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Charles Malato

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Charles Malato
Charles Malato (Toul, 7 settembre 1857 - Parigi, 7 novembre 1938) è stato un anarchico italo-francese.

Biografia[modifica]

Malato nacque in una famiglia aristocratica: il nonno era il conte Malato, comandante supremo delle truppe di Ferdinando II delle Due Sicilie. Il conte Malato divenne famoso per la violenta repressione di un'insurrezione popolare anti-borbonica, e fu sempre un fedele sostenitore della politica iper-repressiva del "Re Bomba".[1] Il padre di Charles, invece, sostenne l'esperienza della Comune di Parigi, e per questo venne spedito, assieme al figlio diciassettenne, nella colonia penale di Nuova Caledonia, in Oceania. Qui Charles incontrò anarchici e comunisti che lo avvicinarono alla teoria rivoluzionaria.

Tornato in Francia a seguito dell'amnistia per i prigionieri politici, prese subito contatti col movimento anarchico e fondò la Lega Cosmopolita, un'associazione che difendeva l'illegalismo e sosteneva la propaganda col fatto: ciò gli costò 15 mesi di carcere e l'espulsione dalla Francia nel 1892. Si stabilì a Londra e, da lì, organizzò una campagna internazionale contro il Processo di Montjuïc.

Tornò in Francia 2 anni dopo. Prese posizione sul caso Dreyfus: interruppe la sua collaborazione con Victor Henri Rochefort, che era anti-dreyfusardo; scrisse articoli per L'Aurore, giornale vicino a George Clemenceau, e animò assieme a Sébastien Faure il Journal du peuple; partecipò ad un "comitato rivoluzionario" contro la propaganda nazionalista.

La sua amicizia con Francisco Ferrer y Guardia lo coinvolse in un'indagine come partecipante ad un attentato fallito contro il re Alfonso XIII di Spagna. Malato venne però assolto da tutte le accuse. Dal 1907 al 1914 Charles Malato riprese la collaborazione con la stampa libertaria, scrivendo per giornali come La Guerre Sociale e La Bataille syndicaliste. Notevole è il riconoscimento unanime dell'alto valore letterario della prosa di Malato.

Agli inizi della Prima guerra mondiale, Charles Malato si schierò con gli interventisti e fu uno dei firmatari del Manifesto dei Sedici, manifesto pro-bellico redatto da alcuni militanti anarchici che provocò fortissime e contrastanti reazioni all'interno del movimento. Arrivò ad arruolarsi nell'esercito nel 1918.

Dopo la guerra, trovò lavoro come correttore di bozze presso la Camera de Deputati. Nel 1928 si iscrisse al sindacato dei correttori, dalla presenza libertaria piuttosto forte.[2] Morì dieci anni dopo, a Parigi.

Note[modifica]

  1. Cultured anarchist accused of Paris plot, dal New York Times del 3 giugno 1905
  2. Charles Malato, da Nexus Co.

Opere[modifica]

  • La Philosophie de l'Anarchie (1889)
  • Révolution chrétienne et Révolution sociale (1891)
  • Les Classes sociales au point de vue de l’évolution zoologique (1907)
  • Prison fin-de-siécle. Souvenirs de Pélagie (1891)
  • De la Commune a l'Anarchie (1894)
  • Les Joyeusetés de l'Exil (1896)
  • Contes néo-calédoniens (1897)
  • Les Forains (1925)
  • Memoires d'un libertaire (1938)

Voci correlate[modifica]