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Casi di pedofilia nel clero

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Città del Vaticano
Per casi di pedofilia all'interno della Chiesa cattolica si intendono abusi sessuali su minori ed episodi di pedopornografia che hanno visto coinvolti alcuni ecclesiastici facenti parte del clero cattolico.

Pedofilia e clero cattolico nella storia[modifica]

Non è facile rintracciare e documentare nella storia del clero cattolico attività direttamente riconducibili alla pedofilia. Al pari di tutte le altre attività di tipo sessuale (praticate nella non osservanza del voto di castità), il rapporto con il/la minore veniva celato e pubblicamente condannato prima di tutto dal clero stesso. Ad esempio negli Statuti della città di Orvieto (fine XV sec.) [1] redatti da papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia) la sodomia veniva punita con sanzioni pecuniarie e corporali, di intensità ridotta per l’adolescente (minore di 14 anni) rispetto all’adulto in virtù della giovane età. Il reato di pedofilia non veniva ancora distinto da quello di sodomia tra adulti. Istruttivo a tal proposito il caso di Federico Gonzaga (1540 – 1565) che pare abbia cominciato la propria attività sessuale omosessuale a circa dieci anni di età [2]. Indipendentemente dal fatto che ciò sia vero o meno, è rilevante costatare che tra gli storici e i commentatori dell’epoca lo scalpore suscitato dalla vicenda era circoscritto ai partner sessuali del giovane (alcuni cortigiani papali) e non alla sua tenera età.[3] E questo tipo di considerazioni valgono anche per gli altri casi trattati di seguito. [4] [5] [6] Inoltre questo tipo di reati veniva frequentemente utilizzato da delatori antipapisti protestanti o del popolo (Pasquino) per infamare il buon nome di personaggi influenti o personalità di rilievo [7] [8].

Tuttavia esistono fonti, tra cui documenti processuali o conciliari e resoconti di cronisti e storici, che attestano quantomeno l’accusa di sodomia (e per alcuni casi possiamo parlare oggi di pedofilia), mossa nei confronti di diaconi, presbiteri, vescovi, cardinali e papa:

  • Papa Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi Del Monte) nominò cardinale il suo amante diciassettenne Innocenzo Del Monte (1532-1577), entrato nei suoi favori quattro anni prima quando Giulio III era ancora cardinale e quando il giovane era appena un tredicenne. Innocenzo (che prima dell'adozione si chiamava Santino), era figlio di un servitore della famiglia Del Monte. Le spoglie di Giulio III e di Innocenzo sono conservati assieme nella Cappella Del Monte della chiesa di san Pietro in Montorio a Roma. [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15]. La vicenda è ripresa anche da Paolo Sarpi [16].
  • L'antipapa Giovanni XXIII (1370 - 1419), come rivelano gli atti del Concilio di Costanza (1415) [17] fu processato per sodomia e tra le accuse c’era quella di essersi procurato ragazzini con l’aiuto di Angelotto da Roma, chierico della camera apostolica, canonico di San Giovanni in Laterano [18].
  • Papa Sisto IV (Francesco Della Rovere) secondo quanto attestato da cronisti e storici come Mario Masini, Giuseppe Portigliotti e Stefano Infessura ( XVI sec.) [19] amava circondarsi di adolescenti [20] tra cui un dodicenne al cui padre, tale Andrea da Brescia, di mestiere barbiere, furono elargiti favori (divenne cubiculario papale) e ricchezze.
  • Henry Stuart cardinale di York (1725-1807) non faceva mistero della propria predilezione per giovanetti come testimoniato da fonti di matrice cattolica [21] e non [22] [23] [24].
  • Nell'estate del 1907 la stampa dell'epoca ci segnala che una serie di scandali di abusi sessuali su minori provocarono in tutta Italia violenti moti anticlericali. La stampa riporta lo scandalo di don Riva a Torino, arrestato per abusi sessuali su una fanciulla nell'asilo milanese gestito dalla sedicente suora Giuseppina Fumagalli (cd. scandalo Fumagalli) [25]; “Atti nefandi in un asilo di pseudo-monache – cinque donne e un prete arrestati" [26]; lo scandalo dell'educatorio di Alassio (SV) (don Bretoni venne accusato di sevizie sessuali verso un ragazzo tredicenne) [27]; “Suore denunciate al Procuratore del Re per maltrattamenti e inganni” [28]. Ma il più grave di questi scandali fu quello esploso il 31 luglio 1907, quello del collegio di Varazze, dove, in seguito alle accuse di abusi sessuali su un ragazzo di 14 anni [29], alla notizia del tentativo di arresto di don Musso, datosi alla fuga e alle proteste della Segreteria di Stato del Vaticano e di Pio X, che accusavano la propaganda massonica e socialista di aver imbastito una campagna anticlericale, violenti moti anticlericali si verificarono a Roma, Milano, Venezia, Pisa, Torino, Mantova, Livorno, Sampierdarena (Genova), La Spezia, Firenze, Faenza, Palermo, che causarono un morto e 20 feriti [30].

Casi emersi dagli anni '90 in poi[modifica]

I casi di pedofilia venuti alla ribalta dagli anni '90 in poi che hanno visto coinvolti componenti del clero cattolico, hanno assunto particolare rilevanza mediatica e politica. Frank Keating, governatore dell'Oklahoma e titolare dell'inchiesta, dimettendosi dal suo incarico ha paragonato il comportamento della Chiesa a quello di un'organizzazione mafiosa.[31]

Nel 2002 è occorso il primo scandalo con eco internazionale, scoppiato in seguito alla scoperta di abusi sessuali perpetrati da più sacerdoti nei confronti di minorenni nell'arcidiocesi di Boston[32]. In seguito, nel 2005, numerosi casi sono stati registrati in Irlanda[33].

I casi negli Stati Uniti[modifica]

Nel giugno 2002 la United States Conference of Catholic Bishops (l'organo dirigenziale dell'episcopato statunitense) ha nominato una commissione indipendente (National Review Board) per indagare sul fenomeno degli abusi sessuali su minori perpetrati da ecclesiastici cattolici. Il governatore dell'Oklahoma Frank Keating, cattolico praticante ed aderente al partito Repubblicano è stato chiamato alla direzione della commissione. Nel giugno successivo, dopo le critiche ricevute dall'arcivescovo di Los Angeles per aver paragonato alcuni leader della Chiesa americana alla Mafia, ha rassegnato le sue dimissioni, affermando che "il non obbedire ai mandati di comparizione dei Gran Jury, sopprimere i nomi dei preti accusati, negare, confondere, non spiegare, è il modello di un'organizzazione malavitosa, non della mia Chiesa" [34].

Secondo una stima di Andrew Greeley, sacerdote dell'arcidiocesi di Chicago e professore di sociologia alle Università di Chicago e dell'Università dell'Arizona, da 2.000 a 4.000 preti avrebbero abusato di 100.000 minori, spesso senza che alcun provvedimento venisse preso al riguardo.[35]

Massimo Introvigne [36], citando dati del John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, ha proposto cifre differenti. Dal 1950 al 2002 4.392 sacerdoti americani (su oltre 109.000) sono stati accusati di relazioni sessuali con minorenni (comprendendo, quindi, anche molti casi che non riguardano la pedofilia in senso stretto). Di questi, solo un centinaio sono stati condannati dalle Corti statunitensi. Il basso numero di condanne si spiegherebbe, per lo studio riportato da Introvigne, anche con il fatto che in molti casi all'illecito canonico non corrisponde un reato punito dalla legge penale statale (ad esempio, in alcuni Stati americani, il rapporto tra un sacerdote e una persona minorenne, ma maggiore di sedici anni e consenziente). Sempre secondo lo stesso studio, il 78,2% delle accuse si riferirebbe a minorenni che hanno superato la pubertà. I sacerdoti accusati di pedofilia in senso proprio sarebbero quindi 958 in cinquantadue anni. Dal 2000 in poi si registrerebbe, inoltre, un declino delle accuse. La Diocesi di Fairbanks, in Alaska, nel febbraio 2008 ha dichiarato bancarotta in seguito al risarcimento di 150 vittime del clero tra gli anni '50 e '80. [37]

I preti stranieri trasferiti in Italia[modifica]

In alcuni casi dei sacerdoti condannati o ricercati all'estero per reati di pedofilia sono stati trasferiti in Italia.

  • Il caso di James Tully e il trasferimento a Vicenza. James Tully ha operato per diverso tempo nella cittadina di Ashfield, Massachusets, fin quando è arrivata la condanna per pedofilia. Il prete è stato infatti accusato da William Nasch e da altri ex seminaristi di violenze sessuali su minori. Le indagini hanno portato alla sentenza definitiva che vedeva il parroco colpevole.

Nonostante ciò il Vaticano ha deciso per l'improvviso trasferimento di padre Tully dagli USA all'Italia, dove attualmente svolge la sua professione senza aver mai trascorso un giorno in carcere.

  • Joseph Henn, estradato in Arizona, svanisce nel nulla a Roma. Joseph Henn, agli arresti domiciliari nel 2005 presso la casa generalizia dei Padri Salvatoriani in via della Conciliazione, nei pressi del Vaticano, dove risiedeva da anni, era ricercato in Arizona per molestie su tre giovani di età tra i 14 e i 15 anni. In Arizona rischia 259 anni di carcere. Estradato dopo una lunga vertenza giudiziaria dalla Cassazione, al momento dell'arresto svanisce nel nulla. La storia è raccontata nel documentario Sex crimes and the Vatican. [38] [39] [40]
  • Padre Yousef Dominic, inglese di origini pakistane, rifugiatosi ad Albisola (SV), fuggito mentre era in libertà su cauzione. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di cattura [41]
  • Don Italo Casiraghi, parroco di Gordola, Canton Ticino (Svizzera), dopo la condanna a 6 mesi con la condizionale è stato trasferito a Sesto Calende (VA) [42]

I casi delle Arcidiocesi di Boston, Los Angeles, Chicago[modifica]

Nell'Arcidiocesi di Boston è esploso uno dei casi più vasti di pedofilia che ha colpito appartenenti alla Chiesa cattolica. Più di duecento sacerdoti (su circa 1500 operanti nella diocesi) sono stati accusati di abusi sessuali, ma poiché il sistema giudiziario americano consente alle vittime di rivalersi economicamente sulle diocesi [43], gran parte delle stesse ha preferito farsi risarcire dalle diocesi anziché far condannare penalmente i responsabili, per cui si è registrato un forte indebitamento dell'arcidiocesi che ha dovuto vendere numerose proprietà immobiliari per liquidare i rimborsi.

Il fenomeno ha coinvolto anche la diocesi di Los Angeles, con 508 vittime e 113 preti coinvolti. Nel 2007 si è giunti ad un accordo extragiudiziario che prevedeva il pagamento della cifra record di 660 milioni di dollari (pari a circa 485 milioni di euro) destinata a rimborsare i danni subiti dalle vittime [44]. In un precedente patteggiamento la diocesi di Los Angeles aveva accettato di versare altri 114 milioni di dollari di risarcimento. Pertanto, complessivamente, la diocesi di Los Angeles ha patteggiato risarcimenti per 774 milioni di dollari [45].

Nel 2006 un documentario, Deliver Us from Evil, accusò i vertici dell'arcidiocesi di Los Angeles di essere a conoscenza degli abusi commessi sui minori -in alcuni casi addirittura infanti- da oltre 20 anni e di non aver preso contromisure per arginare il fenomeno.[46]

Nel dicembre 2007 l'arcidiocesi di Los Angeles è stata condannata al pagamento di 500 000 dollari perché sette dei suoi sacerdoti avevano violentato Rita Milla da quando questa aveva 16 anni. La donna ha anche una figlia da uno di questi prelati, mentre un altro aveva tentato di farla abortire in cambio di denaro[47].

Nell'agosto 2008 l'arcidiocesi di Chicago ha patteggiato di versare altri 12,6 milioni di dollari in risarcimento delle vittime degli abusi sessuali commessi da parte di 10 propri sacerdoti a 15 vittime. L' arcidiocesi di Chicago ha già versato 65 milioni di dollari di risarcimento per 250 casi di pedofilia commessi da sacerdoti della propria diocesi. Sono ancora in corso i giudizi altri 20 giudizi simili. [48]

Il patteggiamento in USA esclude la condanna penale e quindi impedisce di considerare questi casi come condanne.

Negli Stati Uniti d'America esiste un archivio in cui sono riportati più di 4.000 casi giudiziari. [49]

I missionari in Alaska[