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Carlo Valdinoci

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Carlo Valdinoci o Valdinocci (Gambettola, Italia, 1895 - Washington, USA, 2 giugno 1919) è stato un anarchico italiano emigrato negli USA, dove fu seguace di Luigi Galleani e collaboratore di «Cronaca Sovversiva». Morì nella deflagrazione di un ordigno che cercava di piazzare nella casa del Ministro della giustizia Palmer, a Washington.

Biografia[modifica]

Nato in Romagna, Carlo è un ragazzo assai allegro e vivace, conosciuto nel suo paese con il nomignolo di Carluccio. «Alto, aitante e con un bel volto sbarbato, era davvero affascinante. I suoi capelli non passavano inosservati: folti, neri e ricci, li portava pettinati all'indietro. Si vestiva bene, con abiti stretti, la cravatta colorata e cappelli di varia foggia.»[1]

Negli USA: il galleanismo[modifica]

Di professione falegname, poco più che adolescente, come molti altri giovani italiani dell'epoca Valdinoci, sceglie di emigrare negli States in cerca di fortuna. Si stabilisce a Roxbury, dove è presente una folta comunità  di anarchici romagnoli, tra cui Mario Buda [2], grazie ai quali conosce l'idea anarchica diventando un militante assai attivo. A partire dal 1913 diventa un sostenitore di Luigi Galleani e del giornale Cronaca Sovversiva, seguendone gli impulsi insurrezionali a carattere informale.

La casa del Procuratore Alexander Mitchell Palmer dopo l'attentato di Valdinoci (2 giugno 1919) che morì nella prematura deflagrazione

Assunto alla fabbrica di ceramiche A. H. Hess Company di Cambridge con il fratello Enrico, pur'egli anarchico, nel 1915 lascia questo posto per lavorare in proprio come carpentiere. L'anno successivo, insieme al fratello e all'amico anarchico Domenico Ricci, si trasferisce a Sommervile. All'epoca aveva 22 anni e si dedicava anima e corpo a Cronaca Sovversiva:

«Scriveva note e articoli, raccoglieva fondi per il giornale e per la difesa dei compagni arrestati, ordinava e diffondeva libri e opuscoli. Dall'aprile 1916 fino alla sua partenza per il Messico fu l'editore del giornale.»[3]

In seguito alla cosiddetta Red Scare («Paura rossa»)[4] il 15 giugno 1917, l'FBI fa irruzione nella sede di «Cronaca Sovversiva» e ne chiude temporaneamente le attività . Contemporaneamente arresta Luigi Galleani e Giovanni Eramo con l'accusa di aver incitato ad evitare la coscrizione obbligatoria[5]. Stessa accusa viene mossa contro Carlo Valdinoci, che però era latitante sin dal maggio precedente dopo che era stato spiccato un mandato di cattura contro la sua persona per aver organizzato tramite «Cronaca Sovversiva» una lotteria illegale via posta.

L'FBI aveva fatto irruzione nella sua casa di Sommerville il 19 maggio, ma non l'aveva trovato visto che era fuggito a New Britain, Connecticut, ospite per sei settimane della famiglia anarchica di Giobbe e Irma Sanchini. Nonostante le soffiate dell'infiltrato Franck Bellucci, Valdinoci riuscirà  sempre ad evitare l'arresto.

In Messico[modifica]

Nel 1917, per sfuggire alla chiamata alle armi, si rifugia a in Messico insieme a moltissimi anarchici d'origine italiana, tra cui moltissimi del Massachussets (Nicola Sacco, August Segata - primo marito di Gabriella Antolini -, Giovanni Scussel, Bartolomeo Vanzetti, Mario Buda, ecc...). Il gruppo, partito in treno e passato per New York, Cleveland, Detroit, St. Louis e San Antonio, aveva raggiunto e finalmente attraversato il confine messicano a Laredo.

Stabilitosi con i suoi compagni a Monterrey, Valdinoci assume lo pseudonimo di Paco Carlucci. Insieme ai suoi compagni stringe buoni rapporti con gli anarchici messicani impegnati nella rivoluzione. Sempre dediti all'azione diretta, da Monterrey gli anarchici rientrano clandestinamente negli Stati Uniti per vendicare la strage di Milwaukee compiuta contro gli anarchici (morirono due anarchici: Augusto Marinelli e Antonio Fornasier; un terzo, Bartolo Testalin, fu gravemente ferito) durante la manifestazione anti-anarchica indetta dal reverendo Augusto Giuliani il 9 settembre 1917.

La stagione degli attentati (1917-1919)[modifica]

Gli anarchici del Massachussets in clandestinità  in Messico, decidono a questo punto di vendicare i loro compagni: secondo la ricostruzione storica fatta da Paul Avrich in Ribelli in paradiso. Sacco, Vanzetti e il movimento anarchico negli Stati Uniti, Mario Buda raggiunge Chicago promettendo vendetta. Con la stessa intenzione, Carlo Valdinoci, Giovanni Scussel e forse anche Bartolomeo Vanzetti si trasferiscono a Youngstown (Ohio), una cittadina in cui era facile trovare riparo e protezione nella foltissima comunità  anarchica presente.

Come detta, la vendetta non si fa attendere: il 24 novembre una bomba viene collocata nella chiesa del reverendo Giuliani, ma essendo stata trovata prima dell'esplosione, viene portata negli uffici della polizia, dove effettivamente deflagrerà  causando la morte di 10 agenti.[6]La rappresaglia non si fa attendere, undici anarchici coinvolti nella manifestazione del 9 settembre vengono arrestati, tra cui lo stesso Testalin, che era stato ferito dagli spari della polizia o comunque di agenti provocatori.

Valdinoci - che a Youngstown si fa chiamare Carlo Rossini e Carlo Lodi - con Buda, Scussel, Backett e probabilmente Vanzetti metto in piedi un progetto per un nuovo attentato da compiere a Milwaukee. Ed è a questo punto che entra in gioco la galleanista Gabriella Antolini, arrestata sul treno diretto a Chicago mentre aveva con se una valigia contenente 36 candelotti da utilizzare probabilmente proprio per la realizzazione di questo progetto. L'FBI si mette sulle tracce del gruppo di Youngstown, ma riuscirà  a fermare solo alcuni membri, tra cui Scussel, mentre Valdinoci rimane inafferrabile, sfuggendo sempre agli agguati dei federali.

Questa è una fase della storia degli Stati Uniti in cui buona parte del paese è attraversato da sommosse e rivolte proletarie, soprattutto di matrice anarchica. La violenta avversione del governo statunitense nei confronti degli anarchici e degli immigrati[7] porterà  i galleanisti a vendicarsi con una serie di attentati contro istituzioni e uomini di potere: secondo Paul Avrich, Valdinoci e il gruppo anarchico del Massachussets (tra cui probabilmente anche Sacco e Vanzetti) sarebbero responsabili a vario titolo dei pacchi bomba inviati a decine di autorità  intorno al 1° maggio e della raffica di attentati esplosivi del 2 giugno. Un ruolo chiave negli attentati del 1917-1919 lo ha anche la sorella di Carlo, Assunta (detta anche Susie), a dimostrazione che tutta la famiglia Valdinoci aveva sposato le idee anarchiche.[8]

Tra gli obiettivi individuati dagli anarchist fighters [9] c'è anche il Ministro della Giustizia Alexander Mitchell Palmer. Probabilmente Nicola Recchi è l'anarchico che costruisce la bomba, mentre Valdinoci è la persona incaricata di collocarla negli uffici del ministero a Washington il 2 giugno 1919. Qualcosa però va storto e l'ordigno esplode prematuramente provocandone l'istantanea morte.[10]

Accanto al luogo dell'esplosione sarà  ritrovato un volantino intitolato Parole semplici («Plain words»), che condurrà  gli inquirenti all'arresto degli anarchici Andrea Salsedo (morirà  durante gli interrogatori) e Roberto Elia.

Note[modifica]

  1. Paul Avrich, Ribelli in paradiso. Sacco, Vanzetti e il movimento anarchico negli Stati Uniti, pag 120
  2. Avrich, Sacco and Vanzetti cit., pp. 153-154
  3. Paul Avrich, Ribelli in paradiso. Sacco, Vanzetti e il movimento anarchico negli Stati Uniti, pag 121
  4. Il termine "Paura rossa" (in inglese Red Scare) è stato applicato a due distinti periodi di intenso anticomunismo nella storia degli Stati Uniti: dal 1917 al 1920 e durante i primi anni cinquanta. Nel primo periodo esso nacque in concomitanza con l'ingresso degli USA nella prima guerra mondiale, dando inizio ad una vera e propria crociata contro tutti coloro che genericamente venivano definiti comunisti (quindi anche gli anarchici) e quindi nemici della nazione e della patria. Queste paure spronarono investigazioni aggressive e (particolarmente nel periodo 1917-1920) la carcerazione di persone che si riteneva fossero motivate dall'ideologia comunista o associate a movimenti politici comunisti, anarchici o socialisti in genere.
  5. L'articolato incriminato era: Matricolati!, «Cronaca Sowersiva»', 26 maggio 1917.
  6. Paul Avrich, Sacco and Vanzetti cit.; Tanzilo Robert, Milwaukee 1917. Uno scontro tra italoamericani, Foligno, Editoriale Umbra, 2006
  7. Si veda Anarchist Exclusion Act
  8. Anarchist Voices: An Oral History of Anarchism in America
  9. In questo modo (oppure anche American fighters) firmavano i volantini di rivendicazione gli anarchici legati a Luigi Galleani
  10. Alla morte del fratello, Assunta andrà  a vivere con la famiglia Sacco, e quando Nicola fu arrestato con l'amico Vanzetti, Assunta convisse lungamente con Rosina e i suoi figli. Il fratello Ercole, fece ritorno in Italia probabilmente temendo ripercussioni.

Bibliografia[modifica]

  • Paul Avrich, Ribelli in paradiso. Sacco, Vanzetti e il movimento anarchico negli Stati Uniti, Nova Delphi Libri, 2015.
  • Filippo Manganaro, Dynamite girl. Gabriella Antolini e gli anarchici italiani in America, Nova Delphi, Roma, 2013.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]