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Celso Persici

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Celso Persici
Celso Persici (Crespellano, Bologna, 9 ottobre 1896 - Nizza, 15 settembre 1988) è stato un militante e anarco-sindacalista italiano.

Biografia[modifica]

Militante anarchico sin da ragazzo, diviene membro attivo della Unione Sindacale Italiana di Bazzano, in provincia di Bologna - insieme tra gli altri ad Armando Borghi, Luigi Fabbri, Gino Balestri, Primo Proni, Emilio Predieri, ecc-, prende parte il 4 dicembre 1919, dopo un'assemblea tenutasi nel suo paese natale, ad un movimento di rivolta. Persici è uno dei più giovai militanti dell'«Unione Giovanile Rivoluzionaria» (UGR), nata durante il congresso del'USI tenutosi a Parma dal 20 e 22 dicembre 1919. Collabora con «Umanità  Nova» e «Guerra di Classe». Arrestato insieme a una sessantina di persone, viene processato il 6 marzo 1920 ed è condannato a 8 mesi di prigione, che sconterà  nel carcere di San Giovanni in Monte di Bologna.

tra il 1920 e il 1923 viene nominato segretario della Borsa di Lavoro locale. Il 27 maggio del 1921 viene condannato a otto mesi e 22 giorni di detenzione. Nel 1923, dopo le azioni fasciste contro la sua famiglia e lui stesso, si reca in esilio in Francia. A Parigi e Marsiglia, si unisce ad altri rifugiati italiani (Gino Balestri, Edoardo Angeli, la famiglia Giglioli, Emilio Predieri, Antonio Persici, la famiglia Berneri, la famiglia Fabbri, Pio Turroni, Umberto Marzocchi, Aurelio Chessa, ecc.) per formare una cooperativa di muratori e permettere ai compagni di avere del lavoro e dei documenti. I guadagni sono versati al movimento anarchico. Prenderà  parte così alla costruzione del casinò di Vichy e di St Jean-de-Luz. Dopo due anni a Nizza, si trasferisce a Marsiglia. Sorvegliato dalla polizia (eviterà  per poco un rapimento in vista di consegnarlo segretamente alla polizia di Mussolini), viene arrestato e poi espulso dalla Francia.

Raggiunge allora la Spagna dove prende parte per alcuni mesi dopo (19 luglio 1936) ai combattimenti a Barcellona che fanno trionfare la rivoluzione. Organizza in seguito l'afflusso dei volontario e lavora alla sezione italiana del Comitato regionale della FAI a Barcellona a fianco di Berneri  e di Barbieri. Ma dopo l'assassinio di quest'ultimi da parte degli stalinisti nel maggio del 1937, ritorna in Francia dove vivrà  clandestinamente a Brest per due anni.

Ricercato dalla polizia francese, raggiunge, con il compagno Edmond Lelli, la città  di Marsiglia e s'imbarca per l'Algeria dove abita il loro amico Edoardo Angeli. Ma un giorno dopo il loro arrivo, sono arrestati insieme a lui. Celso e Lelli saranno imprigionati per un anno, essi raggiungeranno in seguito Casablanca in Marocco dove si associano alla resistenza marocchina.

Dopo la Liberazione, Celso ritorna a Bologna dove raggiunge la sua compagna Libera Proni (1898-1973) e suo figlio Vertice, anch'egli anarchico (1931-2000). Nel 1947, insieme a suo figlio, fa rientro a Marsiglia, dove l'anno seguente sostituirà  Gusmano Mariani in qualità  di responsabile della sottosegreteria dell'AIT per l'Europa Occidentale. Negli anni sessanta, insieme a dei giovani libertari e a René Bianco, partecipa ala fondazione della sezione marsigliese del Centro Internazionale di Ricerca sull'Anarchismo.

Infine si trasferisce a Nizza, dove è rimasto un militante anarchico sino alla sua morte avvenuta il 15 settembre 1988.

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Voci correlate[modifica]