Capitalismo
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Il capitale può essere definito come qualunque bene materiale prodotto e reimpiegato nel ciclo produttivo. Il sistema capitalistico (capitalismo) è un sistema economico caratterizzato dalla proprietà privata dei mezzi di produzione, dal cui impiego i capitalisti ricavano un profitto, e dall'offerta di forza-lavoro da parte dei salariati.
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[modifica] Origine storica del capitalismo
La storia del capitalismo, riguardo alle sue origini, ha determinato sin dal XIX secolo lo sviluppo di dibattiti economici, sociologici e storici. Karl Marx fece del capitalismo una tappa fondamentale della storia dell’umanità, caratterizzata dalla lotta di classe, oltre che un simbolo della vittoria della borghesia sulla nobiltà.
Il sistema capitalistico ha la sua principale contraddizione nel fatto che il suo sviluppo porta con sè la nascita e la concentrazione del proletariato, cioè della classe sociale antagonista al capitalismo perchè oggetto dello sfruttamento, e quindi destinata ad abbatterlo.
I sociologi tedeschi, all’inizio del XX secolo, hanno individuato l’origine del capitalismo nelle varie forme culturali e religiose. Werner Sombart, per esempio, l’associa alla mentalità giudaica, Max Weber invece all’etica protestante. Più recentemente alcuni storici come Fernand Braudel, si sono interessati all’evoluzione nel tempo del capitalismo, individuandone l’origine nel XIII secolo, quando si accentua il sistema commerciale, che comportarono lo sviluppo di conflitti bellici, di cui le crociate ne sono state un lampante esempio. Successivamente le esplorazioni geografiche diedero ulteriore impulso al commercio, grazie all’afflusso di materie prime e metalli preziosi provenienti dal "Nuovo Mondo".
Condizioni favorevoli a un'evoluzione dell'economia in tal senso andarono maturando tra il XVI e il XVIII secolo in Europa con la concentrazione di ricchezze, le trasformazioni agrarie, l'introduzione delle macchine, con conseguente aumento della produzione e dei profitti, premesse per il passaggio dalla manifattura all'industria moderna. Con la rivoluzione industriale si consolida il potere capitalistico: in America, Germania, Inghilterra, si crearono i primi trusts, forme di concentrazione industriale caratteristiche dell'odierno capitalismo, non più rigidamente ancorato alle regole ortodosse dell'assoluta libertà di impresa e della concorrenza di mercato, anche in seguito al crescere del ruolo dello Stato in economia, vuoi come imprenditore ("capitalismo di Stato"), che come regolatore delle dinamiche economiche, sociali e finanziarie legate al moderno processo produttivo e di mercato.
Il consolidamento del sistema capitalistico ha determinato l’accentuarsi del "conflitto capitale-lavoro" e lo sviluppo di una serie di problematiche ad esso collegate: l’alienazione del lavoro, il degrado dei quartieri proletari, l’alcolismo ecc.
[modifica] Tipologie di capitalismo
A seconda delle modalità di sviluppo e della fase storica in cui si è sviluppato, il capitalismo può assumere classificato nelle seguenti tipologie: capitalismo fondiario, dato dalla nuda proprietà più i capitali in essa investiti; capitalismo minerario, in cui i lavoratori sono per lo più considerati alla stessa stregua di utensili qualsiasi; capitalismo industriale caratterizzato dalla concentrazione delle macchine nelle fabbriche (l’occupazione dei lavoratori è variabile e il lavoratore può essere considerato come un qualsiasi mezzo produttivo oppure ricevere qualche considerazione in più); capitalismo finanziario, basato su beni astratti (azioni finanziarie).
[modifica] Capitalismo e ideologie politiche
Vi sono molte ideologie politiche differenti, e talvolta opposte, che valutano positivamente il capitalismo: liberalismo classico, auspica un’economia di mercato con interventi statali minimi ("laissez faire"); conservatorismo, difende lo "status quo" e i privilegi del capitalismo vigente; mercantilismo, pretende l’intervento statale a protezione del capitale nazionale; anarco-capitalismo, auspica la distruzione dello Stato e la privatizzazione selvaggia di ogni affare.
Molte ideologie differenti si oppongono al capitalismo in favore di un economia di mercato pianificata, tra cui: socialismo, promuove un esteso istituzionale controllo statale sull'economia; fascismo, promuove un esteso controllo statale dell'economia (vedi corporativismo), anche se delega i poteri e i conseguenti privilegi a capitalisti compiacenti (anche in questo caso è ben evidente la "doppiezza" del fascismo che si proclama anticapitalista e antiborghese, ma vede in essi gli interlocutori suoi pricipali); socialismo libertario, sostiene il controllo collettivo dell'economia (autogestione) lavorando per la scomparsa immediata dello Stato.
Altre ideologie politiche propongono il controllo del capitalismo, unendo diversi aspetti del socialismo e del capitalismo: socialdemocrazia, promuove una estesa regolamentazione statale e un parziale intervento in un contesto capitalistico; il comunismo e l’anarchismo, definibili inequivocabilmente come forze anticapitaliste, sostengono, sia pure con tempi e mezzi diversi (gli anarchici si oppongono all'idea marxista di una fase socialista di transizione, in cui anche l’economia sarebbero sotto il controllo dello Stato socialista), la necessità del superamento della società capitalistica, con l’autogestione diretta dei mezzi di produzione da parte degli individui-lavoratori e delle loro libere associazioni.
[modifica] Voci correlate
Case farmaceutiche e vivisezione

