare, fino ad arrivare ad essere l'ultima formazione antifascista ad abbandonare la Catalogna all'inizio del 1939.

[modifica] Militanti della Durruti

Simone Weil

Per quanto riguarda i militanti della Colonna Durruti, va ricordata una figura femminile di gran carisma come Simone Weil. La breve esperienza della Weil nella guerra di Spagna, che abbandonerà dopo un banale incidente (mise un piede in una pentola d'acqua bollente), nasce dalla sua vicinanza alle idee anarchiche, soprattutto per la considerazione che l'anarchia ha della libertà individuale, quasi del tutto estranes al marxismo. Diviene pertanto comprensibile la scelta della Weil di arruolarsi nella Colonna Durruti.

Un altro intellettuale di spicco che divenne miliziano nella Colonna Durruti fu Carl Einstein.

Nella Colonna Durruti, ricordiamo, combatterono gli italiani Antoine Gimenez [6] ed Agostino Sette, che sarà il primo caduto (31 luglio 1936) di nazionalità italiana nella guerra di Spagna. (Altre fonti danno come primo caduto Enrico Dal Bo , un antifascista veneto, arrivato a Melilla da poche settimane, dopo essere stato membro della sezione barcellonese della Lega italiana dei diritti dell'uomo, insieme a Bruno Sereni, Anteo Luzzatto, Giovanni Fassina, i fratelli Ornella, Lorenzo Musso e Umberto Calligaris [7], facente parte delle Brigate Internazionali).

[modifica] Bibliografia

  • Hans Enzensberger Breve estate dell'anarchia vita e morte di Buenaventura Durruti Feltrinelli
  • Abel Paz Durruti e la rivoluzione spagnola / Il rivoluzionario (19 luglio-20 novembre 1936) BFS, curato da: L. Di Lembo Traduttore: A. Chersi ISBN: 8886389515 ISBN-13: 9788886389518
  • Di Colonel Durruti, Ammazza il bastardo, tradotto da A. Bresolin, Spartaco, 2007 ISBN 8887583749
  • Abel Paz, Buenaventura Durruti: cronaca della vita, Salamandra, 1980
  • Gaston Leval[8]FrancoStalin: le collettività anarchiche spagnole nella lotta contro Franco e la reazione staliniana Istituto editoriale italiano 1952
  • Durruti 1896-1936, Milano, Zero In Condotta, 1996.
  • Anonimo, La cuoca di Durruti, Milano, Deriveapprodi, 2002.
  • Max Aub, Barcellona brucia, Roma, Editori Riuniti, 1996.
  • Hans Kaminski, Quelli di Barcellona, Milano, Mondadori, 1984.
  • George Orwell, Omaggio alla Catalogna, Milano, Mondadori, 1982.
  • Abel Paz, Spagna 1936 un anarchico nella rivoluzione, Lacaita, Manduria, 1998.
  • Abel Paz, Durruti e la rivoluzione spagnola, Pisa, Ragusa, Milano, Biblioteca F. Serantini, La Fiaccola, Zero In Condotta, 2 voll., 1999 e 2000.
  • Abel Paz, Le 30 ore di Barcellona, Carrara, Tipolito, 2002.
  • Josè Peirats, La CNT nella rivoluzione spagnola, Milano, Antistato, 1977 e 1978.
  • Carlos Semprun Maura, Libertad! Rivoluzione e controrivoluzione in Catalogna, Milano, Elèuthera, 1996.
  • Umberto Tommasini, L’anarchico triestino, Milano, Antistato, 1984.
  • M. Amoros, La revolución traicionada - La verdadera historia de Balius y Los Amigos de Durruti, Bilbao 2003.
  • Camillo Berneri, Guerra di classe in Spagna, Pistoia 1971.
  • G. Fontenis, El mensaje revolucionario de los Amigos de Durruti
  • J. Gomez Casa, Historia de la FAI, Madrid 2002.
  • F. Mintz - M. Pecina, Los Amigos de Durruti, los trosquistas y los sucesos de mayo, Madrid 1978
  • Pier Francesco Zarcone Comunisti anarchici e Amigos de Durruti nella rivoluzione spagnola, Pescara 2005
  • José Peirats, La CNT nella rivoluzione spagnola, 4 voll., Milano, Antistato, 1977
  • Carlos Semprun Maura, Libertat! Rivoluzione e controrivoluzione in Catalogna, Milano, Elèuthera, 1996
  • Mario Signorino, Il massacro di Barcellona, Milano, Fabbri, 1973
  • Buenaventura Duruti i njegovi prijatelji. S.l.: Torpedo, 1996.
  • Durruti, sa vie, sa mort / Bureau d'information et de presse. Paris: Ed. du bureau d'information et de presse, 1938.
  • The lifestyle of Buenaventura Durruti. London: Kate Sharpley Library, 1994.

[modifica] Bibliografia su rapporti fra Colonne anarchiche e poumisti da una parte e comunisti filomoscoviti dall'altra

  • The Spanish civil war. The view from the left, numero monografico della rivista «Revolutionary History», n. 4, 1991;
  • Frank Mintz, Miguel Pecina, Los amigos de Durruti, los trotsquistas y los sucesos de mayo, Madrid, Campo Abierto, 1978;
  • Pelai Pagès, Le mouvement trotskyst pendant la guerre civile d’Espagne, in «Cahiers Léon Trotsky», 1982, n. 10, pp.47-65;
  • Jean Cavignac, Les trotskystes espagnols dans la tourmente, in «Cahiers Léon Trotsky», 1982, n. 10, pp. 67-74;
  • Durgan Andy, Les trotskystes espagnols et la fondation du POUM, in «Cahiers Léon Trotsky», 1993, n. 50, pp.15-5;
  • Agustin Guillamon Iborra, G.Munis, un révolutionnaire méconnu, in «Cahiers Léon Trotsky», 1993, n. 50, pp. 85-98;
  • Virginia Gervasini, Gli insegnamenti della sconfitta della rivoluzione spagnola (1937-1939), Foligno, Centro Studi Pietro Tresso, 1993;
  • Agustin Guillamon Iborra, I bordighisti nella guerra civile spagnola, Foligno, Centro Studi Pietro Tresso, 1993.
  • 1931-1937 Rivoluzione e controrivoluzione in Spagna, Milano, Ed. Falce Martello, 1995
  • Jean Barrot, Bilan[9], La contre-revolution en Espagne, Ed. UGE.
  • C.C.I., La sinistra comunista italiana (1927-1952) Cap.5-6, Ed. CCI, Napoli 1984.
  • C.C.I., Rivista Internazionale n.1 - Articoli di Bilan sulla Spagna, Ed. CCI, Napoli 1976.
  • Chazé, Chroniques de la revolution espagnole, Ed. Spartacus.
  • Jahan, La guerre d'Espagne - in Invariance[10] n.8, 1969.
  • Felix Morrow, L'opposizione di sinistra in Spagna, Roma, Ed.Samonà e Savelli, 1970.
  • Andrés_Nin, Guerra e Rivoluzione in Spagna 1931/37, Milano, Ed. Feltrinelli, 1974.
  • Lev Trotskij, Scritti 1936-39 "Parte seconda: la rivoluzione spagnola", Torino, Ed. Einaudi, 1962.
  • "Ricordi della guerra" di Bruno Sereni; raccolta di appunti sulla guerra civile di Spagna; con riferimento specifico alla Colonna Lenin affiliata al POUM da Istituto: ISTITUTO CAMPANO PER LA STORIA DELLA RESISTENZA VERA LOMBARDI Fondo: Fienga Bernardino[11]

[modifica] Bibliografia inerente comunisti filomoscoviti e frontisti

  • Cattel David, I comunisti e la guerra civile spagnola Milano, Ed. Feltrinelli, 1962.
  • Palmiro Togliatti , Particolarità della rivoluzione spagnola - in Stato Operaio dell'ottobre 1936, Parigi 1936.
  • Vittorio Vidali, La caduta della repubblica Milano, Ed. Vangelista, 1979.
  • Cattel David, La diplomazia sovietica e la guerra civile spagnolaMilano, Ed. Feltrinelli, 1963.

[modifica] Documenti di vario genere

  • Durruti Column, TheFidelity, The Durruti Column. Austria: Les disques du crépuscule, 1996. 1 CD (58'22) CD isc 0023

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Filmografia

  • Durruti 1896-1996, Corcuera Javier, 1996, Spagna, 12'
  • Durruti, Biographie einer Legende, Enzensberger HM, 1971, Germania, 50'
  • Durruti en la revolución española, los Rios Paco de, 1998, Spagna, 55'
  • El Frente, Cazaux Raymond, 1977, Francia, 35'
  • Buenaventura Durruti, anarquista, Comolli Jean-Louis, 2000, Spagna-Francia
  • Cartas desde Huesca,Artero Antonio, 1993, Spagna, 89'
  • El Año de las luces, Trueba Fernando, 1986, Spagna, 105'
  • La Collera del viento (Trinita voit rouge), Camus Mario, 1971, Italia, 90'
  • El Hermano pequeño, Urbizu Enrique, 1999, Spagna

[modifica] Collegamenti esterni su filmografia

[modifica] Voci correlate

Los Amigos de Durruti

Los Solidarios

[modifica] Note

  1. Vicenda di Fanelli
  2. Sito dedicato a documentazione
  3. Il testo della lettera
  4. Tale tematica è ben illustrata nel film Terrà e Libertà di Ken Loach
  5. George Orwell, miliziano di una Colonna del POUM sul fronte aragonese descrisse con cruda realtà il problema della cronica mancanza di approvvigionamento di armi, mentre Ken Loach, nel suo film, ascrive questa mancanza di materiale bellico al contrasto fra formazioni libertarie e comuniste non filomoscovite con quelle staliniste all'interno del fronte antifascista.
  6. Antoine Gimenez & Les Giménologues, Les Fils de la nuit. Souvenirs de la guerre d'Espagne, Editions Les Giménologues et L’Insomniaque, Marseille-Montreuil, 2006
  7. Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola
  8. Gaston Leval (nato a Robert Pillar 20 Ottobre, 1895 - deceduto 8 aprile, 1978) fu un anarco-sidacalista combattente nella Rivoluzione Spagnola. Era figlio di un comunardo; aderì alla CNT, esule in Argentina durante la dittatura di Primo de Rivera, ritornò per combattere contro i fascisti occupandosi anche di colettivizzazione delle terre. biografa in inglese; fondo Leval
  9. giornale bordighista
  10. giornale bordighista
  11. Insmli
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