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Casi di pedofilia nel clero

Da Anarcopedia.

Per casi di pedofilia all'interno della Chiesa cattolica si intendono abusi sessuali su minori ed episodi di pedopornografia che hanno visto coinvolti alcuni ecclesiastici facenti parte del clero cattolico.

Indice

[modifica] Pedofilia e clero cattolico nella storia

Non è agevole rintracciare e documentare nella storia del clero cattolico attività riconducibili alla pedofilia. Al pari di tutte le altre attività di tipo sessuale (praticate nella non osservanza del voto di castità), la pederastia veniva celata e pubblicamente condannata innanzitutto dallo stesso clero. Ad esempio negli Statuti della città di Orvieto (fine XV sec.) [1] redatti da papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia) la sodomia veniva punita con sanzioni pecuniarie e corporali, di intensità ridotta per l’adolescente (minore di 14 anni) rispetto all’adulto in virtù della giovane età. Il reato di pedofilia non veniva ancora distinto da quello di sodomia tra adulti. Istruttivo a tal proposito il caso di Federico Gonzaga (1540 – 1565) che pare abbia cominciato la propria attività sessuale omosessuale a circa dieci anni di età [2]. Indipendentemente dal fatto che ciò sia vero o meno, è rilevante costatare che tra gli storici e i commentatori dell’epoca lo scalpore suscitato dalla vicenda era circoscritto ai partner sessuali del giovane (alcuni cortigiani papali) e non alla sua tenera età.[3] E questo tipo di considerazioni valgono anche per gli altri casi trattati di seguito. [4] [5] [6] Inoltre questo tipo di reati veniva frequentemente utilizzato da delatori antipapisti protestanti o del popolo (Pasquino) per infamare il buon nome di personaggi influenti o personalità di rilievo [7] [8].

Tuttavia esistono fonti tra cui documenti processuali o conciliari e resoconti di cronisti e storici che attestano quantomeno l’accusa di sodomia (e per alcuni casi possiamo parlare oggi di pedofilia) mossa nei confronti di diaconi, presbiteri, vescovi, cardinali e papa:

  • Papa Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi Del Monte) nominò cardinale il suo amante diciassettenne Innocenzo Del Monte (1532-1577), entrato nei suoi favori quattro anni prima quando Giulio III era ancora cardinale e quando il giovane era appena tredicenne. Innocenzo (che prima dell'adozione si chiamava Santino) era figlio di un servitore della famiglia Del Monte. Le spoglie di Giulio III e di Innocenzo sono conservati assieme nella Cappella Del Monte della chiesa di san Pietro in Montorio a Roma. [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15]. La vicenda è ripresa anche da Paolo Sarpi [16].
  • L'antipapa Giovanni XXIII (1370 - 1419), come rivelano gli atti del Concilio di Costanza (1415) [17] fu processato per sodomia e tra le accuse c’era quella di essersi procurato ragazzini con l’aiuto di Angelotto da Roma, chierico della camera apostolica, canonico di San Giovanni in Laterano [18].
  • Papa Sisto IV (Francesco Della Rovere) secondo quanto attestato da cronisti e storici come Mario Masini, Giuseppe Portigliotti e Stefano Infessura ( XVI sec.) [19] amava circondarsi di adolescenti [20] tra cui un dodicenne al cui padre, tale Andrea da Brescia, di mestiere barbiere, furono elargiti favori (divenne cubiculario papale) e ricchezze.
  • Henry Stuart cardinale di York (1725-1807) non faceva mistero della propria predilezione per giovanetti come testimoniato da fonti di matrice cattolica [21] e non [22] [23] [24].
  • Nell'estate del 1907 la stampa dell'epoca ci segnala che una serie di scandali di abusi sessuali su minori provocarono in tutta Italia violenti moti anticlericali. La stampa riporta lo scandalo di don Riva a Torino, arrestato per abusi sessuali su una fanciulla nell'asilo milanese gestito dalla sedicente suora Giuseppina Fumagalli (cd. scandalo Fumagalli) [25]; “Atti nefandi in un asilo di pseudomonache – cinque donne e un prete arrestati" [26]; lo scandalo dell'educatorio di Alassio (SV) (don Bretoni venne accusato di sevizie sessuali verso un ragazzo tredicenne) [27]; “Suore denunciate al Procuratore del Re per maltrattamenti e inganni” [28]. Ma il più grave di questi scandali fu quello esploso il 31 luglio 1907, quello del collegio di Varazze, dove, in seguito alle accuse di abusi sessuali su un ragazzo di 14 anni [29], alla notizia del tentativo di arresto di don Musso, datosi alla fuga e alle proteste della Segreteria di Stato del Vaticano e di Pio X, che accusavano la propaganda massonica e socialista di aver imbastito una campagna anticlericale, violenti moti anticlericali si verificarono a Roma, Milano, Venezia, Pisa, Torino, Mantova, Livorno, Sampierdarena (Genova), La Spezia, Firenze, Faenza, Palermo, che causarono un morto e 20 feriti [30].

[modifica] Casi emersi dagli anni '90 in poi

I casi di pedofilia venuti alla ribalta dagli anni '90 in poi che hanno visto coinvolti componenti del clero cattolico hanno assunto particolare rilevanza mediatica e politica. Frank Keating, governatore dell'Oklahoma e titolare dell'inchiesta, dimettendosi dal suo incarico ha paragonato il comportamento della Chiesa a quello di un'organizzazione mafiosa.[31]

Nel 2002 è occorso il primo scandalo con eco internazionale, scoppiato in seguito alla scoperta di abusi sessuali perpetrati da più sacerdoti nei confronti di minorenni nell'arcidiocesi di Boston[32]. In seguito, nel 2005, numerosi casi sono stati registrati in Irlanda[33].

[modifica] I casi negli Stati Uniti

Nel giugno 2002 la United States Conference of Catholic Bishops (l'organo dirigenziale dell'episcopato statunitense) ha nominato una commissione indipendente (National Review Board) per indagare sul fenomeno degli abusi sessuali su minori perpetrati da ecclesiastici cattolici. Il governatore dell'Oklahoma Frank Keating, cattolico praticante ed aderente al partito Repubblicano è stato chiamato alla direzione della commissione. Nel giugno successivo, dopo le critiche ricevute dall'arcivescovo di Los Angeles per aver paragonato alcuni leader della Chiesa americana alla Mafia, ha rassegnato le sue dimissioni, affermando che "il non obbedire ai mandati di comparizione dei Gran Jury, sopprimere i nomi dei preti accusati, negare, confondere, non spiegare, è il modello di un'organizzazione malavitosa, non della mia Chiesa" [34].

Secondo una stima di Andrew Greeley, sacerdote dell'arcidiocesi di Chicago e professore di sociologia alle Università di Chicago e dell'Università dell'Arizona, da 2.000 a 4.000 preti avrebbero abusato di 100.000 minori, spesso senza che alcun provvedimento venisse preso al riguardo.[35]

Massimo Introvigne [36], citando dati del John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, ha proposto cifre differenti. Dal 1950 al 2002 4.392 sacerdoti americani (su oltre 109.000) sono stati accusati di relazioni sessuali con minorenni (comprendendo, quindi, anche molti casi che non riguardano la pedofilia in senso stretto). Di questi, solo un centinaio sono stati condannati dalle Corti statunitensi. Il basso numero di condanne si spiegherebbe, per lo studio riportato da Introvigne, anche con il fatto che in molti casi all'illecito canonico non corrisponde un reato punito dalla legge penale statale (ad esempio, in alcuni Stati americani, il rapporto tra un sacerdote e una persona minorenne, ma maggiore di sedici anni e consenziente). Sempre secondo lo stesso studio, il 78,2% delle accuse si riferirebbe a minorenni che hanno superato la pubertà. I sacerdoti accusati di pedofilia in senso proprio sarebbero quindi 958 in cinquantadue anni. Dal 2000 in poi si registrerebbe, inoltre, un declino delle accuse. La Diocesi di Fairbanks, in Alaska, nel febbraio 2008 ha dichiarato bancarotta in seguito al risarcimento di 150 vittime del clero tra gli anni '50 e '80. [37]

[modifica] I preti stranieri trasferiti in Italia

In alcuni casi dei sacerdoti condannati o ricercati all'estero per reati di pedofilia sono stati trasferiti in Italia.

  • Il caso di James Tully e il trasferimento a Vicenza. James Tully ha operato per diverso tempo nella cittadina di Ashfield, Massachusets, fin quando è arrivata la condanna per pedofilia. Il prete è stato infatti accusato da William Nasch e da altri ex seminaristi di violenze sessuali su minori. Le indagini hanno portato alla sentenza definitiva che vedeva il parroco colpevole.

Nonostante ciò il Vaticano ha deciso per l'improvviso trasferimento di padre Tully dagli USA all'Italia, dove attualmente svolge la sua professione senza aver mai trascorso un giorno in carcere.

  • Joseph Henn, estradato in Arizona, svanisce nel nulla a Roma. Joseph Henn, agli arresti domiciliari nel 2005 presso la casa generalizia dei Padri Salvatoriani in via della Conciliazione, nei pressi del Vaticano, dove risiedeva da anni, era ricercato in Arizona per molestie su tre giovani di età tra i 14 e i 15 anni. In Arizona rischia 259 anni di carcere. Estradato dopo una lunga vertenza giudiziaria dalla Cassazione, al momento dell'arresto svanisce nel nulla. La storia è raccontata nel documentario Sex crimes and the Vatican. [38] [39] [40]
  • Padre Yousef Dominic, inglese di origini pakistane, rifugiatosi ad Albisola (SV), fuggito mentre era in libertà su cauzione. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di cattura [41]
  • Don Italo Casiraghi, parroco di Gordola, Canton Ticino (Svizzera), dopo la condanna a 6 mesi con la condizionale è stato trasferito a Sesto Calende (VA) [42]

[modifica] I casi delle Arcidiocesi di Boston, Los Angeles, Chicago

Nell'Arcidiocesi di Boston è esploso uno dei casi più vasti di pedofilia che ha colpito appartenenti alla Chiesa cattolica. Più di duecento sacerdoti (su circa 1500 operanti nella diocesi) sono stati accusati di abusi sessuali, ma poiché il sistema giudiziario americano consente alle vittime di rivalersi economicamente sulle diocesi [43], gran parte delle stesse ha preferito farsi risarcire dalle diocesi anziché far condannare penalmente i responsabili, per cui si è registrato un forte indebitamento dell'arcidiocesi che ha dovuto vendere numerose proprietà immobiliari per liquidare i rimborsi.

Il fenomeno ha coinvolto anche la diocesi di Los Angeles, con 508 vittime e 113 preti coinvolti. Nel 2007 si è giunti ad un accordo extragiudiziario che prevedeva il pagamento della cifra record di 660 milioni di dollari (pari a circa 485 milioni di euro) destinata a rimborsare i danni subiti dalle vittime [44]. In un precedente patteggiamento la diocesi di Los Angeles aveva accettato di versare altri 114 milioni di dollari di risarcimento. Pertanto, complessivamente, la diocesi di Los Angeles ha patteggiato risarcimenti per 774 milioni di dollari [45].

Nel 2006 un documentario, Deliver Us from Evil, accusò i vertici dell'arcidiocesi di Los Angeles di essere a conoscenza degli abusi commessi sui minori -in alcuni casi addirittura infanti- da oltre 20 anni e di non aver preso contromisure per arginare il fenomeno.[46]

Nel dicembre 2007 l'arcidiocesi di Los Angeles è stata condannata al pagamento di 500 000 dollari perché sette dei suoi sacerdoti avevano violentato Rita Milla da quando questa aveva 16 anni. La donna ha anche una figlia da uno di questi prelati, mentre un altro aveva tentato di farla abortire in cambio di denaro[47].

Nell'agosto 2008 l'arcidiocesi di Chicago ha patteggiato di versare altri 12,6 milioni di dollari in risarcimento delle vittime degli abusi sessuali commessi da parte di 10 propri sacerdoti a 15 vittime. L' arcidiocesi di Chicago ha già versato 65 milioni di dollari di risarcimento per 250 casi di pedofilia commessi da sacerdoti della propria diocesi. Sono ancora in corso i giudizi altri 20 giudizi simili. [48]

Il patteggiamento in USA esclude la condanna penale e quindi impedisce di considerare questi casi come condanne.

Negli Stati Uniti d'America esiste un archivio in cui sono riportati più di 4.000 casi giudiziari. [49]

[modifica] I missionari in Alaska

In Alaska, nel novembre del 2007, è stato annunciato un accordo extragiudiziale tra la Compagnia di Gesù e 110 presunte vittime di abusi sessuali avvenuti tra il 1961 e il 1987 in 15 villaggi Yupik, relativo ad un risarcimento di 50 milioni di dollari (il risarcimento più grande tra gli quelli pattuiti dagli ordini religiosi). L'avvocato delle vittime, Ken Roosa, aveva affermato che queste avevano trovato il coraggio di denunciare le violenze solo dopo essere venuti a conoscenza del caso di Boston e che i Gesuiti sarebbero stati al corrente della situazione, avendo volontariamente deciso di mandare nella zona remota i religiosi che si erano già rivelati "problematici" altrove, accuse però respinte dal rappresentate dell'Ordine. Sempre per l'avvocato delle vittime "In alcuni villaggi eschimesi è difficile trovare un adulto che non sia stato sessualmente abusato". [50] [51] I termini dell'accordo non prevedono un riconoscimento di colpevolezza da parte dei Gesuiti, ma solo il risarcimento di 50 milioni di dollari ai querelanti.

[modifica] I casi in Brasile, i diari dei preti e la casa di cura segreta

In Brasile circa 1700 preti (10% del totale) sono stati coinvolti in casi di cattiva condotta sessuale tra cui violenze e abusi sui minori. Come il caso di padre Edson Alves dos Santos, sacerdote brasiliano di 64 anni che ha violentato un bambino di 10 anni o Felix Barbosa Carreiro, un prete sorpreso in un’orgia di sesso e droga con 4 adolescenti adescati su Internet. [52]

[modifica] I diari

Padre Tarcisio Tadeu Spricigo ha compilato un manuale sequestrato dagli inquirenti con le dieci regole per restare impuniti. Tra le pagine del suo manuale si legge:

«Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo». «Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure». «Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia... saremo felici per sempre». «Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai».

Due sacerdoti pedofili hanno confessato producendo dei diari in cui descrivevano le proprie attività pedofile.

Padre Alfieri Edoardo Bompani, 45 anni, arrestato per pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico costituito dai video che egli stesso registrava durante le proprie performances sessuali coi minori tra i 6 e i 10 anni. La polizia ha sequestrato anche racconti erotici in cui il sacerdote riportava esperienze personali e un diario (il quinto, secondo la nota di copertina).

[53]

[modifica] La casa di cura

A Barretos, un piccolo centro a nord ovest di San Paolo del Brasile, venne aperto in segreto dai sacerdoti italiani della Congregazione di Gesù Sacerdote (padri Venturini) un centro di cura per preti pedofili nel quale venivano ospitati e di fatto nascosti i colpevoli, come lamentarono i familiari delle vittime. I pazienti, come affermato dagli stessi padri Venturini, venivano segnalati e destinati al centro dai vescovi delle varie diocesi brasiliane. I padri Venturini affermarono di non conoscere le difficoltà e le problematiche dei propri pazienti ospiti nonostante all'interno del centro ci fossero dei preti psicologi come Padre Mario Revolti, 70 anni, trentino, responsabile-psicologo. [54]

[modifica] I casi in Australia

In Australia si registrano 107 casi di condanne di sacerdoti o religiosi per abusi sessuali su minori. Ma altri processi sono ancora in corso [55] [56] e, secondo i gruppi di supporto, le vittime si contano a migliaia [57]. In Australia nel 2005 erano in vita 3.142 sacerdoti [58]

[modifica] Il caso di padre Kevin O' Donnell e delle sorelline violentate

Anthony e Christine Foster, genitori di due bambine ripetutamente violentate da un sacerdote di Melbourne, padre Kenin O’Donnell, accusano il cardinale George Pell di aver insabbiato l’inchiesta contro padre O’Donnell, riconosciuto responsabile delle violenze sulle loro due figlie, Emma e Katherina, commesse tra il 1988 e il 1993.

A seguito delle violenze una delle due figlie, Emma, si è suicidata nel 2008, non riuscendo a superare il trauma e l'altra Katherina, ha avuto problemi con l'alcol e, a seguito di un incidente stradale, ha riportato danni cerebrali.

O' Donnell morì in prigione nel 1997, ma i genitori delle due bambine hanno dovuto intraprendere una dura battaglia legale per veder riconosciuto il risarcimento dei danni.

Nel corso della Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Sidney nel 2008 i genitori delle due bambine ha cercato inutilmente di farsi ricevere da Benedetto XVI per avere le scuse dal pontefice [59] [60].

[modifica] I casi italiani

L'Italia non è stata estranea alla vicenda.

[modifica] Il caso Bertagna

Don Pierangelo Bertagna, è l'ex abate dell'abbazia di Farneta, nel comune di Cortona (AR).

L'11 luglio 2005 il sacerdote, 44 anni, viene arrestato a seguito della denuncia di un bambino tredicenne. Nei giorni successivi don Bertagna confessa di aver abusato di 38 bambini in tutta Italia. Diventato sacerdote a 39 anni, confessa abusi dal 1988, quando non era ancora entrato in seminario, compiuti ai danni di bambini e ragazzini dagli 8 ai 15 anni.

Ordinato sacerdote nel 2000 dal vescovo di Arezzo Gualtiero Bassetti, per tre anni presta la sua opera nell'abbazia di Farneta, a cui viene messo a capo nel 2003. Don Bertagna si ispira alle ritualità dell'associazione cattolica dei Ricostruttori nella preghiera, che conducono una vita ascetica con influenze new age e attirano a loro i nostalgici del '68.

Nella confessione don Bertagna ammette che le violenze sono iniziate dapprima nella sua zona di origine, la Lombardia e il Bresciano, poi tra i Ricostruttori nella preghiera, di cui faceva parte, poi nel seminario e infine nell'abbazia di Farneta. Nel corso degli interrogatori don Bertagna confessa che i Ricostruttori nella preghiera e in particolare padre Vittorio Cappelletto, ottuagenario e carismatico gesuita a capo dell'associazione. Padre Cappelletto ha sempre smentito di essere a conoscenza delle tendenze pedofile di don Bertagna.

A seguito dell'arresto il vescovo di Arezzo sospende "a divinis" don Bertagna e trasferito nell'eremo di Valdichiana aretina, dove attende il processo. È stato condannato a otto anni di carcere nel giugno 2007 per 16 dei 38 abusi confessati. [61] [62] [63] [64] [65]

[modifica] Il caso Marchese

Ha destato particolare clamore il caso di Marco Marchese (minorenne all'epoca dei fatti), un ex seminarista che ha denunciato abusi nei suoi confronti da parte di don Bruno Puleo [66]; il parroco ha poi patteggiato l'accusa dichiarandosi colpevole [67] [68]. Marchese ha chiesto un risarcimento di 65.000 euro alla Curia di Agrigento, ma il vescovo, Carmelo Ferraro, ha risposto con una richiesta di 200.000 euro per danni di immagini alla Chiesa. Il fatto è stato reso noto attraverso la trasmissione televisiva Mi manda Raitre [69] [70] [71] [72].

Questo caso ha assunto particolare rilevanza anche perché:

  • la vittima è stata invitata a rimanere in silenzio e non rivelare l'accaduto;
  • alla vittima è stato chiesto di perdonare chi ha perpetrato gli abusi;
  • il sacerdote colpevole degli abusi, ha subito come punizione da parte delle istituzioni ecclesiastiche il solo trasferimento in altra località, nella quale, in seguito, è stato accusato di ulteriori abusi sessuali nei confronti di minorenni.

Marco Marchese ha fondato un'associazione[73] contro la pedofilia.

[modifica] Il caso don Cantini

L'ex priore della parrocchia Regina della pace di Firenze, don Lelio Cantini, 85 anni, fu accusato nel 2004 da una ventina di fedeli e, successivamente, da alcuni sacerdoti di violenze sessuali, psicologiche e plagio con una missiva inviata alla Curia di Firenze. [74]

La lettera fu inviata al vescovo ausiliare di Firenze mons. Claudio Maniago, già discepolo di don Cantini. Secondo gli autori della missiva don Cantini si sarebbe anche fatto consegnare denaro e beni dai suoi parrocchiani, risorse con le quali sarebbero stati ristrutturati la parrocchia di Regina della Pace e la canonica di Mucciano utilizzata per villeggiature e campi estivi.

Nell'ambito delle vicende di abusi sessuali denunciati dagli autori della denuncia, questi sostennero che all'interno delle «farneticanti visioni del futuro» don Cantini aveva costruito un «oscuro progetto» di costruzione di una «vera Chiesa contrapposta a quella di fuori corrotta e incapace», rappresentava «il primo», il «predestinato» del gruppo di giovani «eletti» da avviare al sacerdozio perché andassero poi a costituire il futuro clero della nuova Chiesa. [75]

Una successiva missiva del 29 gennaio 2006 fu consegnata al card. Antonelli, in cui gli autori chiesero "un segno inequivocabile e definitivo". Successivamente si rivolsero alla Santa Sede in due lettere del 20 marzo e 7 aprile 2007, con cui lamentarono "la mancanza di una chiara e decisa presa di posizione da parte del vescovo". Una successiva missiva alla Santa Sede fu inviata il 13 ottobre 2006 da alcuni preti, venuti a conoscenza della vicenda [76] [77]. Alle lettere rispose il cardinale Camillo Ruini, ricordando alle vittime che don Cantini dal 31 marzo 2007 lasciò la Diocesi e augurandosi che ciò "infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti" [78].

Il 2 aprile 2007 l'arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli e il suo ausiliare Maniago furono ricevuti in Vaticano da Benedetto XVI proprio per affrontare la vicenda. Fu avviato un procedimento canonico [79].

A seguito dello scoppio dello scandalo, nell'aprile 2007, il card. Antonelli dichiarò che don Cantini è colpevole dei delittuosi abusi sessuali atribuitigli dal 1973 al 1987, nonché di falso misticismo di controllo e dominio delle coscienze [80] . Gli fu proibito per cinque anni di confessare, celebrare la messa in pubblico, assumere incarichi ecclesiastici. Gli fu ordinato di fare un'offerta caritativa e recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della Madonna [81].

Della vicenda si interessa la trasmissione televisiva Annozero del 31 maggo 2007 in cui due vittime raccontano alcuni dettagli degli abusi subiti da bambini.

Nel marzo 2008 si ha notizia dell'apertura di una inchiesta penale nei confronti di don Cantini. Gli inquirenti si sono soffermati sia sulle accuse di abusi sessuali sia sugli aspetti patrimoniali [82].

[modifica] Altri casi

Alcuni casi di sacerdoti condannati (o che hanno ottenuto il patteggiamento) per reati pedopornografia e pedofilia:

  1. Nel 2008 è stato coinvolto don Ruggero Conti, già parroco della chiesa di Selva Candida con l'accusa di aver compiuto numerosi abusi sessuali su minori. A causa della gravità delle accuse è stato sottoposto a misura di carcere cautelare. [83]
  2. don Pasquale Scarola, 64 anni, sacerdote a Capua presso la chiesa di S. Pietro Apostolo. Condannato a due mesi di reclusione per aver molestato una bambina di nove anni. Il sacerdote, nonostante la condanna, continua a celebrare messa presso la stessa chiesa.[84]
  3. padre Gino (Luigi) Burresi, della congregazione dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, condannato nel maggio 2005 dalla Congregazione per la dottrina della fede (ex Sant'Uffizio) a lasciare il ministero sacerdotale e a ritirarsi a vita privata, per abusi sessuali nei confronti dei suoi fedeli e seminaristi [85]
  4. don Felice Cini, parroco di Arcille in provincia di Grosseto, ha patteggiato una condanna a due anni e sei mesi di reclusione per pedofilia e pedopornografia [86]
  5. don Massimiliano Crocetti, ex parroco di Oriolo Romano (Viterbo) condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per abusi su due minori. In un procedimento ha patteggiato, nell'altro ha scelto il rito abbreviato. La sua difesa ha preannunciato la proposizione di appello.[87]
  6. don Antonio Di Maggio, recidivo, che operava nella parrocchia della Madonna di Czestochowa, a La Rustica, e insegnava religione alla scuola media di Roma «Salvo D’Acquisto» è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per aver abusato di due ragazzi di 12 anni. Ha beneficiato dello sconto di pena per il rito abbreviato e per aver parzialmente risarcito le vittime con 15.000 €.[88] Già condannato dieci anni fa al risarcimento del danno per aver abusato di un minorenne.
  7. don Luigi Facchi, ex vicerettore del seminario minore di Brescia, poi parroco a Ome (BS), che nel 2002 ha patteggiato una pena per reati collegati alla pedofilia. [89] [90]
  8. don Marco Gamba, parroco di Chiusa di San Michele, reo confesso, condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione, con doppio sconto di pena per il rito abbreviato e per aver risarcito i familiari delle vittime, due chierichetti di 11 e 12 anni, ritratti in pose oscene. Della vicenda si è occupata la trasmissione "I Fatti Vostri" [91] [92]
  9. don Paolo Gardenal, ex parroco di Ceneda, frazione di Vittorio Veneto (TV), nel dicembre 2003 ha patteggiato la condanna ad un anno e 8 mesi di reclusione per violenza sessuale su quattro ragazzi dodicenni [93] [94] [95]
  10. don Marco Cerullo, arrestato a Caserta. Colto in flagrante dai Carabinieri mentre era disteso in auto con un 12enne. [96]
  11. don Renato Giaccardi, di Magliano Alpi (CN), ha patteggiato nel novembre 2006 una pena di 4 mesi di reclusione per atti sessuali con minori. Le accuse riguardavano una quarantina di minori. [97] [98]
  12. padre Domenico Marcanti, inchiodato dalle telecamere istallate in oratorio dagli inquirenti [99] condannato, patteggiando, a tre anni.[100]
  13. don Roberto Mornati, trasferito dalla curia a Gavirate dopo aver subito un processo per molestie negli anni 80, nel 2004 è stato condannato a tre anni e quattro mesi di carcere (con l'attenuante dell'infermità mentale) per atti di pedofilia su dodici ragazzi del paese. Il parroco aveva chiesto il patteggiamento ma gli era stato negato perché la pena richiesta era stata ritenuta troppo bassa.[101] [102]
  14. don Pietro Sabatini, rettore del seminario vescovile di Lanusei, ha patteggiato un ammenda di 4800 euro per possesso di materiale pedopornografico.[103]
  15. don Tommaso Antonio Tarsia. Ha patteggiato nel 1995 un'accusa di violenza sessuale nei confronti di una disabile che frequentava il centro di accoglienza da lui diretto ad Agrigento. Non fu sospeso ma trasferito alla chiesa del Cuore eucaristico di Gesù a Pianura (NA) dove è stato arrestato per molestie ripetute nei confronti di una bambina di 10 anni. [104]
  16. don Marco Agostini, 43 anni, coinvolto in una vicenda che lo vede imputato per aver abusato di alcuni minorenni negli oratori di Pomezia e Torvaianica e finito agli arresti domiciliari. Successivamente si è impiccato, pur affermando la propria innocenza, mentre era in atto il processo di secolarizzazione [105]
  17. don Roberto Volaterra, ex parroco di Castagnole Piemonte ha patteggiato un anno e otto mesi per abusi perpretati nei confronti di una undicenne. [106] [107]

[modifica] La pedofilia al femminile

Anche tra le religiose appartenenti agli ordini femminili cattolici sono stati registrati casi giudiziari.

Il più famoso è quello che, ad inizio 2008, ha visto la condanna di una suora a 11 anni di prigione per pedofilia: Norma Giannini, direttrice dal 1964 di una scuola media cattolica presso Milwaukee.

In Italia sono in corso tre procedimenti penali che coinvolgono quattro suore: due suore di Cazzano Sant'Andrea (BG), condannate in primo grado, assolte in appello, con sentenza cassata dalla Cassazione, che ha disposto un nuovo appello [108], una suora dell'asilo di Calabritto (AV), condannata in primo grado e in appello e per cui la Cassazione ha disposto un nuovo appello [109] e una suora di Vallo della Lucania (SA), rinviata a giudizio [110]

[modifica] Reazioni di esponenti della Chiesa Cattolica

La chiesa cattolica ha riconosciuto e condannato il fenomeno:

  • In un discorso ai Vescovi d'Irlanda del 28 ottobre 2006 Papa Benedetto XVI si è duramente espresso contro i crimini dei sacerdoti colpevoli, dichiarando che «è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi». Affermando inoltre che «l'ottimo lavoro e il generoso impegno della grande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi in Irlanda non devono essere oscurati dalle trasgressioni di alcuni loro fratelli.» [111]
  • In visita a George Bush a Washington nel mese di aprile 2008 Benedetto XVI, rispetto allo scandalo pedofilia che ha investito la Chiesa Cattolica americana, ha affermato: «Proviamo una profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi fatti non si ripetano più». [112]

Altre reazioni hanno peró evidenziato tentativi di copertura, ostacolo alla indagini o minimizzazione:

  • Alessandro Maggiolini, ex Vescovo di Como indagato per favoreggiamento personale per aver informato un parroco accusato di pedofilia delle indagini a suo carico [113], ha affermato [114] «Una cosa è prendere i necessari provvedimenti canonici, altro è come vescovi diventare strumenti della giustizia italiana, non perché non vogliamo che i sacerdoti colpevoli subiscano le giuste pene dalla giustizia civile, ma perché le vittime debbono decidere loro se accedervi. E alcune preferiscono non farlo». Punto di vista sostenuto anche da Mons. Betori, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.). [115]
  • Mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.). nel mese di maggio 2002 ha dichiarato [116] : «I preti pedofili sono un fatto assolutamente marginale che non richiede interventi da parte delle istanze centrali della Chiesa italiana. Si tratta di un fenomeno estremamente limitato e i vescovi riaffermano la loro fiducia nella stragrande maggioranza dei preti, che servono con fedeltà la Chiesa e l'educazione dei giovani». «Il Consiglio permanente non ha mai parlato di casi di pedofilia, alla Cei non c'è nessun elenco in proposito, non abbiano né casi in evidenza né una procedura di monitoraggio». «La Cei non esercita sorveglianza sui vescovi, non è una superconferenza che li controlla, perché è responsabilità di ogni singolo vescovo affrontare la questione»
  • Monsignor Mauro Cozzoli, docente di Teologia morale all'Università Laternanense, ha dichiarato a Il Messaggero il 6 aprile 2006: «Qualche volta l'autorità ecclesiastica ha coperto certi fatti per evitare che scoppiasse uno scandalo [117] ».

[modifica] Il documentario Sex crimes and the Vatican

Nel 2006 l'emittente televisiva inglese BBC ha trasmesso un documentario [118] intitolato Sex crimes and the Vatican che accusava la Chiesa di coprire i sacerdoti coinvolti in abusi sessuali su minori.

In Italia la decisione di Michele Santoro di trasmettere il documentario nella puntata del 31 maggio 2007 del programma Anno Zero, ha sollevato polemiche politiche. Mario Landolfi, presidente della commissione Vigilanza Rai, ha invitato il direttore generale della Rai pro tempore, Claudio Cappon a non procedere all'acquisto del documentario. [119]

Successivamente alla messa in onda altre polemiche, di segno opposto, hanno coinvolto il conduttore, accusato d'aver concordato con il Vaticano le modalità di pubblicazione, nelle quali si sarebbero illustrati i casi come individuali, evitando di coinvolgere in pieno la Chiesa [120]

Il documentario mostrava i risultati prodotti da una commissione mista di indagine operante negli Stati Uniti d'America a seguito di svariate denunce, esso metteva in evidenza come in un documento del 1964 intitolato Crimen sollicitationis vi fossero norme e regole che, pena la scomunica, imponessero alle vittime di violenza ed a tutti i soggetti coinvolti a vario tiolo di mantenere il silenzio. Durante la trasmissione, questa tesi è stata contestata da monsignor Rino Fisichella [121].

Il giorno precedente la messa in onda del documentario, Massimo Introvigne pubblicò su Avvenire un articolo fortemente critico sull'accuratezza dei suoi contenuti [122]. In esso si precisava che la pena delle scomunica era, al contrario, riservata a chi avesse omesso la denuncia; la segretezza era riservata ai processi canonici, a tutela di tutte le parti in causa. Altri [123] hanno invece valutato l'ipotesi, fra questi anche la Corte distrettuale di Harris County (Texas), che ha indagato ed imputato per «ostruzione alla giustizia» [124] l'allora cardinale Joseph Ratzinger, in seguito all'invio dell'epistola De delictis gravioribus avvenuta nel 2001. L'imputazione è caduta nel settembre 2005, quando il Dipartimento di Stato statunitense accolse la richiesta di concedere al Santo Padre l'immunità diplomatica in seguito alla sua elezione come Papa (e quindi capo di stato straniero) [125].

[modifica] Riverberi satirici dei casi in oggetto

Il risalto mediatico acquisito dalla vicenda ha avuto riverbero anche nel mondo dei videogiochi, mediante la pubblicazione di Operazione: Pretofilia, realizzato in Flash da Molleindustria e pubblicato il 23 giugno 2007. Il protagonista del gioco ha lo scopo, volutamente sarcastico, di nascondere le attenzioni sessuali dei preti virtuali nei confronti dei bambini, onde evitarne l'arresto da parte delle forze dell'ordine [126].

La pubblicazione del gioco ha provocato polemiche politiche ed un'interpellanza parlamentare ad opera del deputato Luca Volonté, nella quale si chiede alle istituzioni la censura del prodotto in rispetto della Legge 38/2006 sulla pedofilia. Molleindustria ha replicato [127] sottolineando che «la legge punisce la rappresentazione di immagini virtuali la cui qualità di rappresentazione» - diversamente da quella del gioco - «fa apparire come vere situazioni non reali», e ribadendo le propria intenzione di non ritirare il prodotto [128]. Molleindustria aveva inizialmente rimosso il gioco dal proprio sito web [129], anche se poi ha reso disponibile, on-line e gratuitamente, una versione censurata.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. Statuta civitatis Urbisveteri, Bladio, Romae 1581. Liber III, rub. 27, pp. 174-175 e rub. 28, p. 175
  2. Ludwig Pastor, Geschichte der Paepste, "Giornale storico della letteratura italiana", XXIX 1897, pp. 402-452, a p. 437.
  3. Ludwig Pastor, Geschichte der Paepste, "Giornale storico della letteratura italiana", XXIX 1897, pp. 402-452, a p. 437.
  4. Johannes Sleidan (1506-1555) Commentarii, ò vero historie [1555], s.e., s.l. 1557, Libro XXI, pp. 761-762
  5. Matteo Dandolo, Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato [16/3/1550], Società editrice fiorentina, Firenze 1839
  6. Onofrio Panvinio (1530-1568), De vita Iulii III ante pontificatum [1557]. In: Sebastian Merkle (a cura di), Concilii Tridentini diaria, pars secunda (= vol. II), Herder, Friburgi Brisgoviae 1911, p. 30, 146, 147, 148,
  7. Pasquino
  8. Valerio Marucci - Pasquinate del Cinque e Seicento, Salerno, Roma 1988
  9. P. Messina, voce: "Del Monte, Innocenzo", Dizionario biografico degli italiani, vol. 38, Istituto dell'Enciclopedia italiana - Treccani, Roma 1990, pp. 138-141
  10. Lettere di Girolamo Muzio Giustinopolitano conservate nell'archivio governativo di Parma, Deputazione di Storia Patria, Parma 1864, p. 152.
  11. Valerio Marucci (a cura di), Pasquinate del Cinque e Seicento, Salerno, Roma 1988
  12. Joachim du Bellay, Les antiquités de Rome. Les regrets, Garnier-Flammarion, Paris 1971
  13. Onofrio Panvinio (1530-1568), De vita Iulii III ante pontificatum [1557]. In: Sebastian Merkle (a cura di), Concilii Tridentini diaria, pars secunda (= vol. II), Herder, Friburgi Brisgoviae 1911, p. 147, 30
  14. Johannes Sleidan (1506-1555) Commentarii, ò vero historie [1555], s.e., s.l. 1557, Libro XXI, pp. 761-762 (sub anno 1550)
  15. Onofrio Panvinio (1530-1568), De vita Iulii III ante pontificatum [1557]. In: Sebastian Merkle Concilii Tridentini diaria, pars secunda vol. II, Herder, Friburgi Brisgoviae 1911, p. 147, 30
  16. Paolo Sarpi, Istoria del concilio tridentino, Laterza, Bari 1935, 3 voll., vol. 2, pp. 52-53
  17. Acta Consilli Costanciensis. Vierter (scluss-) Band. Herausgegeben in Verbindung mit J. Hollnsteiner und H. Heimpel von Heinrich Finke, Regenberg, Münster 1928. Da: Protokolle der Zeugenverhöre über die Anklagen gegen Johann XXIII, 1415 Mai 13-23, vol. IV pp. 758-891
  18. Edward Gibbon in La Storia del declino e la caduta dell'impero romano
  19. Stefano Infessura, Diario della città di Roma (1303-1494), Ist. St. italiano, Tip. Forzani, Roma 1890, pp. 155-156
  20. Mario Masini e Giuseppe Portigliotti, Attraverso il Rinascimento. Pier Luigi Farnese, "Archivio di antropologia criminale", vol. XXXVIII 1917, p. 184
  21. Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. CIII, Tipografia emiliana, Venezia 1861, pp. 323-336.
  22. Giuseppe Gorani, Mémoires secrets et critiques des cours, des gouvernements et des moeurs des principaux états de l'Italie, Buisson, Paris 1793, tomo 2, pp. 100-103; citazione da p. 101.
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  36. Quanti sono i preti "pedofili"?
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  124. La fattispecie di reato è differente dall'intralcio alla giustizia. Per ulteriori dettagli consultare Obstruction of justice
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  126. Videogioco Operazione: Pretofilia
  127. Volonté vs Molleindustria? 27 giugno 2007
  128. Chiesta la censura di Operazione: Pretofilia PuntoInformatico, 29 giugno 2007
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