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Charles Amouroux

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Charles Amouroux

Charles Amouroux (Chalabre (Aude), Francia, 24 dicembre 1843Parigi, 23 maggio 1885) fu un rivoluzionario comunardo.

Repubblicano radicale, dopo la caduta della Comune fu condannato alla deportazione. Amnistiato nel 1880, nell’aprile del 1885, poco prima della morte, fu eletto deputato dell'Assemblea legislativa francese.

Biografia[modifica]

Charles Amouroux era un operaio antibonapartista e internazionalista, figlio di Antoine e di Anne Cailleus. Nell'aprile del 1869 si fece quattro mesi di galera per aver « eccitato all'odio e al disprezzo del governo ». Denunciato ancora per « oltraggio all'Imperatore », se ne andò in Belgio, per tornare a Parigi alla caduta di Napoleone III, nel settembre del 1870.

Così si trovò presto in una città  assediata dai Prussiani e si arruolò nella Guardia nazionale, contro il governo di Versailles e favorevole alla resistenza a oltranza. Con la creazione della Comune, fu eletto il 26 marzo 1871 delegato del IV arrondissement, con Arthur Arnould, Adolphe Clémence, Charles Gérardin e Gustave Lefrançais, al Consiglio della Comune. Venne incaricato di una missione nelle città  che sembravano decise a imitare l'esempio di Parigi, come Lione, Marsiglia, Saint-Étienne e Tolosa.

Guerrieri kanaki

Egli apparteneva alla corrente dei repubblicani radicali e fu favorevole alla creazione, il 23 aprile 1871, del Comitato di Salute pubblica, affascinato come tanti dalla tradizione rivoluzionaria del 1793, contro l'opinione di una minoranza che riteneva inutile inseguire i fantasmi del passato.

In maggio, repressa la Comune, fu arrestato dai versagliesi senza essere riconosciuto come un importante dirigente rivoluzionario: trasferito a Brest, cercò di fuggire gettandosi in mare, ma fu ripreso e identificato. Subì quattro processi: per la sua partecipazione all'insurrezione di Lione, di Saint-Étienne, di Marsiglia e di Parigi. Con la condanna ai lavori forzati a vita, fu deportato in Nuova Caledonia dove, nell'estate del 1878, fu tra quei forzati che collaborarono con le forze coloniali alla repressione della rivolta dei nativi melanesiani, i kanaki, sfruttati e impoveriti dagli espropri delle loro terre operati dai coloni francesi.

Amnistiato in base alla legge dell'11 luglio 1880, rientrò a Parigi, tornando alla politica attiva come collaboratore del quotidiano Le Radical e consigliere municipale dal 1881, anno in cui si presentò anche alle elezioni politiche, senza però essere eletto. Riuscì invece a entrare nell’Assemblea legislativa il 5 aprile del 1885, sempre tra le fila dei repubblicani intransigenti, ma morì il mese dopo.

Bibliografia[modifica]

  • Bernard Noël, Dictionnaire de la Commune, Paris, Flammarion, 1978.

Collegamenti esterni[modifica]