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Clifford Harper

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Clifford Harper (Chiswick, Londra, 13 luglio 1949 ) è un artista e illustratore anarchico britannico.

Biografia[modifica]

Figlio di un postino e di una cuoca, Clifofrd Harper inizia a lavorare all'età  di 14 anni essendo stato espulso da scuola l'anno precedente. Di carattere ribelle, per un certo periodo vive in una comune di Cumberland, ma durante gli anni settanta si lega alle attività  del movimento squat di Londra.

Essendo dotato di una naturale vocazione artistica, da autodidatta apprende l'arte dell'illustratore, riuscendo a conciliare questa nuova passione con l'impegno sociale che lo porterà  a realizzare diversi disegni che andranno ad illustrare le pagine della stampa radicale inglese e internazionale. Grazie all'influenza esercitata da disegnatori come Eric Gill, Félix Vallotton e Frans Masereel, Clifford Harper nel 1974 pubblica un'antologia di manifesti e disegni Radical Technologie, in cui vengono illustrate una serie di visioni utopiche post-rivoluzionarie incentrate su temi come l'autosufficienza, l'autonomia e la tecnologia alternativa in contesti urbani e rurali

Nel 1978 pubblica il libro Class Comix War, mentre nel 1984 e nel 1987 è la volta rispettivamente di The Education Of Desire ed Anarchy, a Graphic Guide. Lavora anche per l'organizzazione dell' Anarchist Bookfair, Fiera del Libro Anarchico, mostra annuale del libro anarchico.

Ha creato una sua piccola casa di produzione denominata agraphia press, che ha contribuito a farlo notare per la qualità  del suo lavoro. Questo gli ha permesso di collaborare anche per la stampa nazionale, soprattutto per The Guardian, e pubblicherà  nel 2003 una antologia di disegni già  editi: Country Diary. Pubblica poi Visions of Poesy - an Anthology of Anarchist Poetry a cura di Dennis Gould e edito da Freedom Press nel 1990. Una mostra di suoi disegni Graphic Anarchy si è tenuta alla Newsroom Gallery di Londra nel mese di aprile e maggio 2003.

Nel mese di aprile del 2006, viene colpito da un attacco di cuore, ma è riuscito a superare questa crisi.

Bibliografia[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]