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Calcio, anarchia e lotte sociali

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Scudo rosso-nero e A bianca nel mezzo: non è il simbolo di un qualche gruppo anarchico, bensì dell'Atalas, una squadra di calcio messicana dell'Atlas che fu fondata da alcuni anarchici
Articolo di Nessuno sugli insospettabili legami tra calcio, anarchia e lotte sociali. A dimostrazione di come l'anarchia abbia esercitato, ed eserciti ancora, un'enorme fascino ed influenza sui più disparati ambiti della società ...

Calcio anarchia e lotte sociali[modifica]

Negli ambienti politici più radicali, specie in quelli anarchici, il calcio non gode certo di una buona fama, visto dai più come un mezzo di distrazione di massa e\o come una delle tante industrie del capitalismo. Se questo può essere vero per quanto riguarda il calcio inteso come spettacolo, non del tutto vero lo è se si considera il calcio per quello che è: un gioco.

Molti lettori saranno sorpresi dall'apprendere che tanti anarchici, comunisti e rivoluzionari in genere, sono stati tra i fondatori, a cavallo tra il 19° e 20° secolo, di diversi club calcistici, anche di alcuni che oggi vanno per la maggiore. Il legame tra calcio e anarchia e tra calcio, anarchia e lotte sociali, si è manifestato nella scelta dei nomi dei club, nella scelta dei colori sociali e dei simboli degli stessi o anche nella tipologia di appassionati che si è aggregata intorno ad essi. Questo rapporto si concretizzò soprattutto in Sud America, ma anche in Europa e in Centro e Nord America.

A dimostrazione di tutto ciò, farò un breve e veloce (quindi non del tutto esaustivo) excursus storico nel mondo del calcio, soffermandomi in particolare sugli aspetti ludici\aggregativi\politici che ha assunto talvolta il calcio e su alcune squadre la cui storia è stata in qualche modo legata all'anarchismo e\o alle lotte sociali popolari.

Argentina[modifica]

Sappiamo che in Sud America furono soprattutto gli immigrati europei ad importare gli ideali anarchici e socialisti, così come furono loro stessi a dare un notevole contributo per la diffusione del gioco del calcio. È facile quindi immaginare che le due cose si siano intrecciate in svariati modi ed in diverse occasioni.

L'Argentinos Juniors (in cui giocò anche Diego Armando Maradona), per esempio, fu fondato nel 1904 con il nome di Mártires de Chicago, in omaggio agli anarchici ingiustamente condannati a morte del 1886 a Chicago. D'altra parte, anche il Chacarita Juniors nacque in una biblioteca anarchica di Buenos Aires, ed i suoi colori - bianco, rosso e nero - indicherebbero la purezza e gli ideali politici libertari dei fondatori. Oggi, tra le due tifoserie, esiste un solido rapporto di amicizia fondato sul comune ideale anarchico che è alla radice della storia dei due club [1].

L'Independiente è un altro esempio di come le lotte sociali si legarono a quell'epoca al calcio, giacché i fondatori scelsero questo nome in quanto erano in contrasto con i loro datori di lavoro e si dichiararono Independientes de Patronal. Nel 1908 nacque anche il Club Atlético Libertários Unidos, il cui nome potrebbe dimostrare che alcuni anarchici o simpatizzanti furono tra i suoi fondatori, tesi avvalorata dai colori sociali: rosso e nero (un'altra versione dice che il nome deriverebbe dalla via in cui avvenne l'atto di nascita della squadra. Ma come spiegare i colori sociali?). Anche il piccolo club El Porvenir ebbe alcuni anarchici tra i suoi fondatori.

È bene anche rammentare che in quegli anni i calciatori erano sostanzialmente dilettanti, di conseguenza gran parte di loro svolgevano normali mansioni lavorative. Tanti di questi, come gli altri lavoratori, avevano simpatie per l'anarchismo e molti erano iscritti alla FORA.

Messico[modifica]

Subcomandante Marcos, leader dell'EZLN ed appassionato di calcio

Nel paese centro-americano, una delle squadre clacistiche più celebri è l'Atlas di Guadalajara, un club che adopera come simbolo uno scudo rosso e nero con in mezzo una A bianca, che evidenzia l'influenza esercitata dall'anarchismo al momento della sua nascita (potrebbe essere stata fondata da anarchici o da simpatizzanti). Il Messico è la dimostrazione, inoltre, di come il legame tra "calcio-anarchia-lotte sociali", sia ben difficile da spezzare. Infatti, in Chiapas, uno degli stati a più alta conflittualità  con il governo centrale, l'EZLN del Subcomandante Marcos organizza frequentemente partite di calcio tra una rappresentanza dei neo-zapatisti e squadre di calcio di altri gruppi politici o sociali. Marcos, nel 2005, aveva progettato, tra il serio ed il faceto, una partita di calcio tra la "nazionale" dell'EZLN e la squadra italiana dell'Internazionale, ufficializzando la sfida attraverso una lettera spedita al presidente dell'Inter Massimo Moratti. Nella lettera, molto ironica e divertente, Marcos scrive anche che «il calcio, ogni tanto, dovrebbe smettere di essere un affare e tornare ad essere uno sport divertente. Un gioco, come avete detto voi, basato su veri sentimenti. » [2].

Stati Uniti[modifica]

Nel 2000, a Washington, è stata fondata l'Anarchist Soccer League (ASL) [3], una lega calcistica amatoriale formata da squadre e calciatori che politicamente si rifanno a tutto il variegato fronte del radicalismo: anarchismo, punk, rivoluzionari in genere, ecc. Lo scopo principale di questa lega calcistica è quella di sottrarre il calcio alle influenze del capitalismo e ricondurlo al suo aspetto originale, cioè quello ludico. L'ASL si è costituita nell'ambito del più ampio progetto dell' Anarchist Soccer, il cui scopo è quello di agevolare l'incontro tra persone, riunitesi intorno ad un pallone. Per questo l'Anarchist Soccer è un gioco con regole non del tutto conformi a quelle standard, dove tutto è fondato sull'amicizia e il rispetto reciproco [4].

Una delle squadre che partecipa al campionato si chiama Kronstadt FC (KFC), in onore dei marinai rivoluzionari che nel 1921 si ribellarono al potere centralista del governo bolscevico russo. Un calciatore e anarchico di questa squadra, a chi gli domandava se il gioco del calcio non lo allontanasse dalla rivoluzione, ha così risposto: «Se non posso giocare a calcio, non voglio avere nulla a che fare con la tua rivoluzione». [5]

Il 20 settembre 2003, a Detroit, si è svolto il torneo di calcio denominato Imperialism is Off-Sides! Anarchy Rules! («L'imperialismo é fuorigioco! Anarchia Regna!»), a cui surrealisticamente hanno partecipato squadre come la "Boston NEFAC Soccer" e l'"Anarchist People of Color (APOC)". A questo è seguito poi un altro torneo "rivoluzionario" in cui la "Kronstadt" ha sconfitto i comunisti di "Left Wing".

Croazia[modifica]

Una delle squadre più seguite del paese balcanico, l'Hayduk Spalato, ha probabilmente avuto tra i suoi fondatori alcuni anarchici, dal momento che il primo nome scelto fu Anarkho.

Spagna[modifica]

Squadre come Barcellona e Atletico Bilbao hanno da sempre incarnato, calcisticamente parlando, un'opposizione allo strapotere economico e politico dell'autorità  centrale che, socialmente, è incarnata nella capitale Madrid, e, calcisticamente, nella celebre squadra del Real Madrid. Durante il franchismo, soprattutto l'Atletico Bilbao riuscì a mantenere il suo carattere antifranchista ed ancora oggi molti suoi sostenitori si dichiarano apertamente antifascisti e separatisti (molti tifosi del Real sono ancora oggi militanti franchisti e fascisti).

A Madrid, altre al Real e all'Atletico, c'è anche un'altra squadra, il Rayo Vallecano. Si tratta di un piccolo club calcistico del quartiere operaio e antifascista di Vallecas, i cui tifosi sono in gran parte antifascisti. Molti di questi si proclamano anarchici. Carlos Palomino, anarchico ucciso da un naziskin spagnolo l'11 novembre 2007 [6], era anche un sostenitore del Rayo [7].

In una canzone che il gruppo punk-ska degli Ska-P, formatosi proprio a Vallecas, ha dedicato al Rayo Vallecano e ai suoi tifosi, si dice infatti [8]:

Somos los hinchas mas anarquistas,
los mas borrachos, los mas antifascistas.
Nuestro rayito revolucionario
TODOS LOS FACHAS ¡¡FUERA DE MI BARRIO!!

Siamo i tifosi più anarchici,
i più ubriaconi, i più antifascisti.
Il nostro rayito rivoluzionario
TUTTI I FASCISTI!! FUORI DAL MIO QUARTIERE!!

Germania[modifica]

In Germania, la squadra storicamente è più orientata a sinistra è il Fußball-Club St. Pauli von 1910. Si tratta di una polisportiva ubicata nell'omonimo quartiere di Amburgo, Il cui attuale presidente, Corny Littman, è stato il primo (unico?) presidente del calcio tedesco ad essersi dichiarato omosessuale.

Tra gli anni '80- '90, il St.Pauli è stata la prima società  a vietare l'ingresso nel proprio stadio ai tifosi di estrema destra. Anche la sua tifoseria, ovviamente, è esplicitamente legata al comunismo, al socialismo, all'anarchismo e all'antifascismo. Club e tifoseria si sono inoltre sempre dichiarati nemici del razzismo, promovendo iniziative comuni per diffondere la cultura antirazzista.

Il motto del F.C. St. Pauli è: «Non established since 19», ad evidenziare la sua posizione antitetica rispetto a tutto ciò che è parte integrante del "sistema".

Italia[modifica]

In Italia, almeno tra le più conosciute, non ci sono squadre di calcio la cui storia è legata alle lotte sociali o all'anarchia. Ci sono però tifoserie che sono intimamente legate agli ambienti dell'estrema sinistra. Attualmente la tifoserie più politicizzata è quella del Livorno, in cui spiccano molti comunisti, anche di stampo marxista-leninista. Qualche anno fa essi sono saliti alla ribalta perché, durante un'amichevole del Livorno in Turchia, hanno esposto uno striscione in favore della prigioniera comunista Guler Zen, ricevendo in cambio violente cariche poliziesche [9].

Un'iniziativa a cui non sono legati club calcistici, bensì le tifoserie più collocate a sinistra nel panorama italiano e internazionale sono i Mondiali Antirazzisti. A dire il vero, a quest'iniziativa possono partecipare non solo i tifosi di calcio, ma «tutte le squadre o i singoli che condividano lo spirito e gli obbiettivi dei Mondiali» [10], che è quello di combattere il razzismo.

Note[modifica]

Voci correlate[modifica]

Fonti[modifica]